#Auguri per il 2012!

20 12 2011
Clicca sull'immagine per visualizzare la cartolina con gli auguri 2012 dalla Valle della Nava!

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# Dicembre, pigramente – 11 dicembre 2011

16 12 2011

 

Com’è una “giornata pigra”? Esattamente come quella che si presenta stamattina: coperta ma non così tanto da essere cupa, atmosfera umidiccia ma non bagnatissima, velatura leggera ma assolutamente senza nebbia. Insomma una giornata inespressa, quando si ha la sensazione che anche tra qualche ora tutto resterà immutato o quasi.

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Le righe del “cereale da definire”, alla Colombina, si fanno più marcate, grazie al lento ma continuo irrobustimento delle piccole pianticelle.
Solo un pettirosso, quasi con discrezione, emette il suo canto a volume ridotto, come se neppure lui volesse spezzare questa atmosfera piatta.
In basso, nella Valle, l’attività degli uccelli è più marcata: bene o male qualcosa da mangiare debbono pure rimediare. Ecco allora un paio di cince bigie alle quali si accompagna un luì piccolo, che insieme setacciano il sottile filare di basse piante che costeggia la Nava, emettendo qualche raro richiamo, forse per tenere compatto l’eterogeneo gruppetto. Ai tre presto si aggiungono un paio di codibugnoli e una cinciallegra, arricchendo la babele di suoni emessi.

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Riprendendo il sentiero, che appare come una galleria tra le piante ed aiuta a raccogliere i pensieri, la mente riporta ad un anno fa: giusto in questi giorni, su iniziativa di Matteo, avevamo fatto una sortita notturna in Valle, con lo scopo di censire la presenza dei rapaci notturni, civetta e allocco. C’era già stata una bella spruzzata di neve, accompagnata da un forte irrigidimento delle temperature, la notte era limpidissima (e molto fredda): praticamente la luce della luna riflessa sulla brina consistente e sulle chiazze di neve ghiacciata, aveva reso inutile l’uso delle pile. Condizioni diametralmente opposte alle attuali.
Per la cronaca sia la civetta che gli allocchi avevano manifestato, in diversi momenti e punti della Nava, la loro presenza.
Il paragone con l’odierna uscita parrebbe improponibile, ma in questi casi basta poco per ribaltare, o riequilibrare un giudizio. In questo caso è l’elegante sagoma di un airone cenerino che attraversando tutta la radura sotto Cacciabuoi, passa sopra, apparentemente senza degnare di attenzione chi lo sta ammirando a testa in su.
Qui, il profilo del prato che divide la fascia boscata dall’alveo della roggia, si presenta increspato dai cumuli di terra sollevati dalla talpa.

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In questo periodo, accanto ad alberi completamente spogli, facendo sempre riferimento ad essenze caducifoglie, altri mantengono ancora una certa copertura, caratterizzata dai colori autunnali. E’ il caso di questo olmo, la cui tonalità gialla, risalta in mezzo agli ontani, che possono mostrare sole le nervature dei rami.

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Motivo conduttore, fino ad ora , è stata la costatazione di una stagione con temperature superiori alla media del periodo.
Questo fatto permette di osservare ancora, qua e là, la presenza di funghi, solitari o in piccoli gruppi. Grazie alla consulenza degli amici del Gruppo Micologico AMB -Missaglia, con cui recentemente abbiamo gettato le basi per future iniziative comuni, si è arrivati a definire con minimi dubbi, le specie sotto riportate.

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esemplare di Clitocybe nebularis in avanzato stato di maturazione

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famigliola di Flammulina velutipes

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Perchè si è usato il termine “minimi dubbi”? Per il semplice motivo che i nostri Amici micologi si sono potuti basare solo su queste immagini, a loro inviate, senza aver beneficiato dello studio dal vivo dei funghi in esse riportati.
Le osservazioni degli animali oggi avvengono quasi all’improvviso, come dei sussulti di attività in un periodo di riposo assoluto: ecco che il rumore su dei rami lontani, smaschera la corsa su e giù per una quercia di uno scoiattolo, di colore assai più scuro di quello visto nella precedente uscita. Allo stesso modo il gracchiare di un paio di cornacchie, accompagna il silenzioso planare di una poiana e il richiamo sommesso di un fringuello, attira lo sguardo dove sta passando un gruppo di almeno una ventina di individui. Tutte immagini che occupano solo pochi attimi. In questi frangenti spesso ci si affida alla ricerca di tracce che possano dare spunto ad ulteriori considerazioni.
L’occhio scruta tronchi, foglie, radure quasi con avidità: qualche segnale prima o poi svelerà presenze o fatti legati agli abitanti della Valle.
Anche questa volta la sensazione, forse acquisita inconsciamente in anni di frequentazioni di boschi e prati, si materializza: in fondo, dove solitamente si guada la Nava (verbo, nella circostanza odierna, fuori luogo, visto la “secca”), tra il manto di foglie dei carpini, alcuni piumini sono posati leggeri. Le caratteristiche danno già una prima risposta, si tratta di picchio verde. Compaiono, allargando lo sguardo, dei piccoli ciuffi, ma non si vedono penne: fatto strano, perchè la predazione implica sempre la perdita di qualche remigante o timoniera. La spiumata ad un certo punto si fa consistente, ma ancora nessuna penna. Poi appena più su, ecco il corpo di quello che è stato uno splendido uccello.

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La visione completa dell’animale non aiuta a dare risposta alla madre di tutte le domande: quali sono le cause della morte?
La rimozione dei resti scopre la presenza ormai di molte larve, fatto che sconsiglia ogni ulteriore manipolazione. Purtroppo resterà senza soluzione la curiosità di sapere cosa sia accaduto all’animale e allo stesso tempo si insinua un velo di leggera malinconia al pensiero che una “risata” in meno riecheggerà nei boschi della Nava.

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Sala Alfio





#Gli idioti

12 12 2011


Sono presenti, potenzialmente, in ogni comunità. Un conto però è presupporne l’esistenza, magari sul piano statistico, un altro è certificarla. Chi sono ? Difficile standardizzare, data la gamma di espressione della stupidità umana. Sicuramente ne fanno parte a pieno diritto coloro che hanno distrutto le indicazioni de “Il cammino di S.Agostino”, apposte sui pali a suo tempo posizionati dai volontari di “Sentieri e Cascine” in Valle Nava.

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Le immagini si riferiscono a 3 indicatori distinti, situati sotto la Colombina e all’altezza di Cacciabuoi.
In questi casi si parla di educazione, di senso civico, di malessere e… via con giustificazioni varie.
Forse non è il caso di scomodarsi molto: sono idioti, punto.

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Sala Alfio





#Riunione 14 dicembre 2011

9 12 2011


Mercoledì 14 dicembre ore 21.00 presso la sala civica di Cascina Bracchi si svolgerà la riunione del
Gruppo Valle Nava aperta a tutti i soci con il seguente ordine del giorno:
1) Pannello didattico: è stato eseguito un sopralluogo con gli amici di S&C per stabilire il sito
in cui verrà collocata la capannina di legno che farà da supporto al pannello. Resta da completare
grafica e stampa e decidere la data di inaugurazione.
2) DossierValleNava: documento di supporto al PGT. Stato dell’arte. È necessario stabilire una
data di scadenza indicativa per rendere più deciso il lavoro.
3) NatBri 2012. Tutto da decidere. Ci sono già state proposte per quanto riguarda il tema da
affrontare. Tutti i soci sono invitati a proporre le tematiche che ritengono più valide.
4) Verifica altre attività del gruppo (e.g. Operazione “grandi vecchi”) e spazio per nuove
proposte.
5) Ritiro moduli relativi alla raccolta firme promossa dal “Coordinamento Cornizzolo” che si
contrappone alla possibile apertura di un nuovo fronte di escavazione sul monte Cornizzolo.
6) Brindisi di fine anno!





#Tre anni – 27 novembre 2011

6 12 2011

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Atmosfera “vellutata” è quella che appare alla Colombina in queste primissime ore del giorno. La terra riceve i i raggi del sole, radenti, quasi
paralleli al suo profilo: ne scaturisce una fascia di nebbiolina che sembra fare da cuscinetto tra l’aria piuttosto fredda e le giovani piantine che, con una forza insospettata, hanno bucato il terreno decisamente compattato dalle basse temperature notturne. Ma in questi giorni il differenziale tra la notte e il giorno, è piuttosto netto, soprattutto quando il sole prende decisamente il sopravvento dando energia ai germogli.

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Prima o poi bisognerà stabilire quale specie di cereale abbia iniziato il ciclo vitale, disegnando delle righe, al momento abbastanza incerte, sul terreno.
Il frumento e l’orzo, nelle loro innumerevoli varietà che si distaccano dai caratteri propri della specie per avvicinarsi a quelli dell’altra, sono già di difficile classificazione allo stadio maturo, praticamente impossibile è riconoscerli in questa fase giovanile.
La discesa in Valle, coincide col riabbassarsi della temperatura e con la presenza della brina. Dall’alto delle piante inizia il leggero stillicidio delle goccioline generate dal primo incedere dei raggi appena tiepidi, ma sufficienti a sciogliere il velo di ghiaccio. Tutta un’altra storia è la situazione al livello inferiore, dove le orlature possono resistere ancora per un po’: quello che accade sopra, per ora, non influisce minimamente.

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Anche i segnali del nuovo giorno, per quanto riguarda la vita animale, qui tardano a manifestarsi: il canto di un paio di pettirossi e l’allarme di uno scricciolo, inizialmente, sono le uniche voci del bosco. Lontani il chiocciolare di un merlo spaventato e il richiamo di una cincia bigia.
Poi il cielo, e di riflesso la Valle, per un attimo sono attraversati da un nutrito gruppo di storni: se ne contano più di cinquanta. Probabilmente hanno abbandonato il “dormitorio” e si stanno dirigendo nei luoghi dove sanno di potersi alimentare. A proposito dei dormitori degli storni, spesso vi si radunano migliaia di individui, che a piccoli gruppi arrivano da ogni dove nel raggio di alcuni chilometri. Lo spettacolo che si presenta, come è capitato di osservare lo scorso anno alla Palude di Brivio, è impressionante: il cielo sembra riempirsi, le cime delle piante vengono occupate all’inverosimile, lo schiamazzare sovrasta ogni altro rumore. Poi la mattina dopo, il fenomeno inverso della dispersione.
Riprendendo il cammino, la vita intorno si anima sempre più: arrivano i codibugnoli e qualche fringuello, i picchi “martellano” e “ridono”. Un movimento attira l’attenzione, d’altronde certi salti e acrobazie non possono passare inosservati. Lo stesso vale per lo scoiattolo che non può ignorare la presenza umana e incuriosito/allarmato decide di verificare le intenzioni di chi ritiene essere un intruso.

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Ma l’interesse, benchè reciproco, non è di pari livello e dopo qualche attimo lo scoiattolo decide di aver perso già troppo tempo, andandosene.
Il bosco, per quanto riguarda i suoi frutti, sembra aver già dato tutto: le castagne sono ormai un ricordo e i ricci a terra si stanno decomponendo, anche i funghi , ancor più delicati, hanno risentito della rapida successione delle forti piogge e poi del gelo. Eppure in angoli riparati, come sotto le radici di un bel castagno, qualcosa si trova ancora…

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…come nel caso di questi chiodini che al culmine della maturazione, a breve inizieranno la parabola dell’invecchiamento. Per ora si godono il raggio di sole che arriva a colpirli, dopo essersi fatto largo tra i mille ostacoli del sottobosco.
Le belle immagini, non fotografiche ma “sensitive”, ispirate dalla Valle con le sue atmosfere, subiscono un brusco stop. Colori fin troppo vivaci spezzano le tonalità dell’ambiente, dando un’idea di spregio, più che di sporco.

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“Quelli che stanno giocando alla guerra” hanno abbandonato le loro insegne, che, per inciso, finiranno in un sacchetto di plastica insieme ad un paio di bottiglie e lattine, qualche carta di energetici e pacchetti vuoti di sigarette, il tutto poi troverà collocazione nel cesto dei rifiuti alla Colombina. Viene da chiedersi perchè l’uomo tende a sporcare il territorio che occupa, più o meno continuativamente. Un’ipotesi: che sia l’antico retaggio della natura “animale” che spinge il maschio umano a marcare l’ambiente che frequenta ? Il fatto che in maniera assai meno diffusa le donne abbandonano rifiuti, sembra in qualche modo dare sostegno a questa ipotesi.
In questi giorni si compie il terzo anno di frequentazione della Nava per stilare il censimento dell’avifauna. Tre anni, dedicati non solo agli uccelli: in fondo i volatili, benchè affascinanti, sono solo la giustificazione delle visite periodiche in Valle.
Fiori, piante, funghi, farfalle, ma anche rugiada e brina sono stati i richiami impossibili da ignorare, soprattutto certe domeniche mattina in cui la pigrizia sembrava avere il sopravvento. Fino a quando la Nava lancerà i suoi “ferormoni”, risulterà difficile restare a letto…

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Sala Alfio








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