#Gocce d’acqua su Casate, anzi sulla Nava – Il progetto didattico delle seconde medie 2011 – 2012

6 05 2012

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Uscite nella neve, larve di salamandra, qualche goccia di pioggia, e i piedi nelle poche pozze d’acqua lasciate dalla siccità del passato inverno: per le seconde della Secondaria di Primo Grado di Casatenovo le attività dell’annuale progetto didattico non sono mancate di tinte avventurose. Scenario immancabile la Valle della Nava, più che altro per motivi logistici – tanto per aggiungere una nota pessimistica a questo blog –, vista la vicinanza all’istituto.

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Il progetto didattico, sostenuto e finanziato dall’amministrazione comunale, ha coinvolto tutte le quattro seconde, ognuna delle quali ha seguito un ciclo di tre incontri. Il tema: le acque, viste da vari punti di vista. Le docenti coinvolte vogliono si privilegino le caratteristiche chimiche: il laboratorio della scuola farà la sua parte. Il cuore del ciclo è però nell’uscita sul campo. More solito, prevedere cosa succederà non è sempre possibile. Il meteo ci mette del suo, nevicata compresa: una classe percorrerà la Valle rivestita da un manto bianco. Il problema in realtà sarebbe un altro: la siccità. Ci sarà acqua nel torrente? Nella zona dell’acquedotto ci sono un paio di pozze risparmiate dall’assenza di precipitazioni; e anche più a sud la Roggia presenta condizioni favorevoli alla nostra attività. Le temperature sconsiglierebbero di mettere i piedi a mollo se non adeguatamente attrezzati. Sì, vallo a dire a ragazzini che non aspettano altro. Beh, la didattica passa anche per un contatto diretto con luoghi e cose. Le uscite non mancano di aspetti ludici, ma la tradizione che vede fanciulli e fanciulle casatesi dare il meglio in queste attività viene rispettata.

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Nelle pozze troviamo diversi organismi. C’è qualche larva di insetto, c’è la notonetta, dei girini di salamandra. Non molto, ma sufficiente a suscitare entusiasmi. Giù a Quattro Valli un canale scavato alla base del pendio offre spunti per esplorazioni e un pizzico di brivido. Il contatto diretto con il luogo permette di ricavare diverse osservazioni. Gli alunni e le alunne determinano in modo piuttosto preciso gli andamenti del bacino idrografico e individuano i punti chiave del reticolo. “Le caratteristiche dei suoli sono diverse nei vari settori (fondovalle e sponde)”, dicono i nostri.

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Tra un salto tra i massi del letto del torrente e una piacevole immersione stivali ai piedi portiamo a casa dei campioni utili per le attività di laboratorio.

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Provette e contagocce ci permettono di mettere a punto una serie di caratterizzazioni chimiche delle acque. Non basta: occorrono dei confronti con altri tipi. Ci si può sbizzarrire: facciamo fondere della neve, prepariamo acqua salata utilizzando appositi prodotti per acquari, utilizziamo acqua di rubinetto. Anche la temperatura diventa una variabile da tenere in considerazione. E i parametri cambiano: il pH risente non poco della temperatura. I valori di nitrati non sono poi così cattivi.

E’ importante collegare le cose. Il mondo degli acquari ci fornisce infiniti spunti. Se incrociamo i dati della durezza e del pH otteniamo il contenuto di anidride carbonica, che cambia al variare dei due parametri, e in modo molto sensibile.

Il microscopio non manca di appassionare, sui vetrini compare di tutto: dafnie e copepodi, larve di insetti, parameci e affini, e anche un paio di spettacolari idre.

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L’ultima parte del percorso è dedicata alla depurazione. Per svolgere bene le prove di laboratorio occorre suddividersi i compiti. I passaggi sono diversi, e qualche gruppo ci mette del suo con idee e spunti imprevisti. Al solito, è la flocculazione ad attirare maggiormente l’interesse dei più.

Bilancio finale più che positivo, merito delle docenti coinvolte, va da sé, e degli alunni casatesi, solitamente una garanzia.

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Matteo  Barattieri





#Pubblicati i risultati delle ricerche sugli insetti della Valle della Nava

25 03 2012


Con grande onore e piacere riceviamo e pubblichiamo questo scritto della nostra entomologa Laura Farina.

Le ricerche decennali riguardanti l’entomofauna della Valle della Nava sono illustrate in un articolo pubblicato quest’anno sul periodico di dipartimento dell’ Università di Roma, Fragmenta Entomologica.
Vengono illustrate le specie di farfalle diurne e di due gruppi di coleotteri presenti nella Valle della Nava con descrizione delle loro esigenze ecologiche e delle loro criticità. Alcune specie rinvenute sono considerate rare sul territorio della Regione Lombardia.
L’ articolo è stato riconosciuto dagli esperti del settore come un valido contributo alla conoscenza e alla salvaguardia di un’area naturale a rischio di futura antropizzazione. Per leggerlo clicca qui.

Laura Farina





# Dicembre, pigramente – 11 dicembre 2011

16 12 2011

 

Com’è una “giornata pigra”? Esattamente come quella che si presenta stamattina: coperta ma non così tanto da essere cupa, atmosfera umidiccia ma non bagnatissima, velatura leggera ma assolutamente senza nebbia. Insomma una giornata inespressa, quando si ha la sensazione che anche tra qualche ora tutto resterà immutato o quasi.

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Le righe del “cereale da definire”, alla Colombina, si fanno più marcate, grazie al lento ma continuo irrobustimento delle piccole pianticelle.
Solo un pettirosso, quasi con discrezione, emette il suo canto a volume ridotto, come se neppure lui volesse spezzare questa atmosfera piatta.
In basso, nella Valle, l’attività degli uccelli è più marcata: bene o male qualcosa da mangiare debbono pure rimediare. Ecco allora un paio di cince bigie alle quali si accompagna un luì piccolo, che insieme setacciano il sottile filare di basse piante che costeggia la Nava, emettendo qualche raro richiamo, forse per tenere compatto l’eterogeneo gruppetto. Ai tre presto si aggiungono un paio di codibugnoli e una cinciallegra, arricchendo la babele di suoni emessi.

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Riprendendo il sentiero, che appare come una galleria tra le piante ed aiuta a raccogliere i pensieri, la mente riporta ad un anno fa: giusto in questi giorni, su iniziativa di Matteo, avevamo fatto una sortita notturna in Valle, con lo scopo di censire la presenza dei rapaci notturni, civetta e allocco. C’era già stata una bella spruzzata di neve, accompagnata da un forte irrigidimento delle temperature, la notte era limpidissima (e molto fredda): praticamente la luce della luna riflessa sulla brina consistente e sulle chiazze di neve ghiacciata, aveva reso inutile l’uso delle pile. Condizioni diametralmente opposte alle attuali.
Per la cronaca sia la civetta che gli allocchi avevano manifestato, in diversi momenti e punti della Nava, la loro presenza.
Il paragone con l’odierna uscita parrebbe improponibile, ma in questi casi basta poco per ribaltare, o riequilibrare un giudizio. In questo caso è l’elegante sagoma di un airone cenerino che attraversando tutta la radura sotto Cacciabuoi, passa sopra, apparentemente senza degnare di attenzione chi lo sta ammirando a testa in su.
Qui, il profilo del prato che divide la fascia boscata dall’alveo della roggia, si presenta increspato dai cumuli di terra sollevati dalla talpa.

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In questo periodo, accanto ad alberi completamente spogli, facendo sempre riferimento ad essenze caducifoglie, altri mantengono ancora una certa copertura, caratterizzata dai colori autunnali. E’ il caso di questo olmo, la cui tonalità gialla, risalta in mezzo agli ontani, che possono mostrare sole le nervature dei rami.

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Motivo conduttore, fino ad ora , è stata la costatazione di una stagione con temperature superiori alla media del periodo.
Questo fatto permette di osservare ancora, qua e là, la presenza di funghi, solitari o in piccoli gruppi. Grazie alla consulenza degli amici del Gruppo Micologico AMB -Missaglia, con cui recentemente abbiamo gettato le basi per future iniziative comuni, si è arrivati a definire con minimi dubbi, le specie sotto riportate.

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esemplare di Clitocybe nebularis in avanzato stato di maturazione

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famigliola di Flammulina velutipes

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Perchè si è usato il termine “minimi dubbi”? Per il semplice motivo che i nostri Amici micologi si sono potuti basare solo su queste immagini, a loro inviate, senza aver beneficiato dello studio dal vivo dei funghi in esse riportati.
Le osservazioni degli animali oggi avvengono quasi all’improvviso, come dei sussulti di attività in un periodo di riposo assoluto: ecco che il rumore su dei rami lontani, smaschera la corsa su e giù per una quercia di uno scoiattolo, di colore assai più scuro di quello visto nella precedente uscita. Allo stesso modo il gracchiare di un paio di cornacchie, accompagna il silenzioso planare di una poiana e il richiamo sommesso di un fringuello, attira lo sguardo dove sta passando un gruppo di almeno una ventina di individui. Tutte immagini che occupano solo pochi attimi. In questi frangenti spesso ci si affida alla ricerca di tracce che possano dare spunto ad ulteriori considerazioni.
L’occhio scruta tronchi, foglie, radure quasi con avidità: qualche segnale prima o poi svelerà presenze o fatti legati agli abitanti della Valle.
Anche questa volta la sensazione, forse acquisita inconsciamente in anni di frequentazioni di boschi e prati, si materializza: in fondo, dove solitamente si guada la Nava (verbo, nella circostanza odierna, fuori luogo, visto la “secca”), tra il manto di foglie dei carpini, alcuni piumini sono posati leggeri. Le caratteristiche danno già una prima risposta, si tratta di picchio verde. Compaiono, allargando lo sguardo, dei piccoli ciuffi, ma non si vedono penne: fatto strano, perchè la predazione implica sempre la perdita di qualche remigante o timoniera. La spiumata ad un certo punto si fa consistente, ma ancora nessuna penna. Poi appena più su, ecco il corpo di quello che è stato uno splendido uccello.

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La visione completa dell’animale non aiuta a dare risposta alla madre di tutte le domande: quali sono le cause della morte?
La rimozione dei resti scopre la presenza ormai di molte larve, fatto che sconsiglia ogni ulteriore manipolazione. Purtroppo resterà senza soluzione la curiosità di sapere cosa sia accaduto all’animale e allo stesso tempo si insinua un velo di leggera malinconia al pensiero che una “risata” in meno riecheggerà nei boschi della Nava.

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Sala Alfio





#A piedi d’autunno nel Parco dei Colli

14 11 2011

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Domenica 20 novembre “A piedi d’autunno nel Parco dei Colli Briantei”, un’escursione naturalistica guidata dall’esperto Dott. Luca Fantoni. Ritrovo per la partenza alle 8.45 a Camparada
presso il parcheggio della scuola primaria di via Colombo.
Partenza prevista dalle scuole di Camparada e, sulla sinistra orografica, si risalirà il Vallone di Camparada fino all’altezza del depuratore di Campofiorenzo,  ci si dirigerà successivamente verso i Dossi e Cascina Melli. Dalla cascina risalita sino alla Montagnola e discesa fino a Mongorio. Da lì si ripartirà verso la Cappelletta e, di seguito, Cascina Masciocco. Da Masciocco si proseguirà verso il laghetto di Bernate e per poi tornare risalendo verso Cabella per raggiungere di nuovo il piazzale della scuola.
Iscrizioni ed info: Gianni 339.8446553 – Luciano 0362.919479 – Raffaele 0362.918274
è un’iniziativa promossa da:

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Associazione Amici della Natura di Triuggio
Associazione Torrette Bini Dosso Boscone di Macherio
Associazione per i parchi del Vimercatese





# Online il 2° quaderno riguardante flora e fauna della valle

7 11 2011

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E’ online nella sezione del nostro blog ‘I quaderni della Nava‘ una scheda sulla Physalis angulata, pianta recentemente segnalata e per la prima volta in provincia di Lecco. Il quaderno numero 2 va ad affiancare quello già presente sul Fringuello. La sezione è in costante aggiornamento con nuove schede in arrivo, date un’occhiata!

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Gruppo Valle Nava 








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