#Là dove cemento e asfalto disgregano natura e cultura

13 11 2007

 

Proponiamo la lettura di questa riflessione di Vittorio Emiliani apparsa su l’Unità il 29/11/2006.

 

Seguendo in tv la cronaca di una tappa del Giro d’Italia ripresa dall’elicottero mi sorpresi a osservare: «Ma guarda che paesaggio ordinato, ben tenuto, senza robaccia di mezzo. Non sembra nemmeno Italia». Difatti non la era: quel giorno il Giro era sconfinato in Austria. Provate a scendere in aereo su Venezia, vi colpirà come un pugno allo stomaco l’assenza di campagna fra Mestre, Treviso, Padova, con una commistione terribile fra quartieri e capannoni, villette e fabbriche. È quello che gli anglosassoni chiamano urban sprawl, il disordine urbano (aggiungo io da geografo: detta anche città diffusa), e di cui stanno discutendo

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