#Incontri invernali – 22 gennaio 2012

28 01 2012

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Capita che all’improvviso apri gli occhi. Non perchè l’ora mattutina ha conciliato il sonno fino a qualche decina di minuti prima, neppure per la luce, che è tutt’altro che abbagliante. Per non parlare della sensazione disarmante, nel dover ammettere che non è vero che sei allenato a scorgere ogni particolare, nonostante pensassi il contrario data l’abitudine alla ricerca del “soggetto fotografico”. Eppure , dopo tutte le volte che alla Colombina si è dato inizio alle sortite in Valle Nava, solo oggi appare là il Profilo, così famigliare a chi abita la Brianza Lecchese.
A questo punto, gratificati dalla visione, la sensazione vira al positivo: chissà quante altre “cose”, sfuggite fino ad ora, si potranno osservare. Tanto per cominciare si… torna al consueto: la veduta sulla spianata che separa l’abitato dalla Valle.

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La brina aiuta a marcare, visivamente, i solchi che ospitano e separano le file delle giovani piantine, che stanno vivendo una stagione di attesa. In basso alla Nava il bianco, assai più consistente, dà al prato una tonalità molto più uniforme. Ma in questo strano inverno succede che, a fronte di temperature giustamente rigide la sera e al mattino, le ore centrali della giornata siano caratterizzate da condizioni miti.
Questo, ovviamente, gli animali l’hanno già capito, per cui sono oltremodo attivi. I soliti picchi, le solite cince, i fringuelli e gli scriccioli, anche i merli, che sentono meno la pressione di una stagione venatoria ormai agli sgoccioli, salutano con richiami e canti l’arrivo del tepore.
Sotto Quattrovalli, la presenza dello scoiattolo non desta più sorpresa. Non potrebbe essere altrimenti, visto che guardando in alto, tra i rami spogli, si scorgono un paio di “palle intrecciate”: sono, appunto, i nidi di questo acrobata fulvo.

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Meno scontata è la sagoma, che tranquillamente attraversa il cielo. Si tratta di un airone bianco maggiore: prima o poi doveva capitare di osservarlo anche alla Nava. Infatti la storia di questa specie è quella di una espansione continua, negli ultimissimi decenni. Averlo visto una quindicina di anni fa, avrebbe fatto sobbalzare più di un ornitologo, e non solo qui in Brianza. Ma ora la specie, come si diceva, è divenuta una costante dal Novarese al Delta, dal Ticino all’Adige, raggiungendo una distribuzione, non paragonabile per consistenza rispetto al “cugino” cenerino, ma continua su tutto il territorio. Vederlo volare è uno spettacolo particolare: ha l’eleganza della garzetta, ma date le dimensioni (circa il doppio), abbinargli anche la grazia sarebbe una nota stonata. Verrebbe da definirlo “una nuvola in movimento”. Il becco giallo è il tocco in più, il verso, come per tutti i congeneri… quello in meno. Non si può avere tutto dalla vita… Anche oggi la Roggia, dove non è in asciutta, si presenta ghiacciata: un poco di acqua scorre sotto, ma lo strato gelato è alto alcuni centimetri.

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Annotando l’immancabile scenetta della poiana infastidita da una cornacchia e visionando le varie spiumate, per lo più di piccione, che si incontrano sul cammino, lentamente si arriva dove la Valle allargandosi raggiunge la massima estensione. Qui i lavori agricoli sono in pieno svolgimento, certo coi ritmi dettati dalla stagione. Accanto ad appezzamenti già arati, altri, in attesa di essere concimati, ospitano mucchi di letame, altri ancora si presentano così come li ha lasciati la raccolta del mais, senza nessun intervento di preparazione al nuovo ciclo colturale.

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Ma questa mattina nei campi non c’è nessuno: il suono lontano delle trombe dei trattori ricorda che oggi è giorno di festa per gli agricoltori, è il Giorno del Ringraziamento. Le giornate incominciano ad allungarsi e la nuova stagione sembra essere alle porte. Sembra, attenzione, perchè i “giorni della merla” non sono ancora arrivati e l’inverno ha davanti ancora due bei mesi pieni…

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Alfio Sala





#Osservazione al PGT 2012 di Casatenovo

16 01 2012

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Quest’oggi la nostra associazione ha presentato questa osservazione come contributo per la redazione del nuovo Piano di Governo del Territorio casatese. L’osservazione è frutto di un lavoro di raccolta e sintesi degli spunti provenienti dai soci e dai volontari dell’associazione. Di seguito il testo contenuto nel documento al protocollo del Comune.


Oggetto: Osservazione al Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Casatenovo


L’Associazione “Gruppo Valle Nava


  • Visto l’avviso pubblico di riapertura dei termini di presentazione di suggerimenti e proposte inerenti al procedimento di formazione del Piano di Governo del Territorio (PGT) e di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Documento di Piano, pubblicato sull’albo pretorio comunale in data 16/12/2011;
  • Visto il “Regolamento per la partecipazione dei cittadini alle scelte di pianificazione territoriale”, approvato con deliberazione di C.C. n. 55 del 29/06/2011;
  • Visto l’art.2, comma 5, della Legge Regionale n° 12 dell’11 marzo 2005 “Legge per il Governo del Territorio” e successive modificazioni, relativo ai caratteri di partecipazione al processo di formazione del Piano da parte di cittadini e associazioni;

 

intende dare il suo contributo alla realizzazione del Piano di Governo del Territorio con le note e le riflessioni che seguono.
L’Associazione si riserva di integrare queste osservazioni quando saranno pubblicati il Documento di Piano, il Piano dei Servizi e delle Regole e quindi il PGT proposto sarà più compiutamente analizzabile.
Di seguito presentiamo alcune considerazioni di carattere generale sullo stato dell’ambiente del territorio comunale e proposte di tutela di particolari aree naturali presenti entro i confini amministrativi.


Introduzione
Il territorio del comune di Casatenovo nell’ultimo decennio, ed in particolare dall’approvazione dell’ultima variante urbanistica al Piano Regolatore Generale vigente avvenuta nel 2005, è stato interessato da una forte espansione edilizia che ha privilegiato la realizzazione di nuovi edifici rispetto al recupero del costruito.
Tra i centri urbani di Galgiana, Cassina de Bracchi e Rogoredo si è assistito ad un importante processo di urbanizzazione che sta portando gradualmente ad una saldatura delle frazioni tra loro e ad una perdita di identità territoriale come peraltro indicato dall’elaborato “Scenario 9C – Il rischio di degrado paesaggistico” del PTCP della Provincia di Lecco.
Alle aree verdi casatesi va quindi ascritto un ruolo urbanistico di non poco significato: la loro presenza permette di conservare un’identità e una riconoscibilità dei luoghi.
Non da meno, l’intenso processo di urbanizzazione ha generato un degrado della qualità del paesaggio per via della parziale occlusione o completa perdita di importanti visuali paesaggistiche.
Attualmente Casatenovo non ha necessità di utilizzare altro territorio non edificato, fatta eccezione per il centro di Casatenovo che sarà investito da un importante processo di riqualificazione urbana a seguito della delocalizzazione dell’azienda Vismara.
Il nuovo PGT dovrà quindi avere un’impronta fortemente conservativa con obiettivi legati alla valorizzazione del territorio.

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Il sistema ambientale di Casatenovo: proposte & strategie
Il territorio di Casatenovo è caratterizzato dalla presenza di importanti aree a forte valenza ambientale. Ad ovest, il territorio comunale è interessato dalla presenza del Parco Regionale della Valle del Lambro al quale appartengono le piccole vallecole situate in prossimità delle località Rancate, Giovenigo, Cascina Toscana, Cascina S.Francesco e Cascina Dossello. A sud, il confine con i comuni di Camparada e Usmate-Velate è segnato dalla presenza del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) “Parco dei Colli Briantei”, istituito nel 2007, che comprende entro i propri confini aree naturali appartenenti al territorio dei comuni di Arcore, Camparada e Usmate-Velate.
Il confine tra il comune di Casatenovo e Lomagna segna invece il limite meridionale del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone.
Il perimetro orientale del territorio comunale si distingue per la presenza della Valle della Roggia Nava, importante solco vallivo che segna fisicamente il confine con il comune di Missaglia.
Il comune di Casatenovo confina infine a nord con il territorio di Monticello Brianza e Besana Brianza interessati dalla presenza del PLIS “Parco Agricolo la Valletta”.
Nonostante il territorio del comune sia circondato da un articolato sistema di aree protette di livello provinciale o regionale, la tutela delle aree verdi casatesi è affidato ai soli strumenti urbanistici comunali.


1. La Valle della Nava
Il territorio naturale della Valle della Nava può essere riconosciuto come parte integrante di un ampio corridoio verde che raccorda il sistema delle aree protette del vimercatese con il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone e che, spingendosi verso nord, raggiunge e si collega alle aree appartenenti al PLIS “Parco Agricolo la Valletta. La tutela della Valle della Nava assicurerebbe la costituzione di una dorsale verde che da Usmate-Velate conduce fino a Monticello Brianza.
Nel dettaglio, la vicinanza ai confini del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone potrebbe essere premessa ad un inserimento della Valle della Nava all’interno dei suoi confini.
Oppure, nell’ottica di un allargamento del confine Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) “Parco dei Colli Briantei” verso la Piana agricola di Rogoredo, il territorio della Valle della Nava potrebbe divenire parte integrante di questo importante parco sovracomunale.
In ogni caso auspichiamo che lo strumento di pianificazione comunale tuteli, tramite idoneo vincolo, l’area appartenente alla Valle della Roggia Nava, eliminando qualsiasi possibilità di edificazione differente dagli usi agricoli.
Chiediamo inoltre che sia stralciata l’ipotesi di realizzazione di una bretella infrastrutturale di collegamento tra la strada provinciale della Santa (sp. 51) (dalla rotonda di Monticello Brianza) e il territorio casatese (Località C.na Levada), come previsto dal piano regolatore vigente.

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2. La Piana di Rogoredo
La Piana di Rogoredo viene riconosciuta dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Lecco come appartenente al sistema dei “Paesaggi agrari di interesse storico colturale”. In particolare, il PTCP, con l’elaborato “Sistema rurale paesistico” riconosce l’ambito “1 Casatenovo – Paesaggio delle ampie sistemazioni agrarie a seminativo di pianura”. La Piana di Rogoredo costituita da ampie aree agricole permette di avere visuali completamente libere sull’anfiteatro morenico della Brianza, i rilievi collinari di Montevecchia, le prealpi lecchesi, fino alle più imponenti montagne delle Alpi.
L’annessione della Piana di Rogoredo sino alla frazione Rimoldo entro il perimetro del Parco dei Colli Briantei, che a tutt’oggi coincide con il limite sud del comune di Casatenovo, appare perciò opportuna.


3. Corridoio ecologico di Valaperta
La valletta di Valaperta, posta al confine tra la frazione casatese e il territorio di Lomagna, costituisce un corridoio naturale di collegamento tra il Parco Locale di Interesse Sovracomunale dei Colli Briantei e il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone di cui costituisce la naturale estensione verso Sud.
Il corridoio è stato peraltro già individuato nel progetto di RER, Rete Ecologica Regionale da Regione Lombardia (delibera regionale n. 8/10962 del 30 dicembre 2009) proprio per le sue caratteristiche naturali e paesaggistiche.
L’inclusione della valletta di Valaperta nel PLIS dei Colli Briantei assicurerebbe la salvaguardia di quest’area di importanza fondamentale nel preservare la continuità della rete delle aree protette della Brianza monzese e di quella lecchese.


4. Parco Regionale della Valle del Lambro
L’area casatese appartenente al Parco Regionale della Valle del Lambro corrisponde in massima parte al bacino idrografico di monte del Torrente Pegorino che si sviluppa nel settore nord-occidentale del comune. Il sistema idrografico appartiene al bacino del Fiume Lambro ed è costituito da alcuni impluvi tributari ad andamento NordEst-SudOvest (Rio Rancate, Rio Giovenigo e l’affluente meridionale sinistro che nasce immediatamente a Sud del centro abitato di Casatenovo). Tali impluvi presentano limitata estensione ma incidono marcatamente il profilo topografico in corrispondenza di un settore a morfologia collinare.
Sarebbe opportuno ridefinire i confini del Parco all’interno del comune in maniera più conforme alla morfologia della zona, al fine di porre sotto tutela porzioni di territorio che vadano oltre le singole vallecole e che riproducano in modo più omogeneo l’area corrispondente al bacino idrografico di monte del Torrente Pegorino.

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Conclusioni
I suggerimenti e le proposte fin qui trattate rappresentano una modesta parte degli 
interventi legati al tema della salvaguardia dell’ambiente e della tutela del territorio che potrebbero essere introdotti e attuati con la redazione del Piano.

Nella speranza di un coinvolgimento e di una collaborazione ancora maggiore nella redazione del Piano di Governo del Territorio di Casatenovo, porgiamo i nostri saluti ed auguriamo un buon lavoro.


Francesco Galbusera
Presidente Gruppo Valle Nava





#La Befana, la Nava e il vento

13 01 2012

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Il 6 di gennaio, Epifania: come recita il detto è una giornata che dovrebbe chiudere un ciclo. L’aria fredda che spazza la Colombina e i suoi campi, sembra confermare anche fisicamente, la premessa. Invece proprio con l’uscita odierna inizia il nuovo anno alla Nava. Non si vogliono fare le fin troppo scontate affermazioni, riguardo i buoni auspici per il futuro, ma sia permessa l’esternazione di due speranze, entrambe molto impegnative.
La prima, forse un po’ generica, è che tra i “doni” della Befana per il 2012, ci sia più rispetto per questo lembo di terra casatese (ironia della sorte in un altro intervento, già presente sul Sito, si parla del nuovo scarico di rifiuti scoperto proprio oggi). La seconda speranza, che nei prossimi mesi potrebbe assumere forma concreta, ma anche svanire con un vento molto più lieve di quello odierno, è che nel PGT di Casatenovo, in primis, ma anche in quello degli altri Comuni che insistono sulla Valle, ne sia sancita la tutela, con “forme” che vadano oltre il “…lasciare che tutto si auto conservi, come è successo fino ad ora…” . Il virgolettato significa che la frase è stata proferita tempo addietro da un Amministratore della zona.
Messe da parte le (meritate) frecciate polemiche, si torna al vento radente, che oggi fa di tutto per riaffermare un clima di sapore invernale.

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Ma la striscia gialla di luce che separa il cielo, ovviamente azzurro, dalla scuro profilo del bosco, significa che il sole è già in agguato.
Comunque il forte vento fa sì che il cielo appaia sgombro anche da ogni… volatile: sarebbe difficile mantenere una traiettoria accettabile. Nei pressi della Colombina, una pianta di cachi porta ancora un numero discreto di frutti, mentre altri sono “esplosi” sul terreno sottostante.

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Ben sapendo come questo frutto sia apprezzato da una serie infinita di uccelli, che va dalle cincie al pettirosso, dagli storni alle capinere, e via di seguito, arrivando anche ai piccoli mammiferi come lo scoiattolo (spettacolare l’immagine presente nel libro dedicato al Parco dei Colli Briantei, degli amici Porta e Fantoni), il fatto che molti cachi siano sprecati, dà chiaramente l’idea di un inverno, fino a questo punto, assai mite con molte occasioni di nutrimento per la fauna.
Come spesso accade, la discesa alla Nava, porta a condizioni ambientali differenti: è un po’ freddino, ci mancherebbe…, ma il vento non si insinua più di tanto, passando sopra in direzione perpendicolare all’asse della valle. Qui si ritrovano gli abitanti alati che normalmente già ci accolgono alla Colombina: fringuelli, qualche merlo eccitato, gli immancabili picchi. Quasi assente il pettirosso, che come ogni inverno, ormai ha abbandonato il bosco per popolare i giardini di ogni estensione.
Una sensazione di luminosità inconsueta prende consistenza e non deriva certo dal sole, che trova un cielo libero da nuvole, dove poter risplendere.

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Siamo nella stagione di “tagli”, anche se lo si era scordato: ecco il perchè della luce che arriva nel bosco ! Questa visione rattrista l’animo, risulta più forte di ogni ragionevole giustificazione, da quelle economiche a quelle di corretta manutenzione del bosco. Sicuramente il taglio periodico, soprattutto per il fatto che riguarda in grandissima percentuale la robinia, porta beneficio a tutte le altre essenze “risparmiate”, ma il sentimento è irrazionale e la sensazione resta amara. Poi che dire alla cincia bigia che si aggira spaesata, su quello che prima era il suo piccolo regno, ora raso al suolo? Per lei le prospettive cambiano notevolmente: spostarsi anche solo di qualche decina di metri, significa esplorare ambienti nuovi, non conosciuti, perciò forieri di insidie. Inoltre bisognerà trovare nuovi anfratti adatti alla nidificazione e scontrarsi con le “consorelle” già presenti.
Una soluzione è quella di approfittare di questo periodo in cui il senso della territorialità è meno pronunciato, tant’è che spesso si formano “brigate” itineranti composte da uccelletti di specie diverse. Poi alle avvisaglie della primavera, le carte saranno rimescolate, e ognuno si conquisterà il proprio territorio dove poter metter su famiglia.

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Nelle radure le lunghissime ombre disegnate dai tronchi, frapponendosi ai raggi solari, mantengono strisce di brina, determinando in spazi limitati, microclimi molto diversi. Altre ombre, questa volta in movimento e accompagnate da vocalizzi sguaiati, segnalano che in cielo è in atto l’ennesimo episodio di mobbing da parte delle cornacchie ai danni di una poiana. In questo caso il numero dei corvidi è cospicuo, ma non si può definire “malcapitato” il rapace: infatti questo esemplare, probabilmente una femmina adulta, appare di notevoli dimensioni e sembra quasi portarsi a spasso lo strascico urlante, per poi abbandonarlo, come uno straccio consumato, alzandosi a quote proibitive per le cornacchie.
La giornata si è fatta “piena”, la temperatura una parente lontana di quella mattutina; restano dei piccoli regali lasciati indirettamente dalla Befana: l’assenza di spari e latrati di cani e del rombo sempre poco amato delle moto. Se qualcuno vuole di più, ecco in lontananza l’immagine familiare, e oggi particolarmente linda, del Santuario di Montevecchia…

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…per oggi possono bastare, in attesa dei doni più grandi auspicati all’inizio. Che poi li porti la Befana, il Vento (rinnovato) o la consapevolezza finalmente acquisita dai nostri Amministratori, poco importa per la Nava.

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Alfio Sala





#Appuntamenti e prossime scadenze

10 01 2012

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  • Il Comune di Casatenovo ha invitato i cittadini e le associazioni a presentare entro il 16 gennaio 2012 suggerimenti e proposte per il Piano di Governo del Territorio. Come associazione ambientalista stiamo preparando un documento sintetico in cui illustreremo le nostre ragioni per la tutela dell’area della Valle Nava e più in generale delle aree verdi meritevoli di tutela presenti sul territorio casatese (Piana di Rogoredo, corridoio verde Valaperta, etc..). Ogni socio (e non) è invitato ad inviare il proprio contributo scritto a vallenava@gmail.com entro questa settimana.
  • Mercoledì 18 Gennaio 2012 ore 21.00, presso il municipio di Camparada, si terrà una riunione tra le associazioni della zona x stilare il calendario primaverile degli eventi nel parco. Anche il gruppo Valle Nava, i suoi soci e i suoi simpatizzanti sono invitati a partecipare!
  • Proseguono infine i lavori di preparazione di “Naturalmente Brianza 2012”, manifestazione che si svolgerà durante l’aprile p.v. Quest’anno anche il comune di Casatenovo di doterà di Piano di Governo del Territorio (PGT), strumento attraverso il quale il comune pianificherà lo sviluppo del territorio di Casatenovo. Ci è quindi sembrato giusto agganciarci a questo tema per Naturalmente Brianza allargando lo sguardo anche ad altri argomenti e temi che gravitano attorno al concetto di governo del territorio… tutela dell’ambiente…stop al consumo di suolo, etc.

Ti invitiamo a partecipare alle riunioni dell’associazione o a inviare suggerimenti, proposte e altro all’indirizzo vallenava@gmail.com

A presto,

Gruppo Valle Nava





#Rondini in calo nella Brianza lecchese

9 01 2012


E’ questo quanto emerge da uno studio statistico effettuato dalle Guardie ecologiche volontarie del vicino Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone. Date un’occhiata. La rondine è un importante bio-indicatore della qualità ambientale di un’area, questa diminuzione non rappresenta per noi un buon segno.








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