#Appunti dalla Valle della Nava - 10/5/2008
11 05 2008Anche oggi mi reco in Valle con la speranza di nuove osservazioni, ma anche con la consapevolezza che spesso bisogna “accontentarsi” di quello che i nostri occhi riescono a cogliere del “normale” spettacolo della natura. La visita sembra subito interlocutoria, sono le 17.30, ma il caldo quasi fuori stagione, non favorisce certo, l’attività degli animali. Solo il canto del cuculo mi accompagna insistente e continuo, mentre merli, fringuelli e capinere solo a tratti si fanno ascoltare.
Entro nel sottobosco, ormai così diverso dallo sfavillare di un mese fa! Ci sono perfino dei funghi su un ceppo marcescente. Nel fitto canta un pettirosso (Erithacus rubecula), che probabilmente l’inverno scorso era un abituale frequentatore dei nostri giardini. Il contrasto tra lo scuro sottobosco e la distesa quasi abbagliante dei campi arati è evidente! Mi dirigo a sud seguendo il corso secco del torrente, ampliando così l’orizzonte delle mie escursioni: mi accorgo dell’insospettata (da me) vastità della Valle. Trovo il cadavere di un riccio, ma l’avanzato stato di decomposizione, non mi permette di stabilire le cause della morte.
Risalgo la Valle dal lato di Missaglia, costeggiando un campo arato, ma il sentiero, benchè molto marcato, scompare all’improvviso inghiottito dall’aratura. Mentre rinvengo la pelle mutata di una biscia, probabilmente un biacco, dall’altro lato passa il secondo (per oggi) motocrossista che scaverà ulteriormente il sentiero. Mi sorge spontanea, ed assurda, una domanda : sarannno più numerosi i biacchi o i motocrossisti? Spero proprio le bisce, che sicuramente hanno la caratteristica (o qualità) di non far rumore.
Alfio Sala
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