#A Lecco presentazione de “La leggenda del buon cibo italiano”

18 11 2007

 

Martedì 22 gennaio, ore 21, presso la sala conferenze della Banca popolare di Sondrio in Via Amendola/C.so Martiri a Lecco, Il Gruppo di acquisto solidale “La Comunità della Sporta” ed il Centro Khorakhané invitano la cittadinanza ed i consumatori alla presentazione dell’ultimo libro di Paolo Conti (scrittore e giornalista de Il Sole 24ore) “La leggenda del buon cibo italiano” sottotitolo inquietante “raramente quello che mangiamo è davvero ciò che sembra”

 

Il cibo italiano non è così buono, sano e genuino come i media ci portano a credere. Anche il nostro cibo rispecchia parametri di alta tecnologizzazione che normalmente non è impiegata per raggiungere migliori livelli di qualità, ma per diminuire i costi, magari, ricordando i fatti dell’anno scorso, mediante l’utilizzo di uova marcie e pomodori ammuffiti. Gli alimenti vengono modificati, scomposti, ricostruiti e inscatolati con l’aiuto della chimica, della genetica, di tecniche alimentari sempre più sofisticate. Le materie prime ricavate attraverso pratiche agricole nel 95% dei casi irrispettose dell’ambiente. Il risultato sono cibi che sembrano una cosa, ma che in realtà sono qualcos’altro, facciamo qualche esempio: L’85 per cento degli alimenti importati in Italia non subisce controlli alla frontiera. Per molti cibi non esiste un sistema efficace per scoprire la presenza degli Ogm. Lo stato sta riducendo i controlli sulla qualità di ciò che mangiamo, delegando questo lavoro a società private. Le crisi alimentari sono destinate ad aumentare nel prossimo futuro. Mangiare una scatoletta di tonno alla settimana può mettere a serio rischio la salute di un bambino. Anche se viene chiamato naturale, non è affatto detto che l’aroma usato per dare a uno yogurt il gusto di fragola provenga effettivamente da una fragola. Il 99% degli additivi che vengono aggiunti agli alimenti non produce alcun effetto positivo sulla nostra salute e ha esclusivamente funzioni cosmetiche. Il libro è la sintesi ed il risultato di un’interessantissima inchiesta di stampo giornalistico durata due anni, aiuta a comprendere ciò che c’e’ dietro al cibo che ogni giorno compriamo e mangiamo, soprattutto mostra come l’estrema tecnologizzazione dei processi industriali alimentari, modifichi completamente il prodotto, al punto che poi deve “essere reinserito” l’aroma…. e tutto questo essenzialmente per questioni di profitto.

 

Per ulteriori informazioni potete contattare direttamente Paolo Trezzi del Centro Khorakhané di Lecco

ugomoi@libero.it


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