#A Milano le associazioni parlano di Pedemontana, Pgt e agricoltura
10 03 2008
Domenica 16 marzo 08, dalle ore 9.30 alle ore 13, presso la sede di Punto Rosso VIA GUGLIELMO PEPE 14 MILANO (MM2 LINEA VERDE-Garibaldi Passante Ferroviario - Binari 13-20, uscita Via Pepe) è convocata una riunione tra tutti i portatori di interesse che desiderano salvaguardare il territorio lombardo da ulteriore cemento e asfalto. Uno dei progetti in discussione è quello della Pedemontana. Saranno presenti vari comitati, i Grilli parlanti, Rete Lilliput, l’Associazione Parchi del Vimercatese, Coldiretti, Istituto per la valorizzazione dell’agricoltura periurbana, Comitati Ambiente Lombardia, ecc.La riunione - che non ha “cappelli” politici o fini elettorali - nasce dall’iniziativa di cittadini preoccupati per il continuo consumo di suolo che sta deturpando il paesaggio in cui viviamo in nome di una crescita economica che è un controsenso biologico, termodinamico e fisico e che a fronte di una pluridecennale promessa di benessere diffuso di fatto non fa che peggiorare la qualità della vita di molte persone e diminuire la sicurezza alimentare.
Per inquadrare il problema della Pedemontana e del consumo di suolo, per far conoscere progetti e azioni concrete positive saranno presenti:
Giorgio Ferraresi - Ordinario di urbanistica del Politecnico di Milano.
Maria Cristina Treu - Docente di Urbanistica del Politecnico di Milano.
Mario Agostinelli - Consigliere regionale lombardo.
Domenico Finiguerra - Sindaco di Cassinetta di Lugagnano e promotore del Piano di governo del territorio a crescita zero.
Pietro Mezzi - Assessore ai parchi della Provincia di Milano e promotore della Dorsale Verde, il corridoio ecologico ce dovrebbe unire l’Adda al Ticino.
Buona parte del tempo della riunione sarà comunque dedicata a sentire i presenti per definire come mettersi in rete con altri portatori di interesse al fine di aiutarci reciprocamente e, in secondo luogo, per capire cosa fare - con mezzi nonviolenti e democratici - per impedire alcune grandi opere che andranno a saturare il poco verde rimasto in lombardia”. Infine, ultimo punto, non di secondaria importanza, iniziare a ipotizzare azioni per la valorizzazione dell’agricoltura periurbana e le filiere corte.
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