#Osservatorio PGT
31 01 2008
Il termine PGT non dirà molto alla maggior parte dei cittadini lombardi anche se si tratta di uno strumento urbanistico destinato ad influire in maniera rilevante sulla qualità della vita di ciascuno di noi.
I Piani di Governo del Territorio sono stati introdotti dalla Regione Lombardia con la legge 12 del 2005 e costituiscono lo strumento urbanistico di cui ogni comune lombardo, entro il 2009, si dovrà dotare in sostituzione dei vecchi Piani Regolatori. Rientrano nei PGT le previsioni relative alla crescita della popolazione residente, alla volumetria che occuperanno residenze e attività produttive, alle superfici destinate a verde, ai servizi di cui il comune si deve far carico per supportare l’eventuale crescita demografica. Il PGT, in poche parole, sarà il “termometro” dell’impegno che gli amministratori metteranno nella gestione del territorio, del bene comune.
Come gruppo ambientalista crediamo che la nostra azione per uno sviluppo sensato del territorio passerà nel prossimo futuro anche da questo strumento. Rispetto al vecchio PRG, infatti, il processo di formazione del piano d governo del territorio prevede una minima partecipazione della cittadinanza, quindi tanto di privati quanto delle realtà associative. Partecipazione significa possibilità allargata di discussione - qualcosa più delle vecchie “osservazioni” - in quanto, al contrario di prima, eventuali pareri precedono la definizione del piano, con ovvi risultati in termini di efficacia.
L’unico modo che le associazioni avranno per far sentire la propria voce presso le istituzioni locali, provinciali e regionali, lo ribadiamo, è collaborare nel territorio. In quest’ottica, un’ottima iniziativa arriva da parte dell’Associazione per i parchi del Vimercatese. Si tratta di un Osservatorio dei PGT in preparazione nei comuni della Brianza orientale. Il suo scopo è di facilitare e rendere sinergica la partecipazione delle associazioni e la loro capacità di controllo all’interno dei processi di definizione dei piani; questo nella speranza di indirizzare la pianificazione urbanistica brianzola in direzione di uno sviluppo sensato del territorio limitando il consumo del suolo, conservando il paesaggio e preservando le zone agricole e naturali presenti.
Il PGT di per sé non rappresenta nulla, se non una piccola possibilità per iniziare a mutare un atteggiamento culturale desueto basato su processi socio-territoriali pretenziosamente guidati dell’alto. Il contributo delle associazioni sarà, in un’ottica dialettica e costruttiva, quello di poter aiutare le amministrazioni nella definizione di piani equilibrati, più vicini ai reali bisogni della popolazione.
Per il momento, l’iniziativa è limitata alle aree che si estendono a sud del nostro territorio, ma l’intenzione da parte dei promotori è quello di estendere la rete oltre il confine provinciale. Per quanto ci riguarda, il comune di Casatenovo non ha ancora intrapreso l’iter che lo condurrà alla redazione del PGT: l’ultima modifica urbanistica di grande rilievo è stata la variante al vecchio PRG effettuata nel 2005, variante che tuttora, ahinoi, manifesta sul territorio i propri cementiferi effetti.


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