#Naturalmente Brianza 2012!

5 04 2012

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Per tutto il mese di aprile ci trovate impegnati sui temi che piacciono a noi e che riteniamo un po’ utili per andare avanti. La casa che ci ospita è sempre quella di Villa Mariani, due giovedì sera, un venerdì e una domenica. Si parla di quello che possiamo fare noi e possiamo chiedere di fare ai nostri più vicini referenti istituzionali affinché si possa fare un passo avanti verso un modello sociale ed economico che tenga in conto anche degli importanti equilibri che ancora ci legano alla Natura.

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#Il massacro

6 11 2011

 

Decenni di incuria e assalto selvaggio al territorio. Ancora in atto, oggi. Ieri Genova, dieci giorni fa la Lunigiana, lo scorso anno il Veneto e Sestri, prima ancora il Biellese e il Verbano, il Basso Piemonte con Alessandria, la Val Masino, la Valsassina, indietro fino alla Valtellina. Ormai così si impara la geografia italiana: con le tragedie e i morti. Da Nord a Sud, passando per Cavalese o la Val di Sangro. Un massacro, sia per i morti che per il territorio. Escludendo quelle storiche, il Vajont, Firenze e il Polesine, appunto tanto eccezionali da essere considerate storiche, che comunque davano il chiaro segnale dell’insofferenza del territorio ad una “gestione forzata”, per usare un eufemismo. Segnali ignorati… come si può ben vedere. Cassandre inascoltate chi, fuori dal gregge, osteggiava l’abbandono e la cementificazione ad oltranza. Tacciati di appartenere al “partito del NO”, se non crocifissi come avversatori del progresso e del benessere nazionale, gruppi o singoli che chiedevano la tutela del territorio. Non si tratta di uno sfogo sull’onda emotiva, tanto meno della costatazione di una rivincita: sarebbe stato meglio essere smentiti dai fatti, che verificare la realtà delle proprie posizioni, certificata quotidianamente dai lutti. Ma non si venga a dire che non si può fare nulla, vuol dire essere complici dei devastatori legalizzati, di chi approfitta di leggi assenti o, peggio, di leggi ad hoc. E degli “amministratori” che a tutti i livelli, per incompetenza, ma anche per interesse e connivenza promulgano e creano regolamenti che se ne infischiano bellamente del suolo e dell’ambiente Italia. Salvo poi esprimere la costernazione, di circostanza, e la solidarietà agli “sfortunati” colpiti dagli eventi “naturali”. Già perchè vivere con la normale sicurezza, non è un diritto: in Italia è una questione di fortuna o sfortuna.

Ultimamente, qualche timido segnale di presa di coscienza, in qualche Amministratore (la maiuscola per il coraggio) lo si è visto nel redigere i PGT, meno aggressivi riguardo al poco che resta. Subito c’è chi si è scagliato contro, in nome di livelli occupazionali (tutti da verificare) da incrementare. Qualche imbecille, definizione sacrosanta, ha scritto addirittura che “…non è giusto che fino a ieri si sia potuto beneficiare della cementificazione selvaggia (proprio così!!), chi solo oggi ne avrebbe la possibilità è discriminato”. Altri, più numerosi e manovrabili, attaccano i Parchi e gli Enti atti alla Protezione Naturale, denigrati come carrozzoni mangiasoldi (quanti decenni ci vorranno prima che i finanziamenti per queste Istituzioni possano raggiungere globalmente i 300 milioni di euro già spesi per il ponte sullo Stretto, bocciato dall’Europa e dallo stesso Parlamento?), adducendo spesso futili motivi o eccessiva burocrazia. Ormai, vera tragedia nelle tragedie, ci si sta abituando alla frequenza di questi accadimenti e alle immagini che passano attraverso i media: si contribuisce volentieri alle raccolte fondi, ora poi basta un sms o una telefonata per risollevare la coscienza, quasi una passata di spugna. Ma poi in silenzio si prega… che non accada a noi. Dai, noi siamo in Brianza! Sì certo, abbiamo messo cemento e asfalto in abbondanza, ma da noi la terra è “buona” e soprattutto ha reso e rende ancora.
“13 AGOSTO 2010: tre ore d’acqua mettono in ginocchio la Brianza e il Lecchese, il Lambro esonda…”, fortunatamente molto, ma molto meno dei fiumi liguri, piemontesi o veneti… ma se fosse stato solo un avvertimento, magari l’ultimo?
Perchè questo intervento sul sito del Gruppo Valle Nava? Semplice: la stesura del PGT di Casatenovo, come per altri Comuni della zona, sta entrando nel vivo. Si vorrebbero scelte che, alla luce dei fatti, non si possono più neppure definire “coraggiose”, ma assai più realisticamente “DOVEROSE”.

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Saluti.
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Sala Alfio





#Sulla RSA di Arcore stop della Provincia di Monza e Brianza

23 01 2011

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L’assessore all’urbanistica del comune di Arcore, dott. Firmo, aveva definito gli ambientalisti brianzoli, tra cui i membri della nostra associazione, ‘farlocchi’.

La colpa delle associazioni? Aver chiesto di rivalutare insieme la collocazione della nuova residenza per anziani di Arcore, che l’attuale amministrazione vorrebbe all’interno del Parco dei Colli Briantei, su un terreno attualmente occupato da uno dei boschi più importanti del parco stesso.
Le associazioni, che avevano scritto anche al presidente della provincia di Monza Allevi, ricevono in questi giorni li conforto dell’assessore provinciale al territorio Antonino Brambilla: leggete l’articolo qui sotto.

Che questi ambientalisti non siano poi così Farlocchi e per una volta ci abbiano visto giusto?

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#Comunicato stampa su RSA Arcore e consumo di suolo in Brianza

5 12 2010


Nei giorni scorsi abbiamo inviato alla stampa il seguente comunicato inerente le recenti notizie provenienti da Arcore.

 

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Il consumo di suolo in Brianza continua ad essere un problema nonostante la crisi del mercato immobiliare. Solo qualche mese fa l’ultimo dossier de ‘Il Sole 24 Ore’ sulla tutela del paesaggio italiano metteva l’accento su un dato inquietante, ovviamente sottaciuto da tutte le istituzioni del nostro territorio: in provincia – in provincia di Lecco! – ogni giorno, vengono ‘mangiati’ dalle costruzioni 3.000 metri quadri di suolo libero. Una specie di epidemia.
Questo avviene mentre ad ogni pioggia intensa la Brianza si ritrova con rogge e torrenti sovraccarichi, danni da allagamenti e problemi di dissesto idrogeologico diffuso generati proprio e in primis dall’impermeabilizzazione dei suoli dovuta ad asfalto e cemento. Da recenti studi del Politecnico di Milano, condotti dal Prof. Paolo Pileri, emerge un dato interessante al riguardo: la soglia di criticità dal punto di vista idrogeologico viene raggiunta proprio quando la superficie urbanizzata supera il 35% della superficie complessiva considerata. Se prendessimo i comuni della Brianza lecchese pochi, pochissimi, dimostrerebbero tassi di occupazione del suolo inferiori a quelli stabiliti dall’università di Milano. Nonostante il prezzo da pagare sia quindi noto a tutti, negli ultimi anni i fenomeni di urbanizzazione pare non abbiano trovato alcun freno od ostacolo da parte delle nostre pubbliche amministrazioni. Anzi.
L’ultima novità in tal senso arriva da Arcore. E’ notizia di questi giorni, infatti, che la giunta arcorese vorrebbe cementificare quattro ettari di bosco (uno dei più estesi del territorio comunale), ettari oggi protetti dal Parco dei Colli Briantei, per far posto ad una residenza per anziani. Lo si apprende dal rapporto preliminare per la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) relativa alla costruzione della Residenza Socio-assistenziale di Arcore. Nello stesso documento si propone di ampliare in un’altra area di Arcore il sopracitato parco, dimenticando di specificare però che le nuove inclusioni sono da tempo destinate ad ospitare nel prossimo futuro l’autostrada Pedemontana, la pedegronda ferroviaria, la tangenzialina di Arcore e le strutture annesse.
Con i dati sopra illustrati e vista la necessità di riqualificare importanti aree dismesse interne al tessuto urbano (pensiamo all’area arcorese ex-Falck), è ancora possibile pensare di costruire un edificio pubblico su terreni liberi a destinazione agricola o boschiva?
Secondo noi no, si tratta del nostro luogo di vita e, in definitiva, della nostra salute.
Prima che politica, è una questione morale: manca la volontà di compiere scelte nuove, certo più faticose, ma che vadano davvero nella direzione dell’interesse generale, quindi, verso la tutela dell’ambiente naturale che ancora ci resta.
Anche a Casatenovo, nel nostro piccolo, attendiamo risposte dall’amministrazione: una di queste riguarda proprio l’ampliamento del minacciato Parco dei Colli Briantei, un ampliamento necessario – visto il cemento che continua a crescere alle spalle della frazione di Rogoredo – e, a nostro modo di vedere, già naturalmente disegnato nell’assetto del nostro territorio.

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Gruppo Valle Nava





#Il suolo minacciato

15 05 2010

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IL SUOLO MINACCIATO
“Dalla Food Valley un allarme contro il consumo di territorio”
giovedì 27 maggio alle ore 20.30 presso il Politecnico di Milano, Patio della Facoltà di Architettura e Società.

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Nell’immagine sottostante il programma della serata.

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