#Giallo Autunnale – 12 novembre 2011

19 11 2011

Oggi è sabato, domani si andrà in Val d’Aosta, quindi l’anticipo è d’obbligo. Visto il cielo, scontatissimo ritorna il detto: “…non c’è sabato senza sole…”. Anche la temperatura, dopo la leggera brinata mattutina, si alza fino a diventare, nel corso della giornata, gradevole. E l’umidità, ovviamente presente data la stagione, ma soprattutto dopo le piogge della scorsa settimana, non è affatto eccessiva. L’acqua nella Nava resta scarsa, in alcuni punti è poco più che un miraggio: eppure in alcuni tratti mostra di aver avuto il sopravvento negli scorsi giorni sull’alveo, tracimando. Ora, dove è presente, appare perfino limpida. Alla Colombina non si perde tempo e finito un ciclo, quello del mais, già tutto è pronto per iniziarne un altro: frumento? orzo? qualcosa di nuovo? vedremo..

-


Nel frattempo, il terreno smosso di recente richiama un gruppetto di ballerine bianche, che arrivano dalla Valle col volo caratteristicamente ondulato, reso ancor più evidente dalla lunga coda: sono una mezza dozzina e prima di posarsi disegnano nel cielo una specie di “ola”. Il tutto a debita distanza.
Scendendo alla Nava, riecheggia in lontananza qualche sparo, più vicino voci di uomini e cani. In fondo, sabato o domenica non fa molta differenza.
Qualcuno bene o male, tornerà a casa col “trofeo” da mostrare a parenti e amici: probabilmente animali che fino a pochi giorni prima, se ne stavano in voliere. A supportare questa convinzione la spiumata di un fagiano maschio. Ricordiamo che qui la cattura delle femmine è vietata.

--
Si diceva di soggetti liberati da pochi giorni: le lunghe timoniere non ancora completamente sviluppate, che presentano anzi, alla base, una parte ricoperta dalla guaina, sembrano confermare l’ipotesi formulata. Col freddo in arrivo e coi predatori, questo fagiano, aveva comunque il destino già scritto.
Arriva dal bosco il classico scompiglio che accompagna l’allegra brigata delle cincie. Questa volta hanno deciso di ispezionare una fusaggine ricchissima di frutti: salvo errori questi ultimi non rientrano nella dieta di questi uccelletti, probabilmente l’interesse è rivolto ai piccoli insetti che vi si nascondono.
I codibugnoli sembrano leggermente meno indaffarati della cincia bigia e delle cinciarelle a cui si accompagnano: uno si ferma qualche istante a verificare la presenza estranea, poi richiamato dai compagni riprende il peregrinare. In fondo ogni momento di sole e di luce è prezioso per cercare di mettere insieme la quantità giornaliera di cibo: quando la stagione sarà meno clemente, questi gruppetti non esiteranno ad avvicinarsi alle abitazioni, attirati dalla presenza..

--

..di piante da frutto, ghiotti soprattutto dei rossi frutti del caco. Anche semi di ogni tipo, in inverno, rientrano nella dieta di tutti questi uccelli, che nella bella stagione sono quasi esclusivamente insettivori. Passato il gruppo, il bosco per qualche attimo ritorna silenzioso.
Una delle aspettative del periodo, senza dubbio è la visione dei colori autunnali, in parte vanificata dalla settimana di pioggia che ha coinciso proprio col momento di massima esplosione delle tinte autunnali, prima della naturale caduta delle foglie. Ma se la visione d’insieme non è così clamorosa, restando comunque apprezzabile, il particolare non delude affatto..

--
…come il giallo di questa foglia di acero…

--
…oppure il tappeto che ammanta il terreno, intorno al fusto delle piante che hanno perso la loro chioma. La caduta delle foglie, inizia a scoprire ciò che prima era gelosamente custodito, come i nidi degli uccelli che hanno nidificato in Valle, durante la primavera e la prima parte dell’estate.
In questo caso si tratta del nido di una coppia di capinere, a cui chissà quante persone o animali sono passati vicino, senza sospettarne la presenza. 

--

La struttura, ancora abbastanza integra, ha perso uno dei ramoscelli di appoggio e ai meno giovani sicuramente porterà alla mente i versi del Poeta : “…pendono qua e là dalla corona i nidietti della primavera“. Fortunatamente non stiamo parlando di querce cadute.
Altro elemento caratteristico della stagione sono i funghi: anche in questo caso la settimana di pioggia ha influito notevolmente.
Praticamente ha chiuso bruscamente la prima fiorita del chiodini, bloccando più la raccolta che la crescita dei ciuffi presenti: risultato è la presenza di molti esemplari che sono sfuggiti ai cesti degli appassionati, hanno portato a termine il loro ciclo e ora stanno velocemente deperendo. In effetti è raro vedere così tanti funghi non… raccolti.

--
Le prossime settimane diranno se ci sarà una seconda fioritura oppure se il freddo porrà la parola fine alla stagione di questi funghi.
Diversa la situazione dei nebularis, funghi non proprio consigliabili dato il forte gusto e l’impatto sull’organismo umano, che comunque annoverano qualche estimatore.
Questi sono caratteristici dei freddi autunnali e portano avanti il loro ciclo sulle foglie morte, accelerandone la marcescenza, quindi non hanno risentito molto delle perturbazioni e si apprestano al momento del loro massimo sviluppo.
L’uscita va a chiudersi, ma cercando ancora una volta i colori del bosco , il giallo si tinge di…

-

-

rosa, figurato ovviamente: l’avvicinarsi e lo sfiorarsi dei due carpini, con quelle miriadi di braccia (o di capelli biondi?), ricorda un abbraccio, neanche troppo fugace…


ma in una giornata che ha ricordato anche il Poeta, non poteva essere altrimenti.
-

Sala Alfio





#A piedi d’autunno nel Parco dei Colli

14 11 2011

-


Domenica 20 novembre “A piedi d’autunno nel Parco dei Colli Briantei”, un’escursione naturalistica guidata dall’esperto Dott. Luca Fantoni. Ritrovo per la partenza alle 8.45 a Camparada
presso il parcheggio della scuola primaria di via Colombo.
Partenza prevista dalle scuole di Camparada e, sulla sinistra orografica, si risalirà il Vallone di Camparada fino all’altezza del depuratore di Campofiorenzo,  ci si dirigerà successivamente verso i Dossi e Cascina Melli. Dalla cascina risalita sino alla Montagnola e discesa fino a Mongorio. Da lì si ripartirà verso la Cappelletta e, di seguito, Cascina Masciocco. Da Masciocco si proseguirà verso il laghetto di Bernate e per poi tornare risalendo verso Cabella per raggiungere di nuovo il piazzale della scuola.
Iscrizioni ed info: Gianni 339.8446553 – Luciano 0362.919479 – Raffaele 0362.918274
è un’iniziativa promossa da:

-
Associazione Amici della Natura di Triuggio
Associazione Torrette Bini Dosso Boscone di Macherio
Associazione per i parchi del Vimercatese





#Conoscere i funghi, una serata con Sentieri e Cascine

14 11 2011

-

-

Volete imparare a conoscere i funghi?
L’associazione Sentieri e Cascine organizza un incontro  Mercoledì 16 novembre, ore 21, presso la Sala Civica di Cassina de’ Bracchi per parlarne. Saranno presenti esperti del Gruppo micologico dell’Alta Brianza ‘G. Bresadola’ di Missaglia.
A seguito dell’interesse che si riscontrerà si valuterà l’opportunità di programmare per l’anno prossimo un corso articolato sempre in collaborazione con il gruppo missagliese che dispone di esperti di grande livello.

-





# Online il 2° quaderno riguardante flora e fauna della valle

7 11 2011

-

E’ online nella sezione del nostro blog ‘I quaderni della Nava‘ una scheda sulla Physalis angulata, pianta recentemente segnalata e per la prima volta in provincia di Lecco. Il quaderno numero 2 va ad affiancare quello già presente sul Fringuello. La sezione è in costante aggiornamento con nuove schede in arrivo, date un’occhiata!

-

Gruppo Valle Nava 





#Il massacro

6 11 2011

 

Decenni di incuria e assalto selvaggio al territorio. Ancora in atto, oggi. Ieri Genova, dieci giorni fa la Lunigiana, lo scorso anno il Veneto e Sestri, prima ancora il Biellese e il Verbano, il Basso Piemonte con Alessandria, la Val Masino, la Valsassina, indietro fino alla Valtellina. Ormai così si impara la geografia italiana: con le tragedie e i morti. Da Nord a Sud, passando per Cavalese o la Val di Sangro. Un massacro, sia per i morti che per il territorio. Escludendo quelle storiche, il Vajont, Firenze e il Polesine, appunto tanto eccezionali da essere considerate storiche, che comunque davano il chiaro segnale dell’insofferenza del territorio ad una “gestione forzata”, per usare un eufemismo. Segnali ignorati… come si può ben vedere. Cassandre inascoltate chi, fuori dal gregge, osteggiava l’abbandono e la cementificazione ad oltranza. Tacciati di appartenere al “partito del NO”, se non crocifissi come avversatori del progresso e del benessere nazionale, gruppi o singoli che chiedevano la tutela del territorio. Non si tratta di uno sfogo sull’onda emotiva, tanto meno della costatazione di una rivincita: sarebbe stato meglio essere smentiti dai fatti, che verificare la realtà delle proprie posizioni, certificata quotidianamente dai lutti. Ma non si venga a dire che non si può fare nulla, vuol dire essere complici dei devastatori legalizzati, di chi approfitta di leggi assenti o, peggio, di leggi ad hoc. E degli “amministratori” che a tutti i livelli, per incompetenza, ma anche per interesse e connivenza promulgano e creano regolamenti che se ne infischiano bellamente del suolo e dell’ambiente Italia. Salvo poi esprimere la costernazione, di circostanza, e la solidarietà agli “sfortunati” colpiti dagli eventi “naturali”. Già perchè vivere con la normale sicurezza, non è un diritto: in Italia è una questione di fortuna o sfortuna.

Ultimamente, qualche timido segnale di presa di coscienza, in qualche Amministratore (la maiuscola per il coraggio) lo si è visto nel redigere i PGT, meno aggressivi riguardo al poco che resta. Subito c’è chi si è scagliato contro, in nome di livelli occupazionali (tutti da verificare) da incrementare. Qualche imbecille, definizione sacrosanta, ha scritto addirittura che “…non è giusto che fino a ieri si sia potuto beneficiare della cementificazione selvaggia (proprio così!!), chi solo oggi ne avrebbe la possibilità è discriminato”. Altri, più numerosi e manovrabili, attaccano i Parchi e gli Enti atti alla Protezione Naturale, denigrati come carrozzoni mangiasoldi (quanti decenni ci vorranno prima che i finanziamenti per queste Istituzioni possano raggiungere globalmente i 300 milioni di euro già spesi per il ponte sullo Stretto, bocciato dall’Europa e dallo stesso Parlamento?), adducendo spesso futili motivi o eccessiva burocrazia. Ormai, vera tragedia nelle tragedie, ci si sta abituando alla frequenza di questi accadimenti e alle immagini che passano attraverso i media: si contribuisce volentieri alle raccolte fondi, ora poi basta un sms o una telefonata per risollevare la coscienza, quasi una passata di spugna. Ma poi in silenzio si prega… che non accada a noi. Dai, noi siamo in Brianza! Sì certo, abbiamo messo cemento e asfalto in abbondanza, ma da noi la terra è “buona” e soprattutto ha reso e rende ancora.
“13 AGOSTO 2010: tre ore d’acqua mettono in ginocchio la Brianza e il Lecchese, il Lambro esonda…”, fortunatamente molto, ma molto meno dei fiumi liguri, piemontesi o veneti… ma se fosse stato solo un avvertimento, magari l’ultimo?
Perchè questo intervento sul sito del Gruppo Valle Nava? Semplice: la stesura del PGT di Casatenovo, come per altri Comuni della zona, sta entrando nel vivo. Si vorrebbero scelte che, alla luce dei fatti, non si possono più neppure definire “coraggiose”, ma assai più realisticamente “DOVEROSE”.

-
Saluti.
-

Sala Alfio








Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.