#Cantiere nel Parco: molto rumore per nulla

20 06 2009

 

Non pochi hanno chiesto informazioni e spiegazioni sul cantiere attivo da qualche tempo nel Parco di Monza, non lontano dalla Montagnetta di Vedano, nell’area ex-ippodromo. Alcuni hanno addirittura sollevato vivaci proteste, accompagnate da classici ritornelli quali i sempiterni “…ai miei tempi il Parco era un’altra cosa…” oppure “…una volta questo non succedeva…”, e via andare. È il caso di fornire alcune spiegazioni. I lavori sono collocati dove un tempo si trovavano due edifici collegati al complesso del fu ippodromo. Negli anni, i manufatti hanno subito un degrado sempre più accentuato. Intendiamoci: il sottoscritto è completamente contrario a qualsiasi ricostruzione e riattivazione dell’ippodromo, che toglierebbe ulteriore spazio ai cittadini e brutterebbe ulteriormente il malcapitato Parco. Esistono però soluzioni per recuperare edifici in modo compatibile con lo scenario circostante e con le esigenze dei cittadini, e nel rispetto delle ricchezze naturalistiche del nostro polmone verde.

 Nel 1999 venne ipotizzato un recupero di queste strutture per farne un punto ristoro; l’incarico venne affidato allo Studio Tre di Agrate Brianza. Successivamente, sotto la Giunta Faglia, il progetto è stato rivisto. Punto forte della nuova e definitiva versione è la creazione di uno spazio coperto e chiuso a disposizione degli sportivi, dei tanti sportivi che praticano attività fisica nel Parco, che qui troveranno uno spogliatoio con annesse docce. Una parte di questo piccolo complesso ospiterà servizi igienici, altra importante esigenza per i tanti frequentatori del Parco. La restante parte diverrà invece un piccolo punto ristoro, più contenuto nelle dimensioni rispetto al progetto originario e gestito direttamente dal custode di spogliatoio e servizi igienici.

 La ricostruzione degli edifici rispetterà al millimetro le loro dimensioni originarie. In buona sostanza, non verrà aggiunto nuovo cemento al Parco, come da disposizioni di legge. Disposizioni, si sa, puntualmente non rispettate quando si tratta di autodromo, con la scusa, ogni volta, che si tratta di “opere amovibili”.

Non è tutto: il progettista, l’architetto Luigi Villa da Agrate (dello studio sopra citato), si è preoccupato di rispettare gli alberi presenti in zona, che non saranno toccati. La strada di servizio tracciata nel bosco a ridosso del cantiere – destinata a sparire con il termine dei lavori – è stata disegnata senza abbattere o danneggiare nessun albero.

 

I tanti cittadini preoccupati possono dunque tranquillizzarsi. Da parte mia, ritengo questo un ottimo intervento: la realizzazione di strutture utili per gli sportivi viene incontro ad un’esigenza sempre più sentita. Parentesi personale: da sportivo del Parco continuerò però a cambiarmi all’aria aperta o a raggiungerne i prati già con la divisa adatta. La tradizione (ormai trentennale) è la tradizione e poi un pizzico di spontanea rudezza non guasta mai.

 Venendo a cose più contingenti, vorrei invece puntare l’attenzione su un altro aspetto della questione. A mio avviso ci si dovrebbe chiedere sin da ora se l’Amministrazione Comunale ha già individuato un gestore che si prenderà carico della struttura o, almeno, che tempi si prevedono prima che il nuovo complesso sia pienamente attivo. Non vorrei che, tagliato il nastro, si dovesse assistere a situazioni come quella dell’ex-allevamento del Dosso, che, riqualificato ormai da tempo, langue abbandonato alla mercé di teppisti e affini. Come capita spesso, il problema non è dar vita a bei progetti di sistemazione ma garantire gestione e manutenzione successive.

Matteo Barattieri





#Ancora cantieri nel Parco di Monza

14 06 2009

Ci scrive Daniela, che ringraziamo, e denuncia l’apertura di un nuovo cantiere all’interno del Parco di Monza, vicino all’entrata di Vedano.

Buongiorno,
non so se ne siete gia’ al corrente ma all’interno del Parco di Monza, a destra dell’entrata di Vedano, tra i due ruderi dell’ex-ippodromo, e’ sorto un cantiere. Un’intervista al direttore del Parco, arch. Berti, riporta che finalmente le ruspe sono entrate in azione per il progetto previsto dalla legge 40 del ‘95 per trasformare la vecchia casa del custode (erano solo ruderi invisibili) in punto di ristoro. L’area interessata e’ quella tra i due relitti liberty dell’ippodromo. Sara’ pronto tra 6 mesi. Lavori anche sull’ex-deposito dell’ippodromo per edificare spogliatoi e docce per i podisti del Parco. Costo 200.000 Euro. I due relitti liberty invece verranno ristrutturati per diventare tettoia e info-point.
Ho verificato quanto prevede la delibera della Giunta Regionale in attuazione della L.R. n.40, che recita: “demolizione strutture fatiscenti e ruderi. Smantellamento siepi divisorie e pista in sabbia. Ricostruzione viale di collegamento tra le Ville. … Attrezzature in funzione della destinazione d’uso.”
Rimane il dubbio se questa nuova edificazione nel Parco – dal quale invece bisognerebbe incominciare a togliere qualche cosa – sia del tutto compatibile con lo spirito della L.R. n. 40.
Lascio a voi la scelta di riportare, o meno, la notizia.
Grazie, cordiali saluti.

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Daniela Centemeri
Monza

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#Fuori le trivelle dal Parco del Curone!

12 05 2009

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Visuale su Montevecchia e il Parco del Curone

Visuale su Montevecchia e il Parco del Curone

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Solo poche righe, per commentare l’ignobile notizia. Il ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola ha in questi giorni autorizzato le trivellazioni dell’impresa petrolifera australiana Po Valley entro i confini del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone. Dopo un primo allarme la scorsa estate, la notizia era solo apparentemente rientrata. Ora, ecco di nuovo tornare l’azienda australiana con un piano di investimenti di 20 milioni di euro il cui obiettivo è la ricerca ed estrazione di petrolio nel nostro territorio (tutte le info sul blog del comitato spontaneo che si è creato su iniziativa del vice sindaco di Cernusco Lombardone Giovanni Zardoni).
La notizia è gravissima, basti pensare a cosa è oggi il Parco del Curone, a quanti sforzi sono stati fatti dai volontari, dalle amministrazioni che lo hanno sostenuto, dalla cittadinanza, per godere dei suoi moltissimi pregi… Ma vi immaginate Montevecchia in mezzo alle trivelle?
Poche righe, dicevamo, non vorremmo aggiungere altre parole alle molte che, per fortuna, sono già state spese da istituzioni, forze politiche e giornali. Vogliamo solo esprimere il nostro pieno appoggio morale e materiale a tutti coloro che si muoveranno in questi giorni per intraprendere iniziative concrete volte ad osteggiare il paventato scempio ecologico. Al contempo, vorremmo dire ad ogni cittadino di mobilitarsi contro questa aggressione aderendo al comitato informale che si è creato.
Per una volta non servono altre parole, non serve esplicitare ulteriori motivazioni scientifiche, politiche, sentimentali che dimostrino che questo “via-libera” è un insulto, un’aggressione a questa nostra terra. Mobilitiamoci, mettiamo in fila i nostri nomi, esprimiamo il nostro dissenso, le nostre ragioni, il nostro sostegno al parco: unico scudo che ci rimane contro gli interessi della multinazionale e la scellerataggine del Ministero.
Occorre una presa di posizione trasversale che coinvolga ogni soggetto dotato di buon senso.
Diciamo anche noi no alle trivelle e sì al parco, vera perla della Brianza lecchese. Siamo stufi di vedere schiacciato l’interesse collettivo, il bene comune, quel che è di tutti, a favore degli appetiti di pochi, pochissimi.
Perché, se per loro business is business, per noi life is life… e vorremmo vivercela fino in fondo questa vita, in un bel luogo, al meglio.

Gruppo Valle della Nava





#Amb-Ire presenta un’inchiesta sulla nuova normativa in materia di caccia

5 05 2009

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Sul blog del Progetto Amb-Ire – promuovere l’ambiente attraverso l’educazione, l’informazione, la comunicazione – è comparsa un’interessante inchiesta giornalistica a firma di Marta Mainini, giovane geografa dell’Università degli Studi di Milano, riguardante la nuova normativa sulla caccia, il famoso ddl Orsi.
Date una lettura, ne vale davvero la pena.


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#Gli effetti della soia transgenica in Argentina

20 03 2009

Avevano presentato gli organismi geneticamente modificati come la soluzione a tutti i problemi dell’umanità. Tra l’altro dicevano, c’è tutta una letteratura, che gli OGM non hanno bisogno di fertilizzanti chimici o di erbicidi. Non era così. Nell’Argentina dell’agroindustria della soia, secondo la ONG Gruppo di Riflessione Rurale”(GRR) proprio l’agroindustria sta avvelenando una delle pianure più fertili del mondo dove per non morire di cancro si scappa. Il principale colpevole è il glifosfato, un erbicida inventato dalla Monsanto ma oggi, scaduto il brevetto, prodotto da più ditte.

Si starebbero così moltiplicando i casi di tumori infantili, le malformazioni congenite, i problemi renali, le dermatiti, i problemi respiratori. Secondo uno studio dell’Ospedale italiano Giuseppe Garibaldi di Rosario, nelle zone fumigate ci sarebbe un aumento di tre volte dei tumori gastrici e ai testicoli, di due volte per quelli al pancreas e ai polmoni e addirittura di dieci volte al fegato.

GRR ha intervistato decine di medici rurali e abitanti dell’interno argentino e questi sarebbero i risultati tanto che dalla ONG si afferma: “la prima cosa da fare è una moratoria delle fumigazioni”. Ma il governo argentino con molta difficoltà può prendere delle decisioni in un territorio sul quale, dalla notte neoliberale, ha una giurisdizione molto limitata.

Durante gli anni del neoliberismo, infatti, mezzo territorio agricolo dell’Argentina fu venduto pezzo per pezzo a multinazionali dell’agroindustria transgenica. Oggi la metà delle campagne argentine, vaste più volte il territorio italiano, è piantato a soia transgenica. Per far crescere i 48 milioni di tonnellate di soia, esportate verso Cina, India e Stati Uniti, e che sono una delle prime voci dell’export del paese, vengono utilizzati 200.000 litri l’anno di glifosfato. Sembrava facile piantare tutto a soia in un territorio pianeggiante e con un’agricoltura altamente meccanizzata. Fu così che dagli anni ‘80 in avanti la soia rubò sistematicamente spazio ai boschi, all’allevamento e ad altre coltivazioni. Se la Monsanto nega che il glifosfato sia tossico, dalla GRR si risponde che il glifosfato è il principale agente usato per le fumigazioni dei campi di coca in Colombia ed Ecuador e anche in quei casi ci sono denunce per gravi conseguenze sull’uomo.

Secondo la denuncia di GRR, raccolta da IPS: “è necessario sospendere le fumigazioni almeno in base al principio di precauzione”. Ma accettare tale precauzione vorrebbe dire per l’Argentina mettere in crisi completamente il modello agro-esportatore. La rivista Latinoamerica, in questi anni, lo ha più volte denunciato: il modello dell’agroexport produce altissimi guadagni per pochi, spazza via la piccola agricoltura, non produce lavoro a causa dell’altissimo livello tecnologico e desertifica le campagne. Denuncie fondate su basi sociali e scientifiche che, però, restano per lo più voci isolate, senza seguito.

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di Gennaro Carotenuto (03 marzo 2009)

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#Dentro i capolavori con BrigCoop

20 03 2009

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Dentro i capolavori

storia e segreti di quattro grandi opere d’arte

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organizzate da Comune di Airuno – Commissione Biblioteca

A cura di BrigCoop

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Partire dall’opera d’arte in sè, scoprendone armonie e significati intrinseci, per arrivare a cogliere suggestioni del lavoro di un artista e di un’epoca: i quattro appuntamenti affronteranno altrettanti capolavori della Storia dell’Arte, opere che sono diventate per così dire “popolari”, da riscoprire e approfondire con dettagli e curiosità.

Le lezioni saranno tenute da specialisti in Storia dell’Arte. Con l’intento di avvicinare le giovani generazioni all’arte e di coinvolgere la comunità locale, il corso prevede la collaborazione di studenti di storia dell’arte di Airuno che per ogni serata proporranno un breve approfondimento sull’opera o sull’artista.

Il primo appuntamento, tenuto dalla Dott.ssa Manuela Beretta dell’Università Cattolica di Milano, è dedicato a Giotto e al suo capolavoro nella basilica di San Francesco ad Assisi.

La studentessa Simona Castelli terrà invece l’approfondimento sul terremoto del 1997 e sui successivi restauri dei dipinti. Tale approfondimento è stato realizzato anche attraverso la raccolta di articoli di giornali e filmati d’archivio che documentano sia il trauma del crollo sia l’avvincente rinascita degli affreschi.

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CALENDARIO

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26 marzo

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Le Storie di San Francesco ad Assisi (Dott.sa Manuela Beretta) +

26.09.1997: il cantiere dell’utopia (Simona Castelli)

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2 aprile

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La Gioconda di Leonardo (Dott.sa Gaia Colombo) +

I sorrisi di Monna Lisa (Elena Viganò)

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16 aprile

monetninfee

Le ninfee di Monet (Dott.sa Ilaria Sironi) +

Gli occhi malati dell’ Impressionismo (Alice Corno)

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23 aprile

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La notte stellata di Van Gogh (Dott.sa Manuela Beretta) +

L’odore assordante del bianco (Alice Galbusera)

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inizio conferenze: ore 21.00

sede: Biblioteca Civica di Airuno, via S. Francesco

ingresso gratuito

informazioni:  brigcoop@brig.it    tel 3280314389

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#Appoggiamo il nuovo appello di Avaaz per una “rinascita verde”

27 02 2009

Cari amici,

Di fronte alle crisi economica e climatica, sta prendendo piede una nuova efficace idea: la rinascita verde. Dal cinese Hu Jintao allo statunitense Obama, i leader si stanno rendendo conto che una rinascita verde – investire in fonti di energia rinnovabili, efficienza e nuove tecnologie – è il miglior modo per creare nuovi posti di lavoro e allo stesso tempo salvare il pianeta.

Tuttavia, nel vertice che si tiene questo fine settimana i leader europei rischiano di non cogliere questa opportunità, se non facciamo sentire numerosi la nostra voce.

Alcuni politici europei, condizionati da interessi particolari, non riescono a superare la vecchia visione secondo cui per sostenere l’economia è necessario danneggiare l’ambiente, e viceversa. Se questa visione si impone, ingenti somme di denaro saranno spese per una crescita che avrà effetti devastanti per l’ambiente, mettendo in pericolo il mondo intero. Ma se alziamo ora la voce, possiamo far sì che si affermi un’inversione di rotta verso un’economia più verde e pulita che benefici tutti.

Clicca qui sotto per mandare un messaggio ai leader europei, chiedendo loro di impegnarsi per un piano di rinascita verde.

http://cdn.avaaz.org/it/europe_green_recovery

La rinascita verde non è un sogno, è già cominciata. Gli Stati uniti si sono impegnati a investire quasi l’1% del PIL in programmi di ripresa sostenibili. La Cina sta facendo veloci progressi, dedicando oltre un terzo del suo vasto programma per la ripresa economica a investimenti per l’ambiente, mentre la Corea del sud sta investendo due terzi del suo pacchetto economico nell’efficienza energetica, in lavori “verdi”, trasporto pubblico ed energie rinnovabili.

La corsa globale verso un futuro più verde e più pulito potrebbe cominciare da qui. Ma se non riusciamo a passare a un sistema alimentato da energia pulita, qualsiasi crescita economica rischia di essere strozzata da una nuova impennata dei prezzi del petrolio nei prossimi due anni.

E’ in gioco molto più dell’Europa. Ad aprile, i rappresentanti delle 20 più grandi economie del mondo si riuniranno a Londra per discutere i piani globali per una risposta coordinata alla crisi economica. Agendo ora, possiamo far sì che la ricrescita sostenibile sia al centro della loro agenda economica e che i leader del mondo comincino il cammino che porta al nuovo accordo sul clima che sarà firmato a dicembre a Copenhagen.

Se un numero sufficiente di persone scrive ora ai nostri leader, possiamo mostrare loro che rifiutiamo l’aut aut tra economia oggi e clima domani, perché è falso. Vai ora al nostro link per chiedere all’Europa di aderire subito alla rinascita verde, che crea i lavori del futuro, pone fine alla nostra dipendenza dai combustibili inquinanti e pone le basi per una crescita economica sostenibile:

http://cdn.avaaz.org/it/europe_green_recovery

Con rinnovata speranza,

Ben, Luis, Iain, Ricken, Paul, Alice, Brett, Paula, Graziela, Milena, Pascal, Veronique – e tutto il team di Avaaz.

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CHI E’ AVAAZ

Avaaz.org è un’organizzazione non-profit e indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa “voce” in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra. +1 888 922 8229






#Guerra simulata nella Valle della Nava

27 11 2008

Riportiamo di seguito una lettera inviata dal nostro socio Alfio Sala al Giornale di Merate dopo la visita nella Valle della Nava di domenica 23 novembre. Come Associazione ci uniamo al monito di Alfio che chiede maggiore sicurezza e prudenza soprattutto da parte della autorità competenti nel rilascio dei permessi per il gioco del “Soft-air” in ambienti naturali.

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Spettabile Redazione,

riprendo un tema già discusso sul Giornale: i “giochi di guerra” (mi scusino gli appassionati se non ricordo il termine tecnico).

Chiarisco da subito che qualsiasi attività che non risulti pericolosa/dannosa per gli altri e per l’ambiente, giustamente rientra nella libera scelta individuale, anche se eticamente io posso non condividerla.

Ma quello che ho verificato domenica 23 novembre, mi lascia sbigottito.

Veniamo ai fatti: con un amico ho percorso la Valle della Nava in tutta la sua lunghezza, incrociando altri visitatori, cicloamatori, diversi cacciatori coi loro cani e, ahimè, anche motocrossisti.

Giunti dove la carrareccia sbocca nella valle di Maresso, siamo trasaliti allorché a pochi metri da noi, a lato della carrareccia stessa, si è levato un grido di attenzione che un paio di persone sdraiate per terra, perfettamente mimetizzate, ha lanciato ai propri colleghi di “gioco”.

Insomma la carrareccia che stavamo percorrendo, e che nella stessa mattinata ha visto passare tutta la gente sopra elencata, faceva da divisorio tra i due schieramenti di “combattenti” (alla fine più di 20). Alle nostre rimostranze, molto cordialmente, i protagonisti ci hanno assicurato sull’attenzione posta nella loro attività ludica. La cosa, ovviamente dal nostro punto di vista, non ci ha convinto. Ancor meno poi ci ha convinto l’avviso stampato su un normale foglio posto all’imboccatura, dalla parte di Maresso (non c’era nulla da dove siamo arrivati noi).

Ma la cosa gravissima è che ci hanno detto che erano perfettamente in regola, perché gli Amministratori e la Polizia locale erano stati avvisati!

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Soft Air - immagine tratta dal web

Soft Air - immagine tratta dal web

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Qui nasce l’assurdo che con questo intervento voglio denunciare: sembrerebbe che usare armi che comunque sparano proiettili di gomma (tutti i partecipanti erano protetti da maschere di robusta plastica), sia un esercizio pseudosportivo, da potersi praticare tra la gente, previo avviso alle autorità!

Mi ripeto: io non ho niente di personale con gli appassionati, ma sento il dovere di scagliarmi contro chi rilascia il permesso (amministratori, polizia locale).

Sarebbe il caso che i responsabili imparassero la “sottile” differenza tra una corsa podistica e una battaglia, sicuramente finta,  ma assurdamente svolta tra gli altri fruitori dell’ambiente.

Mia nonna ci diceva: “…quando un sasso è fuori dalla mano non si sa dove va’…”

Noi all’epoca avevamo 7-8 anni………..

Cordiali saluti,

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Alfio Sala – Casatenovo





#Siglato il protocollo d’intesa tra Consorzio Brianteo di Villa Greppi e Gruppo Valle della Nava

1 10 2008

Comunicato Stampa

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In questi giorni l’Associazione “Gruppo Valle della Nava” e il Consorzio Brianteo stipuleranno un protocollo d’intesa per la valorizzazione del parco di Villa Greppi. Associazione e CdA del Consorzio hanno infatti convenuto che sia fondamentale rendere più fruibile il parco della villa, educando contemporaneamente i visitatori ad un corretto apprezzamento del parco stesso come patrimonio comune da conoscere e rispettare.

Il Gruppo Valle della Nava è già all’opera e sta preparando un ricco programma annuale fatto di visite guidate, mostre, laboratori, giochi, spettacoli, aperture straordinarie per rendere finalmente l’incantevole parco storico un luogo per tutti, un patrimonio condiviso.

I membri dell’associazione hanno infatti spiegato: “durante la manifestazione “Naturalmente, Brianza”, svoltasi nella primavera del 2008, abbiamo notato che molti degli abitanti dei comuni limitrofi giungevano a Villa Greppi senza sapere che attorno alla villa stesse un parco di tale bellezza. Da quel momento ha preso il via un percorso che ci ha condotti, grazie alla collaborazione del Consorzio, fino all’intesa siglata in questi giorni”. Il protocollo prevede diversi obiettivi su cui il Gruppo Valle della Nava si propone di operare:  una serie di aperture al pubblico del Parco di Villa Greppi a partire da questo mese; quattro di queste cadranno in  particolari momenti del “calendario naturale”, (es: solstizio d’estate, giorni della merla) e saranno caratterizzate  da un programma più articolato (visite, eventi, incontri); l’apertura primaverile del Parco coinciderà con la ricca edizione della manifestazione “Naturalmente, Brianza.. 2009″.

Il primo passo della collaborazione avverrà domenica 19 ottobre p.v. con “La giornata d’autunno”. Per l’occasione i cancelli del parco apriranno alle 14. Ad una breve presentazione dell’iniziativa, seguiranno laboratori didattici per i bambini. Il tema, ovviamente, sarà l’autunno! Alle ore 15.30 verrà effettuata una visita guidata del parco a cura del naturalista Matteo Barattieri, che presenterà il giardino della villa, le sue piante, i suoi abitanti, i suoi cunicoli! A conclusione del pomeriggio verrà offerta a tutti i bambini una merenda a base di miele e altri prodotti dell’alveare, gentilmente offerti dall’azienda agricola Melyos. A lato del programma, sarà possibile visitare la mostra di Bonsai predisposta dall’Associazione Brianza Bonsai, visitare il parco individualmente o con l’ausilio dei “Walkie-Pod”, ad aspettarvi troverete anche il ricco stand della nostra associazione, con tutte le immagini,  i materiali e le informazioni sulle nostre attività (scarica il volantino dell’iniziativa).

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Gruppo Valle della Nava

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Dov’è e Cos’è Villa Greppi di Monticello Brianza…

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Villa Greppi è un’importante residenza stagionale realizzata nel XVIII secolo. Ubicata a Monticello Brianza, in prossimità della frazione Casatevecchio, nel 1811 è stata acquistata dalla famiglia Greppi e trasformata secondo le fattezze odierne in casa di villeggiatura e rappresentanza. All’inizio degli anni ’70 il Consorzio per l’Istruzione Media Superiore e l’Educazione Permanente acquistò la proprietà interrompendo lo stato di abbandono che stava portando la Villa e le pertinenze alla completa ruderizzazione, e ne ottenne il vincolo ai sensi della legge sulla tutela del patrimonio architettonico. Oggi è sede del Consorzio Brianteo Villa Greppi, con il progetto di trasformarla in un polo culturale territoriale.

La villa è circondata da un parco botanico, in parte caratterizzato da filari di carpini e “bosco spontaneo”, con zone in stile inglese integrate da tre piani di giardino all’italiana. Si possono ammirare un cedro del Libano(30 metri di altezza per 8 di circonferenza), un cedro dell’Atlante (alto 30 metri e largo 5) e un cedro dell’Himalaya (20 metri). Nel parco si distinguono anche un platano alto 17 metri, magnolie e palme nane, ma anche un araucaria, albero originario dell’America del Sud, lecci, frassini e querce. La scenografia completata da filari di tigli, siepi di edera e cespugli di camelie.
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L’ex Granaio, oggetto di un recupero avvenuto anni fa ospiterà buona parte degli incontri con gli scrittori e le mostre di fumetti, oltre al punto di accoglienza ed informazioni del pubblico, all’angolo libreria e alla registrazione degli studenti che partecipano ai crediti formativi.

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Le Scuderie. Ristrutturate di recente e inaugurate nel luglio scorso, si articolano su due livelli con un ampio spazio centrale. Ospiteranno i laboratori per bambini e per ragazzi, gli aperitivi con gli autori e la mostra del libro.

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Consorzio Brianteo Villa Greppi
Via Monte Grappa, 21
23876 Monticello Brianza (LC)

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#Per salvare l’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente

7 07 2008

Cari tutti,

come alcuni di voi sapranno, sono piuttosto sensibile alle tematiche archeologiche, considerando la cultura in generale ed in particolare il nostro patrimonio una risorsa dal valore incommensurabile (che prima o poi spero di poter stimare con mie ricerche) per lo sviluppo del nostro Paese. Un Paese che non sa guardare al lungo termine, decidendo di tagliare fondi alla ricerca umanistica e quindi alla produzione di cultura, preferendo consensi immediati raccolti con una facile demagogia presso chi non è portato a conoscenza degli impatti economici e sociali diretti ed indiretti di questo settore, rischia di sancire la propria condanna. La proposta di chiusura dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, ed il rischio che tale condanna venga riservata anche alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, giunge dopo il recente progetto di legge per la soppressione di alcune comunità montane in Lombardia (in linea con la situazione nazionale), dimostrando scarsa lungimiranza ed ignoranza, perché quelli che sono considerati costi inutili permettono in realtà di presidiare il territorio, intraprendendo azioni che contrastino l’abbandono delle aree montane e prevengano i rischi connessi, tra cui quello idrogeologico, valorizzando e promuovendo invece le risorse locali tramite iniziative economiche di tutto rispetto. Purtroppo per quest’ultima decisione non sono a conoscenza di iniziative di denuncia o di raccolta firme volte a segnalare il disappunto della cittadinanza. Se potete informarmi al riguardo ve ne sarei enormemente grata.

Spero quindi vogliate accogliere questo appello e, se lo ritenete opportuno, girarlo.

A presto,

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Elena Campione

Università degli studi di Milano

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Da questo sito internet è possibile sottoscrivere la lettera destinata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano..

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www.giuseppetucci.isiao.it





#A difesa dell’acqua pubblica in Lombardia

20 06 2008

Sulla questione acqua in Lombardia siamo alla resa dei conti. Nelle prossime settimane si potrebbe decidere il destino del Referendum contro la legge regionale lombarda del 2006 che obbliga a privatizzare i servizi idrici. Come si ricorderà il referendum è stato proposto da ben 143 comuni lombardi e dichiarato ammissibile dallo stesso Consiglio regionale nella seduta del 5 febbraio scorso. Negli incontri successivi con la rappresentanza dei sindaci, la Giunta regionale ha mandato avanti il dirigente Raffaele Tiscar (in passato manager delle multinazionali dei servizi idrici, Suez e RWE), il quale non ha saputo altro che recitare le litanie neoliberiste contenute nella “sua” legge. In particolare il burocrate ha continuato ad esaltare i vantaggi tecnici ed economici della privatizzazione, oltre a decantare la famosa “bancabilità”, termine che fa rabbrividire i difensori dell’acqua pubblica. È invece ancora pendente il ricorso in Corte Costituzionale presentato nell’ottobre 2006 dal Governo Prodi contro la stessa legge regionale. Leggi il seguito di questo post »





#Emergenza cementificazione a Lentate sul Seveso

11 05 2008

La sezione Domà Nunch Brianza, sensibile alle problematiche ambientali e all’identità territoriale, da qualche tempo si è posta tra i propri obiettivi il monitoraggio del territorio di Lentate e della Valle del Seveso. Riteniamo pertanto che sia doveroso segnalare a tutti i mezzi d’informazione i progetti di espansione edilizia che l’amministrazione comunale di Lentate sul Seveso / Lentaa ha già annunciato, prima ancora dell’avvio delle procedure per la stesura del nuovo Piano di Governo del Territorio.

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#Elezioni politiche e difesa del territorio, 12 domande ai candidati di Monza e Brianza

31 03 2008


Domanda N°1 La cementificazione del territorio

Il primo problema ambientale per la Brianza di oggi è dato dall’urbanizzazione eccessiva, un processo che sembra non avere fine. La pratica del finanziamento degli enti locali tramite gli oneri di urbanizzazione ha portato al meccanismo perverso per cui le amministrazioni comunali alla ricerca di fondi per dotare i comuni di servizi (strade, scuole, fognature, ecc. ) tendono a sacrificare alla cementificazione sempre nuovi pezzi di territorio. I nuovi insediamenti però richiedono anch’essi servizi e quindi i comuni sono costretti a svendere nuovi pezzi di territorio, in un ciclo perverso e senza fine. Da questa spirale si può però uscire come ha fatto il comune lombardo di Cassinetta di Lugagnano (MI) che ha redatto, col consenso della popolazione, un Piano di Governo del Territorio a crescita zero. Come pensa di porre fine a questo meccanismo? Sarebbe disposto a farsi promotore di una legge nazionale che ponga fine alla possibilità di finanziare la spesa corrente dei comuni con gli oneri di urbanizzazione come del resto avveniva prima del 2001?

 

Domanda N°2 La riqualificazione delle volumetrie esistenti senza ulteriore consumo di suolo.

Lei pensa che anche in Brianza sia possibile promuovere lo sviluppo delle comunità abitative riqualificando l’esistente e senza nuovo consumo di suolo? Se verrà eletto, porrà al centro della sua azione politica leggi urbanistiche per il recupero e la riqualificazione dei centri storici dei nostri paesi ? Crede che il recupero dei centri storici possa essere anche un modo per salvaguardare l’identità delle nostre comunità?

 

Domanda N° 3 Autostrada Pedemontana

L’Autostrada Pedemontana a nostro avviso nasce vecchia (promuove ancora il trasporto su gomma quando il petrolio sta per finire, è il grimaldello per una grande e ulteriore cementificazione del nostro territorio, distrugge il poco verde e l’agricoltura che resta nel Nord Milano). E’ disponibile ad impegnarsi per l’accantonamento del progetto favorendo invece la riqualificazione della rete stradale esistente? Nel caso l’autostrada Pedemontana dovesse essere realizzata, lei si impegnerà affinché le aree ad essa contigue e quelle di pertinenza delle opere complementari all’autostrada stessa, non possano essere destinate a nuova edificazione? Si impegnerà inoltre affinché PRIMA e non dopo la costruzione dell’autostrada vengano realizzate le promesse opere di compensazione ambientale?

 

Domanda N°4 Risorse per la mobilità

Attualmente le risorse disponibili per la mobilità in Brianza sono state pressoché interamente destinate alle infrastrutture stradali. Lei è pronto invece a puntare con decisione sulla promozione del trasporto su ferro, sulla promozione del trasporto pubblico e sulle piste ciclabili? Quali sono le sue priorità? Percentualmente quanto investirebbe in trasporto pubblico e quanto sulle strade ed autostrade ? Crede nello sviluppo di una rete ciclabile brianzola?

 

Domanda N°5 I parchi e La dorsale Verde.

La dorsale Verde è il progetto della Provincia di Milano che si propone di mettere in rete, collegandoli tra loro, i parchi a nord di Milano creando una fascia vede protetta dal Ticino all’Adda, simile a quella esistente a sud del capoluogo e costituita dal Parco Agricolo sud Milano. Pensa di promuovere questo progetto? sarebbe disposto ad intervenire pubblicamente per difenderne la validità? Si batterà per modificare le norme di tutela dei Parchi Locali di Interesse sovracomunale al fine di consentire una conservazione duratura degli ambienti naturali in essi ricompresi?


Domanda N° 6 La salvaguardia del Paesaggio ed il progetto Molta+Brianza

E’ d’accordo sulla considerazione fondamentale che il paesaggio è una risorsa? E’ disponibile a prendere posizione contro le varianti urbanistiche approvate dai singoli comuni che comportino un peggioramento del paesaggio (anche se attuate da amministrazioni della sua stessa area politica)? Cosa pensa del progetto sul paesaggio promosso dall’assessorato all’attuazione della provincia di Monza e Brianza denominato “2009 Molta+Brianza”?

 

Domanda N° 7 La nostra storia, la nostra identità

La salvaguardia del patrimonio storico-architettonico di Brianza rappresenta una eccezionale opportunità per il nostro territorio.
Cosa pensa della svendita dei beni storici che in molti casi ha de-facto dato la possibilità a privati di modificare per sempre la natura e l’utilizzo delle strutture adattandoli ad uno specifico progetto con fini di lucro ? Lei pensa che si debba cercare un incontro tra pubblico e privato ma mettendo al primo posto la conservazione del bene e della storia a beneficio della comunità? Cosa propone ad esempio per la salvaguardia della Villa Reale di Monza?

 

Domanda N° 8 Un’agricoltura viva tutto intorno alle nostre città.

Molti cittadini si chiedono perché sono costretti ad acquistare prodotti agricoli che arrivano sugli scaffali dei nostri negozi da centinaia di chilometri di distanza quando ancora in Brianza esiste un tessuto agricolo che merita di essere valorizzato, in questo senso il progetto di filiera corta (sviluppato dal Distretto di economia solidale della Brianza), cioè il consumo locale dei prodotti agricoli prodotti nel nostro territorio, rappresenta un esempio concreto di come si possa salvaguardare l’ambiente e nel contempo promuovere una agricoltura di qualità.
I cittadini non vogliono rassegnarsi a considerare i terreni agricoli esistenti solo come spazi da occupare con nuovo cemento. Lei che ne pensa? Intende promuove azioni concrete per sostenere la filiera corta e la cosiddetta agricoltura periurbana ?Intende promuovere azioni concrete per la tutela dei prodotti di qualità esistenti sul territorio (patata di Oreno, Asparago di Mezzago)?

 

Domanda N° 9 Gestione dei rifiuti

La Brianza ha raggiunto alti livelli di raccolta differenziata ma molto si deve ancora da fare per raggiungere i valori delle comunità del Nord Europa anche promuovendo la riduzione dei rifiuti alla fonte.
Cosa pensa dell’obiettivo progressivo di azzerare la produzione di rifiuti?
Cosa pensa dell’estensione della raccolta differenziata porta a porta in tutti i comuni della Brianza? Cosa pensa dei termovalorizzatori (che il resto del mondo chiama più correttamente inceneritori)?

 

Domanda N° 10 Energie rinnovabili e risparmio energetico

Come pensa di promuovere il risparmio energetico ad esempio nella pubblica amministrazione?
Come intende promuovere attivamente l’uso delle energie rinnovabili e dei sistemi per il risparmio energetico in Brianza?


Domanda N° 11 Tutela delle acque

Seveso, Olona, Lambro , Molgora, Rio Vallone, Villoresi.
I corsi d’acqua in Brianza presentano pressoché tutti il medesimo problema: sono inquinati, a volte paragonabili a fogne a cielo aperto e questo nonostante tutte le leggi a tutela delle acque presenti in Italia. Quali misure intende promuovere per la bonifica e la salvaguardia delle nostre acque?

 

Domanda N°12 La biodiversità per l’ambiente, per l’uomo, per le generazioni future.

La varietà e la ricchezza delle specie animali e vegetali, nonché degli ambienti che li ospitano (cioè la biodiversità) sono un patrimonio di inestimabile valore, frutto di processi evolutivi durati come minimo migliaia di anni. La biodiversità è il motore che, insieme al sole, manda avanti il….”sistema pianeta”! La biodiversità è anche un valore culturale, un valore da trasmettere ai nostri figli. L’Italia ha firmato nel 2005 un protocollo internazionale (Cowntdown 2010) impegnandosi a fermare entro il 2010 la perdita di biodiversità, nonché a sensibilizzare l’opinione pubblica. La pratica quotidiana, ci dice che ancora molto c’è da fare per conservare quanto c’è rimasto, non di rado di particolare valore anche qui in Brianza. Che tipo di interventi pensa di attuare per la difesa della biodiversità in Brianza?

 

Associazione per i Parchi del Vimercatese

Associazione Domà Nunch





#Parchi e cemento: nuova petizione

11 02 2008

Per chi ha buona memoria non sarà difficile ricordare i fatti dello scorso dicembre, quando, a seguito dell’insurrezione guidata da Eddyburg.it, la proposta dell’assessore regionale al territorio Davide Boni (dare più poteri a Comuni e Regione in campo urbanistico/aumentare volumetrie edificabili nei parchi lombardi) era stata ritirata dalla maggioranza, insieme all’intero progetto di riforma della legge urbanistica 12/2005. L’assessore Boni della Lega Nord, però, aveva subito tenuto a precisare che: “nessun documento è stato ritirato, semplicemente l’iter riprenderà a gennaio, in quanto le Commissioni sono ora impegnate ad esaminare bilancio e manovra finanziaria 2008”. Leggi il seguito di questo post »





#Una petizione per tutelare il Parco di Monza

13 01 2008

In questi giorni il Parco di Monza è messo a rischio da una incauta decisione della Regione Lombardia: si tratta dell’idea di aprire, nel bel mezzo del parco, un centro di guida sicura finanziato con stanziamenti regionali.
La Regione ha, infatti, destinato 1 milione e 700 mila euro per finanziare la SIAS, una società dell’ACI Milano, per la realizzazione di un centro di guida sicura in un’area prospiciente il Roccolo – recentemente restaurato a cura di uno sponsor privato su iniziativa del Comitato per il Parco “A. Cederna” – e la Gerascia, due degli ambienti naturali e storici più preziosi dell’intero Parco. La Gerascia, splendido prato rifugio di molte specie faunistiche, potrebbe essere asfaltata e messa a disposizione dell’autodromo.
La Giunta Mariani – senza discussione in Consiglio Comunale – ha approvato una delibera che rinnova alla SIAS fino al 2026 la concessione per la gestione dell’autodromo in cambio di un canone di locazione ridicolo: 800 mila euro. Inoltre, si sta discutendo il progetto dell’architetto Botta di uno stadio della F1 per ospitare 110.000 persone e la costruzione di due piste aggiuntive che dovrebbero correre parallele al circuito – una interna alla concessione e l’altra esterna. L’unica funzione sarebbe quella di rendere più agevole l’accesso alla pista.
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