Carissimi soci e amici, il Gruppo Valle Nava va in ferie fino alla fine di agosto. Vi ringraziamo per averci seguito e auguriamo anche a voi il meritato riposo.
Ci rivediamo a settembre con nuove iniziative! Restate sintonizzati!
#Buone vacanze!
5 08 2011Commenti : Lascia un commento »
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#Nomi terrifici e danzatrici – 3 luglio 2011
10 07 2011-
Gran bella giornata estiva, col pieno sole ma relativamente “fresca”: ovviamente l’orario mattutino incide molto sull’aria frizzantina, che probabilmente sparirà nel prosieguo della mattinata. L’orario è forse tra i più anticipati considerando tutte le uscite fatte, eppure si ha la sensazione, reale, di essere già in ritardo: come se lo spettacolo sia già nel vivo da tempo.
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Alla Colombina si è accolti da un vero e proprio “muro verde”, da quello che qualche settimana indietro appariva come una sfida impari ad ergersi su un terreno infame. Pronostico visibilmente ribaltato: con la solita retorica ci si può stupire della forza smisurata di un piccolo seme. Carosello di luoghi comuni: in natura tutti e tutto, hanno una possibilità per emergere, chi col fisico, chi con la furbizia, chi con la specializzazione, chi col numero. Il problema, di questa democrazia quasi perfetta, è che la possibilità è solo una: persa quella, il treno non passa un’altra volta. Per chiudere: questi semi non l’hanno persa.
Questa è la stagione del verde, se c’è umidità, e del giallo, se il ciclo è giunto a compimento o se scarseggiano le precipitazioni: poco spazio è lasciato agli altri colori. Le grandi fioriture hanno fatto il loro tempo, eppure guardando in modo meno superficiale, si trovano delle essenze ancora in fiore, spesso in luoghi marginali. Così qualche giallo ranuncolo lungo lo sterrato, il rosa nei prati del trifoglio rosso e il bianco del ladino e delle silene, marcano la presenza di queste essenze.
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In cielo i giovani di rondine, balestruccio e rondone, ormai padroni della tecnica del volo, sfrecciano con gli adulti e si riconoscono solo per alcuni particolari del piumaggio: ad esempio le giovani rondini non hanno le timoniere esterne sviluppate come negli adulti, ne consegue una coda assai meno “biforcuta”. Solo alcuni nidi sono ancora occupati dai ritardatari o dalle deposizioni di “rimpiazzo”.
Anche le cornacchie nate nell’anno, osservate in volo, si riconoscono più per l’insistenza “canora” con cui seguono gli adulti che per caratteristiche visive. Ovviamente a distanza meno proibitiva, l’occhio appena allenato, coglie gli aspetti da immaturo del piumaggio.
A proposito di nidificazioni, in Valle, al bordo di una radura è stato abbandonato il guscio di un uovo di merlo…
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…dato il profilo della rottura parrebbe il risultato si una schiusa normale, portato sul posto da uno dei genitori, con l’intento di cancellare ogni traccia in prossimità del luogo scelto per allevare la prole. La giornata per gli insetti, all’ombra della vegetazione, si snoda pigramente, al confronto della frenesia che caratterizza chi frequenta le distese assolate. A questa regola non si sottrare la Panorpa, comunemente chiamata “mosca scorpione”, nome derivante dal caratteristico rigonfiamento apicale assai marcato nei maschi, comunque già visibile, in modo decisamente meno accentuato, anche nella femmina della foto.
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Il soprannome, che potrebbe trarre ad affrettate conclusioni, è limitato un una questione estetica: questo insetto è assolutamente inoffensivo, e nulla ha da spartire con la “cattiva” fama, più o meno meritata, dei veri scorpioni.
Con lo stesso metro, cioè basandosi su atteggiamenti o forme che richiamano altre realtà, comunemente vengono appellate alcune specie di libellule del genere Calopteryx. Ma il risultato è diametralmente opposto: comunque il nome “damigella” indubbiamente non fa una grinza!
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E questo maschio di C.virgo, sembra proprio esibirsi in un passo lieve di danza…
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Sala Alfio
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#Le Luci del bosco – 24 giugno 2011
29 06 2011
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Alla scoperta di lucciole, falene e altri insetti notturni
La giornata è calda e la serata si preannuncia ideale per l’obiettivo dell’escursione. Il ritrovo è per le 20.15 presso il parcheggio della scuola media M.G. Agnesi di Casatenovo.
Il gruppo è ben assortito: adulti, giovani ma soprattutto bambini già pronti con la loro lampada frontale ad illuminare il cammino, curiosi e impazienti di vedere lucciole, falene e altri insetti notturni; c’è addirittura qualcuno che fa delle foto!! e che foto!!
Radunati tutti i partecipanti, alle 20.30 ci si incammina verso Cascina Quattrovalli. Appena sul posto ci accorgiamo che le nostre guide, Laura Farina e Massimo Omati, hanno fissato un telo bianco alla parete; alla base del telo notiamo anche alcune lampade per ora spente. Cosa avranno in mente?
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Laura e Massimo ci intrattengono con informazioni scientifiche e curiosità sui vari insetti notturni che si spera di incontrare; c’è tempo anche per qualche riferimento spirituale a San Giovanni, alle tradizioni contadine, al 24 giugno e alla raccolta dell’iperico, detta appunto erba di San Giovanni o scacciadiavoli (Hypericum perforatum).
È il crepuscolo ed è ora di accendere le luci. Il telo si illumina di azzurro grazie a speciali lampade dette “Lampade di Wood o UV”: gli insetti ne sono attratti, inevitabilmente! Per recuperare queste lampade è dovuto intervenire il Presidente in persona! E con piacere perché i partecipanti e in particolare i bambini sono affascinati da questa fosforescenza.
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Lasciato che il telo illuminato dalle lampade svolga la sua funzione attrattiva ci dirigiamo nel cuore della Valle dalla Nava. Solo il tempo per fare pochi passi, tra una spiegazione e l’altra, ed ecco appare un cervo volante (Lucanus cervus): sorvola le nostre teste e si posa a terra, nell’erba soffice, vicino a noi per farsi osservare e fotografare. Siamo fortunati!! Anzi di più, meravigliati (qualcuno anche spaventato!!!), perché dopo il primo eccone subito un altro e un altro ancora; uno dietro l’altro sembrano uscire dal bosco e venire verso di noi come a dire “eccoci, sì ci siamo ancora e siamo qui nella Valle della Nava”. Il cervo volante è un coleottero inserito nell’Allegato II della Direttiva Habitat 1992 (CEE/92/43): specie la cui salvaguardia richiede la designazione di zone speciali di conservazione. La domanda è spontanea: ma la nostra Valle è una zona speciale di conservazione? Sì.
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Ormai è buio e ci portiamo in un grande prato aspettando impazienti la comparsa della protagonista
principale della serata: la lucciola (Luciola lusitanica, il cui maschio alto volteggia alla ricerca della femmina, che risponde al suo segnale luminoso con una luce fissa). Il caldo del mese di maggio potrebbe aver anticipato i tempi perciò siamo dubbiosi circa la loro presenza in questo periodo. Ma eccone una in lontananza aggirarsi tra i fili d’erba, un’altra si muove invece furtiva nel bosco; piano piano poi, si accendono piccole luci nel prato, vicine e lontane. Col retino ne catturiamo una per mostrarla da vicino ai bambini che ora sono davvero soddisfatti e felici. L’ora è tarda. Torniamo verso la cascina e il telo illuminato. Ecco il risultato: è pieno di insetti. Ne osserviamo uno in particolare che attira subito l’attenzione della nostra esperta Laura e dei bambini: è un coleottero cerambice dalle lunghe antenne. Poi osserviamo numerose falene di varie dimensioni e con livree molto variegate.
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Sono ormai le 23.00 ed è l’ora dei saluti. Ci raggiungono anche gli ospiti della cascina che ringraziamo per averci accolto e fornito lo spazio e le strutture che hanno permesso l’ottima riuscita di questa nostra particolare camminata.
Che dire in conclusione? È stata una serata perfetta: partecipanti soddisfatti, bambini estasiati, scienza e divertimento insieme (possibile?); anche le foto sono stupende!! D’altra parte è il 24 giugno e, come si dice, San Giuàn fa minga ingànn.
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Francesco Galbusera
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#Sabato e domenica venite insieme a noi sul Sentiero dei Quattro Parchi!
4 05 2011
Sabato 7 e domenica 8 maggio 2011, con partenza alle ore 9.30 dalla stazione ferroviaria di Arcore, prenderà il via la seconda escursione guidata lungo il Sentiero dei Quattro Parchi. Una quarantina di chilometri in due giorni solo per sentieri tra campi e boschi, godendo dei paesaggi della Brianza meno conosciuta. Un trekking ad impatto ZERO perchè si parte sempre da stazioni ferroviarie della linea Milano-Lecco e quindi chiediamo vivamente a tutti di lasciare a casa l’automobile!
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Nell’arco della prima giornata giungeremo fino a Ca’ Soldato, nel cuore del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, struttura che ci ospiterà per il pernottamento (necessari sacchi a pelo e materassini!). Chi vorrà rincasare per la notte proseguirà con una delle nostre guide fino alla stazione di Olgiate Molgora. Da lì sarà possibile riprendere il treno e fare ritorno (tragitto 15-20 minuti) ad Arcore nel tardo pomeriggio. Il giorno seguente il ritrovo per tutti è alle ore 9.30 (treno in partenza da Arcore alle ore 9.15) sempre presso la stazione di Olgiate Molgora. Da lì ripartiremo insieme (chi ha dormito a Ca’ Soldato e chi invece ha preferito rincasare per la notte e raggiungerci nuovamente il giorno successivo) alla volta del Monte di Brianza e del Monte Barro, in una panoramica passeggiata verso Lecco. L’arrivo è previsto per il tardo pomeriggio a Lecco, da dove sarà possibile riprendere il treno verso Olgiate o Arcore, a seconda delle esigenze.
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Quindi, ricapitolando, se quaranta chilometri in due giorni vi sembrano tanti o siete allergici al sacco a pelo, è possibile percorrere una sola delle due tappe o tutte e due pernottando a Cà soldato o rientrando a casa in serata, basta rispettare gli orari e luoghi di partenza sottoriportati:
Sabato 7 Maggio, 1° tappa, da Arcore ad Olgiate Molgora
Ritrovo ore 09.15 stazione FS di Arcore
Domenica 8 Maggio, 2° tappa da Olgiate Molgora a Lecco
Ritrovo ore 09.30 stazione FS di Olgiate Molgora
Rientro previsto in treno con partenza da Lecco intorno alle 17.00
Chiediamo di specificare nella e-mail di iscrizione (vallenava@gmail.com) la modalità prescelta e cioè:
A. Tutte e due le tappe con pernottamento a Cà Soldato
B. Solo la 1° tappa con partenza da Arcore e rientro in treno da Olgiate M.
C. Solo la 2° tappa con partenza da Olgiate M. e rientro in treno da Lecco
D. Tutte e due le tappe senza pernottamento a Cà soldato
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L’escursione in caso di maltempo verrà rimandata, eventuali informazioni dell’ultim’ora (variazioni di orario, annullamento escursione o comunicazione nuova data) verranno pubblicate sul sito www.sentiero4parchi.altervista.org
Per informazioni scriveteci o contattate Alfio allo 348-0679952 (ogni giorno dopo le 14).
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#25 aprile 2011 – Pasqua alla Nava
2 05 2011
Beh, a dire il vero oggi è il Lunedì dell’Angelo, ma la speranza, presente ogni volta che si va in Valle, è quella di avere qualche bella sorpresa!
Talvolta bastano piccole cose, un insetto, un fiore anche solo una bella immagine o l’impagabile sensazione di… star bene.
A dire il vero, c’è stata anche qualche sorpresa amara, mal digerita o ancora non ingoiata, come il taglio della quercia, le cui motivazioni sono ancora senza risposta e la cui “legalità” lascia dei dubbi. O la presenza, questa proprio mai accettata, dei finti-soldati o dei motocrossisti, ma queste sono situazioni risolvibili, forse, solo con la tutela giuridica della Nava.
Effettivamente, però, l’orientamento è quello di trattare del “bello”: specie a livello di immagini, riportare delle brutture, riesce difficile. Atteggiamento o predisposizione, derivanti probabilmente dalla passione fotonaturalistica che spinge a cercare la bella immagine, il bel particolare , la bella luce: insomma qualsiasi cosa purchè “bella” .
Altri, con impegno, usano le immagini come denuncia: a loro un personalissimo grazie, specie se il tutto viene portato avanti con spirito critico ma costruttivo.
Dopo questi “sproloqui”, è ora di tastare con mano, come questa mattina di primavera, la Nava abbia reagito alla pioggia della serata precedente.
Pioggia arrivata dopo settimane di clima quasi estivo.
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Quella foschia non è nebbia, ma il trasudamento di umidità del terreno, quasi che la scorza formatasi in giorni di calda brezza, abbia costretto l’acqua a tornarsene nell’atmosfera.
Questa situazione ha comunque smosso la microfauna, attirando di conseguenza l’attenzione degli uccelli, molti dei quali in piena attività riproduttiva: ecco dunque che accanto ai merli, alle capinere , agli scriccioli e ai fringuelli intenti a marcare col canto il proprio territorio, molti altri individui frugano il terreno o più spesso la vegetazione del sottobosco alla ricerca di insetti, ragni e bruchi, intorpiditi dall’umidità e dalla temperatura significativamente calata.
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In special modo alla Colombina, risulta difficile ignorare il viavai degli storni con l’imbeccata da portare sotto gli spioventi dei tetti o le evoluzioni dei balestrucci da e verso i nidi.
La Nava, comunque, non ha certo beneficiato, in questo tratto fino a Quattrovalli, dell’acqua caduta dal cielo e si presenta quasi del tutto asciutta.
Dove resta una pozza decente di acqua, si notano le tracce di molti visitatori, spinti sia dalla sete che dall’opportunità di catturare… gli assetati stessi.
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Tra le impronte di uccelli e piccoli roditori, ecco apparire quelle attribuibili alla volpe.
Presto il giorno si fa pieno, e l’umidità resta concentrata sulla vegetazione di taglia minore: forse anche per questo motivo la visione delle farfalle è veramente sporadica.
Le piante di alto fusto stanno entrando nel pieno vegetativo, come del resto quelle cespugliose quali l’onnipresenti fusaggine e nocciolo, di conseguenza il suolo si copre di essenze che sopportano una luminosità relativa, un esempio è la felce che ammanta tutto di verde…
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ma anche la meno conosciuta luzula, ora in fiore, riesce a creare delle distese apprezzabili, se non altro per quei minuscoli “fiocchetti”.
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Come accade ultimamente, il cielo i riempie di luce, oggi non limpida, ma si svuota di abitanti. Bisogna aspettare pazientemente il volo di una tortora, di un colombaccio o la traversata insicura di un merlo per annotare qualcosa. Fortunatamente il cuculo ci fa compagnia col suo canto monotono per tutta la lunghezza della Valle.
In fondo basta accontentarsi, quando poi anche il torcicollo lancia il suo richiamo, la mente corre… e sogna la bella immagine, quella che prima o poi si riuscirà a rubare.
Chi lo sa, se mai si avvererà questo desiderio, ma ora in Valle si sta bene, soprattutto con se stessi.
Già… in Valle… che sia questa la sorpresa?
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Sala Alfio
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