#Ancora rifiuti in Valle Nava

9 01 2012

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Qualcuno, ancora una volta, è sceso nella Valle della Nava al solo scopo di depositare le “proprie” schifezze.
In questo caso si tratta di alcuni sacchi grigi del Comune di Giussano, che , beffa delle beffe, riportano la scritta: “RACCOLTA DIFFERENZIATA”. Ovviamente questa Mente Malata, non viene da così lontano e, dato il luogo di scarico, ha usato la carrareccia che porta in Valle davanti a Cacciabuoi.

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Data la presenza di abitazioni a brevissima distanza, qualcuno potrebbe aver notato il “veicolo sospetto”. Sarebbe un’ottima occasione per identificare l’autore del gesto, in modo da prestargli aiuto: infatti solo un “malato”, con tutte le discariche comunali presenti sul territorio, può aver deciso di caricare tutta quella schifezza in macchina e scendere alla Nava.
A meno che il contenuto dei sacchi sia qualcosa di “non consegnabile” in discarica: in questo caso gli scenari cambiano. Notevolmente.

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Sala Alfio





# Online il 2° quaderno riguardante flora e fauna della valle

7 11 2011

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E’ online nella sezione del nostro blog ‘I quaderni della Nava‘ una scheda sulla Physalis angulata, pianta recentemente segnalata e per la prima volta in provincia di Lecco. Il quaderno numero 2 va ad affiancare quello già presente sul Fringuello. La sezione è in costante aggiornamento con nuove schede in arrivo, date un’occhiata!

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Gruppo Valle Nava 





# Domenica 23 ottobre 2011 escursione sul Monte di Brianza: i colori dell’autunno.

30 10 2011

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Casatenovo, ore 9.00. Tutti presenti e via si parte per Colle Brianza dove si spera ci siano tante altre persone ad aspettarci!
Ma c’è un enigma da risolvere: il fantomatico supermercato Dugan, punto di ritrovo e di partenza per l’escursione, non si trova!!

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Lasciamo la macchina a Ravellino frazione di Colle Brianza e, dopo aver recuperato gli ultimi partecipanti, ci avviamo verso l’imbocco del sentiero n. 11.

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Pochi passi ed ecco si fa sentire uno dei protagonisti dell’autunno: il freddo.
Finalmente è arrivato!!
Siamo nella splendida cornice del Monte di Brianza o Monte di San Genesio, sistema collinare-montuoso situato a Sud di Lecco e costituito da tre “cime”: Monte Regina (817 m), Monte Crocione (889 m) e Monte di San Genesio (832 m).


Il Monte di Brianza, con le sue risorse naturali, rappresenta un segmento di congiunzione ed un corridoio ecologico di grande importanza tra il Parco Regionale del Monte Barro e quello di Montevecchia e Valle del Curone.
Già dal 1983 la Regione lo incluse fra i Parchi Regionali da costituire, poi il progetto cadde in letargo e solo nei primi anni del 2000 i 13 comuni che in diversa misura vedono il proprio territorio interessato (Airuno, Brivio, Castello Brianza, Colle Brianza, Dolzago, Ello, Galbiate. Garlate, Oggiono, Olgiate Molgora, Olginate, Santa Maria Hoè, Valgreghentino), si trovarono ad un tavolo per discutere la istituzione del Parco Locale ( tecnicamente P.L.I.S.).
Anche questo tentativo, a causa di malintesi e contrasti fra Comuni venne accantonato in attesa di tempi migliori.
Oggi la situazione è ormai matura per essere ripresa ed è importante che i 13 Comuni, che stanno portando a termine i Piani di Governo del Territorio (PGT), confermino con gli strumenti di pianificazione del territorio la perimetrazione del parco, dettandone una normativa concordata di salvaguardia e di valorizzazione turistica ed agricola.
L’istituzione del Parco Locale è un’occasione di sviluppo territoriale che coinvolgerà molti soggetti istituzionali e della società civile (Provincia, Comuni, associazioni di volontariato, ambientalisti e cacciatori), tutti uniti per offrire sia a chi abita che a chi fruisce di questa dorsale una migliore qualità della vita.
Recentemente, a supporto di questo ambizioso obiettivo, si è costituito un Comitato per la promozione del Parco Locale del Monte di Brianza, di cui al momento fanno parte associazione locali e provinciali e numerosi singoli cittadini, che ha lanciato una raccolta firme per sostenere e invitare i Comuni interessati a mettersi ad un tavolo e concordare le modalità per la costituzione del tanto desiderato e necessario Parco Locale.
Info: http://montebrianza.blogspot.com/


E intanto torniamo al nostro racconto…
Il sole si fa proprio desiderare e nel bosco filtra poca luce.
Il castagno domina ma vi si trovano piccole popolazioni di betulle e altre essenze come querce, carpini, robinie e qualche frassino.

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Numerosi sono i nuclei storici inseriti nell’ambiente naturale: presenza di stalle con fienili in pietra, lavatoi, forni per il pane, vecchie osterie.
In breve si giunge ai piccoli centri di Scerizza e Scerizzetta (nomi derivanti probabilmente dal termine “Serizzo” che indica una roccia metamorfica di colore grigio) presso i quali si nota la presenza di coltivi a vite e gelsi.
Passando per la caratteristica cascina Fumagallo, su un sentiero “tormentato” da rocce affioranti, si giunge infine alla vetta sotto la quale è situato l’eremo del San Genesio (risalente al 960 d.C.).
Il raggiungimento della meta viene premiato con un gradito assaggio di una fetta di “Pan Tramvai”, un dolcetto tipico brinzolo, ed una spettacolare vista che si gode dalla cima del Monte di Brianza!

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Grazie a tutti i partecipanti e… alla prossima!

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Laura, Marta e Francesco





# Raccolto – 23 ottobre 2011

28 10 2011


Un mese fa iniziava l’autunno, ora ci stiamo entrando a pieno titolo. Complici sia il meteo, che sembra cedere progressivamente alle prerogative del periodo, sia il paesaggio che spesso mostra delle stoppie, dove prima svettavano le distese di mais. Giustamente anche la luce deve sudare la sua parte per avere il sopravvento su umidità e nuvolaglia. Ne esce un cielo, alla Colombina, con effetti cromatici molto accattivanti.

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Rivolgendo lo sguardo al suolo, invece, si nota un altro elemento antitetico: alla pesante umidità del terreno ricoperto da vegetazione, fa da contraltare l’assoluta aridità della terra battuta della carrareccia e dei sentieri esposti alla luce. Piccoli voli di storni, fringuelli e passeri, ravvivano il primo tratto di questa uscita domenicale. Un pensiero va anche agli amici e ai simpatizzanti che, tra poco più di un’ora, intraprenderanno l’uscita guidata da Laura Farina sui sentieri del S.Genesio : fortunatamente la giornata, metereologicamente parlando, sembra propizia. Al resto ci penserà la competenza di Laura.
Qualche fucilata in lontananza, richiama all’ordine anche i pensieri. Nel prato sotto la Colombina appare un altro “osservatore”, armato solo di macchina fotografica e obbiettivo: questo rasserena quel tanto che basta lo stato d’animo. Altri esseri viventi, a modo loro sono usciti a verificare lo stato delle cose, magari non proprio con la vista, che non pare proprio l’organo su cui possano fare il massimo affidamento…

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…certo che poche volte il “buco della talpa” era apparso così ben marcato. Indubbiamente deve essere recente. La possibilità, penso remota, di poter assistere alla comparsa dell’animaletto e di riuscire ad immortalare la scena è affascinante. Più facile, anche se fortunatamente non accade spessissimo, è imbattersi in qualche individuo morto, come tempo fa sul sentiero, a poche decine di metri da questi buchi.
Arriva una nutrita muta di cani da caccia, seguita a distanza dai loro proprietari, l’incompatibilità evidente, spinge la ricerca di spunti altrove.
In questi frangenti il tambureggiare del picchio rosso e la risata di quello verde, risultano essere dei toccasana assai validi. Ma la giornata ha un carattere fortemente “umorale”, cioè con alti e bassi che si susseguono in base agli incontri. Perciò quando capita che dopo aver visto più volte una coppia di motocrossisti, un paio di imbecilli (si passi il termine) addirittura coi quad, si prospetta questa visione…

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…i pensieri diventano cattivi, quasi inconfessabili. Sfortunatamente, verrebbe da dire, la ragione a fatica ha il sopravvento… e si tira avanti.
Il sottobosco, come del resto le chiome delle piante, presenta ancora una ricca e verde copertura, mentre mancano i frutti caratteristici del periodo: i funghi. Può essere che quest’anno i “mitici” chiodini riescano a procurare solo una “buttata”. Vedremo nelle prossime uscite.
Il gracchiare sguaiato in cielo, avverte che sta andando in scena lo spettacolo consueto, quello di un paio di cornacchie che importunano una poiana. La fine è ampiamente prevista: il maestoso rapace, si stanca e si alza diventando un punto nero, le cornacchie tornano sui loro posatoi.
Una sosta sul limite del più ampio campo di mais ancora “in piedi” è d’obbligo, dato il viavai di uccelletti che fanno la spola col boschetto limitrofo.
Cinciallegre, fringuelli, luì piccoli e anche un curioso quanto eccitato scricciolo, attraversano in continuazione l’alveo della Nava in secca, che separa il campo dal bosco: nel campo trovano il nutrimento, che poi consumano sulle piante del boschetto, dove evidentemente si sentono più al sicuro. Il canto del pettirosso, però, chiarisce senza ombra di dubbio chi deve essere considerato il Re del sottobosco e con un po’ di pazienza si riesce anche a documentarlo.

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Ormai resta da percorrere il tratto finale della Valle, verso l’ultimo punto di osservazione. Ci si va comunque, anche se dapprima il rumore, poi la vista delle macchine operatrici, preannunciano che i taccuino raccoglierà ben poche scritture. E’ in pieno svolgimento l’operazione di raccolta del mais.

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E l’immagine del flusso prorompente della granella che va a riempire il cassone, anche per chi dal punto di vista ambientale (come chi scrive) non ama le distese a monocoltura, è sinonimo di giusta ricompensa per chi vi ha profuso lavoro e speranza.

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Sala Alfio





#Autunno, ma non lo dimostra… – 27 settembre 2011

3 10 2011

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Insolita questa uscita infrasettimanale, figlia di alcuni fattori: la disponibilità residua di qualche giorno di ferie, una certa “non voglia” di cimentarsi con l’apertura in grande stile della stagione venatoria, vista la pioggia (benedetta?) copiosa caduta domenica 18, data ufficiale di inizio e l’invito domenicale dell’amico Luca Fantoni ad una “escursione” fin sulla vetta della Grigna Meridionale. Per la serie dalla pentola alla brace…
Comunque una notizia: da calendario siamo in autunno! E per capirlo ci vuole giusto il calendario, perchè il meteo per ora è ancora saldamente legato alla stagione estiva. Chi segue queste brevi cronache, non mancherà di rilevare il ripetersi di queste considerazioni riferite alle stagioni canoniche e a quelle metereologiche. Vivendoli in diretta, questi periodi sembrano sottoscrivere il detto comune : “…non ci sono più le stagioni di una volta”. Poi il tempo, considerando almeno un arco decennale, tende sempre a smussare gli angoli, conservando solo certi picchi come valore statistico.
Probabilmente si resta maggiormente colpiti dal fenomeno anomalo, mentre tutto ciò che rientra nella norma passa quasi inosservato. Il mais della Colombina, in fondo, col suo ciclo iniziato in primavera e giunto in prossimità dell’epilogo, sembra dire che nulla di veramente straordinario sia accaduto dal punto di vista meteorologico.

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Il sole del mattino ne riscalda già l’intera distesa, facendo alzare un leggero pulviscolo di umidità. La presenza di parti ancora verdi, fa pensare che il momento del raccolto non sia proprio dietro l’angolo, ma vista la poca conoscenza dell’argomento, solo la prossima ( o le prossime ) uscita potrà dare una risposta. Nel frattempo, dalla Valle arriva la sonora risata del picchio verde, quasi a sollecitare l’opera di censimento dell’avifauna, scopo primario di queste uscite periodiche. Ma prima di scendere alla Nava bisogna oltrepassare un muro giallo, che per alcuni metri costeggia la carrareccia che porta alla Colombina.

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Come “muro”, quello costituito dai topinambur, riesce ad essere al tempo stesso imponente, data l’altezza degli steli che superano tranquillamente i due metri, e gentile, grazie all’eleganza dei medesimi che si allungano prima di ramificarsi per portare le infiorescenze. Imitando i girasoli, guardano tutti nella direzione della sfera luminosa. Tutte immagini radiose, ma abbassando lo sguardo, l’autunno tracima dal terreno. Fossimo ancora in agosto, come certi colori e tepori vogliono far credere, la terra sarebbe secca e polverosa, coperta da erba ingiallita e rinsecchita. Ma la realtà è un’altra, ancor più marcata giù nella Valle:

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…nonostante si arrivi da una settimana di caldo sole, sembra appena piovuto !
Il contrasto si fa stridente guardando la Nava, che a pochi metri di distanza, in questo tratto è completamente in secca. Ma un altro segnale della mutata stagione giunge da diversi punti del bosco: si tratta del canto dei pettirossi, da mesi mai così manifestamente numerosi.
Tre, quattro contemporaneamente emettono la caratteristica sequenza di note modulate: per ora tutti dal folto della macchia, e appena ci si avvicina al “punto di emissione”, il canto si trasforma in un più discreto richiamo, non proprio indolente ma nemmeno confidenziale. Più avanti, con l’ulteriore passaggio di stagione, l’atteggiamento muterà radicalmente e il pettirosso diventerà il simpatico ospite dei giardini sempre in mostra e assai affabile.
Viene un po’ da chiedersi fino ad una quindicina di giorni prima, dove fossero tutti questi pettirossi. Probabilmente dove sono ora, ma osservavano tutto e tutti, sempre dal buio del bosco, in assoluto silenzio.
Già, il buio del bosco…. perchè in effetti, nonostante sul terreno siano presenti le prime castagne, le piante conservano ancore per intero la loro copertura, filtrando notevolmente la luce. Laddove i raggi riescono a farsi largo, “giocano” con tutte le forme che incontrano.

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Il risultato viene amplificato dalle minuscole goccioline presenti. Tornando al pensiero riferito al cambio di stagione, sembra lo scontro tra quella nuova, che nasce dalla terra, e quella vecchia che domina ancora in cielo. Ma è risaputo che bastano poche nuvole a mutare tutto.

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Sala Alfio








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