#Lettera aperta ai neo sindaci

17 05 2012


Nei giorni scorsi abbiamo inviato la seguente lettera aperta ai giornali locali per augurare buon lavoro ai sindaci neo eletti di LESMO e MISSAGLIA ricordando loro le nostre priorità e proposte in materia di tutela e valorizzazione ambientale che ci auguriamo trovino in loro attenti ascoltatori. Queste righe vogliono essere un primo ponte gettato, l’avvio di un rapporto aperto e collaborativo  tra le associazioni che operano sul territorio e le due nuove compagini che governeranno per i prossimi cinque anni i comuni a noi limitrofi.

Le ultime elezioni amministrative hanno dimostrato nuovamente, in linea con quanto avvenuto lo scorso anno con l’affermazione di forze politiche esterne ai due partiti maggioritari e con il voto referendario, un certo desiderio di rinnovamento. Dopo anni di governo segnato da una compagine politica si sono presentate in diversi casi situazioni di significativa discontinuità esito provocato in primis dal contesto politico ed economico nazionale e internazionale, ma riteniamo anche dall’operato di questi anni di amministrazione. Questo fenomeno di portata nazionale si è registrato in qualche caso anche in Brianza e così attorno alla realtà in cui operiamo: il casatese.
Ai confini del nostro comune, amministrazioni come quelle di Lesmo e Missaglia, dopo anni di governo di uguale segno, hanno incontrato il consenso degli elettori due liste nuove.
Cogliamo così, con la presente, l’occasione per augurare buon lavoro ai nuovi eletti e rilanciare chiedendo attenzione – a differenza che nel recente passato – verso le questioni che ci stanno a cuore e che sono legate sostanzialmente alla tutela e alla valorizzazione del territorio, quindi alla qualità del nostro vivere.
Non c’è bisogno di dilungarsi descrivendo i sintomi dell’aggressione che il nostro contesto ha subìto in questi anni da parte di un processo di urbanizzazione spinto e spesso disordinato. Anche nella nostra Brianza lecchese il consumo di suolo (in provincia di Lecco tremila metri quadri al giorno di suolo coperto da cemento secondo il dossier 2010 de Il Sole 24 Ore sul territorio italiano) ha trasformato il paesaggio compromettendo, se non in qualche caso cancellando, quei tratti di ruralità che da sempre connotano i nostri spazi distinguendoli da quelli della Brianza milanese.
Ai neo sindaci chiediamo quindi di programmare da subito interventi di riordino e contenimento urbanistico nel solco di un’idea di governo partecipato del territorio già tracciato dalla legge urbanistica regionale n°12.
Proprio in quest’ottica, la nostra associazione sta lavorando insieme con le Amministrazioni comunali che compongono il Parco dei Colli Briantei (Arcore, Camparada e Usmate-Velate) e l’Amministrazione di Casatenovo affinché il Parco dei Colli possa ampliare il suo territorio e rendersi più visibile e presente nella vita dei cittadini. Un parco locale di interesse sovracomunale (PLIS), un parco leggero, che non crea nuove sovrastrutture, ma viene gestito internamente alle amministrazioni che ne fanno parte. Si tratta soprattutto di far crescere un’idea dal basso, attraverso la collaborazione di Amministrazioni, Associazioni e Cittadinanza, e, cogliendo questa opportunità, lavorare alla valorizzazione del nostro territorio, che tanto ha ancora da offrire in termini paesistici e agro-naturalistici.
Siamo infatti convinti, e sempre di più, che la protezione del territorio si realizza quando il proprio contesto di vita viene conosciuto, apprezzato e conseguentemente valorizzato.
Se questo progetto potrà contare anche sulle Vostre attenzione e partecipazione crescerà più forte e diverrà opportunità unica per sviluppare una, mai così necessaria, politica territoriale condivisa a scala sovracomunale e laboratorio di progettualità nuove grazie soprattutto alla maggior facilità che lo “strumento parco” consente nel reperimento di fondi mediante bandi e concorsi di carattere regionale, nazionale o comunitario.
Ci auguriamo che ci sia presto occasione di incontrarci e di confrontarci proficuamente su questi temi, nel frattempo cogliamo occasione per augurarVi buon lavoro.


Gruppo Valle Nava
Casatenovo





#Naturalmente Brianza 2012!

5 04 2012

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Per tutto il mese di aprile ci trovate impegnati sui temi che piacciono a noi e che riteniamo un po’ utili per andare avanti. La casa che ci ospita è sempre quella di Villa Mariani, due giovedì sera, un venerdì e una domenica. Si parla di quello che possiamo fare noi e possiamo chiedere di fare ai nostri più vicini referenti istituzionali affinché si possa fare un passo avanti verso un modello sociale ed economico che tenga in conto anche degli importanti equilibri che ancora ci legano alla Natura.

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#Programma escursioni nel Parco di Montevecchia e Valle del Curone

5 01 2012

Sul sito delle Guardie ecologiche volontarie del Parco sono state pubblicate tutte le date delle uscite 2012. Date un’occhiata!





#Il massacro

6 11 2011

 

Decenni di incuria e assalto selvaggio al territorio. Ancora in atto, oggi. Ieri Genova, dieci giorni fa la Lunigiana, lo scorso anno il Veneto e Sestri, prima ancora il Biellese e il Verbano, il Basso Piemonte con Alessandria, la Val Masino, la Valsassina, indietro fino alla Valtellina. Ormai così si impara la geografia italiana: con le tragedie e i morti. Da Nord a Sud, passando per Cavalese o la Val di Sangro. Un massacro, sia per i morti che per il territorio. Escludendo quelle storiche, il Vajont, Firenze e il Polesine, appunto tanto eccezionali da essere considerate storiche, che comunque davano il chiaro segnale dell’insofferenza del territorio ad una “gestione forzata”, per usare un eufemismo. Segnali ignorati… come si può ben vedere. Cassandre inascoltate chi, fuori dal gregge, osteggiava l’abbandono e la cementificazione ad oltranza. Tacciati di appartenere al “partito del NO”, se non crocifissi come avversatori del progresso e del benessere nazionale, gruppi o singoli che chiedevano la tutela del territorio. Non si tratta di uno sfogo sull’onda emotiva, tanto meno della costatazione di una rivincita: sarebbe stato meglio essere smentiti dai fatti, che verificare la realtà delle proprie posizioni, certificata quotidianamente dai lutti. Ma non si venga a dire che non si può fare nulla, vuol dire essere complici dei devastatori legalizzati, di chi approfitta di leggi assenti o, peggio, di leggi ad hoc. E degli “amministratori” che a tutti i livelli, per incompetenza, ma anche per interesse e connivenza promulgano e creano regolamenti che se ne infischiano bellamente del suolo e dell’ambiente Italia. Salvo poi esprimere la costernazione, di circostanza, e la solidarietà agli “sfortunati” colpiti dagli eventi “naturali”. Già perchè vivere con la normale sicurezza, non è un diritto: in Italia è una questione di fortuna o sfortuna.

Ultimamente, qualche timido segnale di presa di coscienza, in qualche Amministratore (la maiuscola per il coraggio) lo si è visto nel redigere i PGT, meno aggressivi riguardo al poco che resta. Subito c’è chi si è scagliato contro, in nome di livelli occupazionali (tutti da verificare) da incrementare. Qualche imbecille, definizione sacrosanta, ha scritto addirittura che “…non è giusto che fino a ieri si sia potuto beneficiare della cementificazione selvaggia (proprio così!!), chi solo oggi ne avrebbe la possibilità è discriminato”. Altri, più numerosi e manovrabili, attaccano i Parchi e gli Enti atti alla Protezione Naturale, denigrati come carrozzoni mangiasoldi (quanti decenni ci vorranno prima che i finanziamenti per queste Istituzioni possano raggiungere globalmente i 300 milioni di euro già spesi per il ponte sullo Stretto, bocciato dall’Europa e dallo stesso Parlamento?), adducendo spesso futili motivi o eccessiva burocrazia. Ormai, vera tragedia nelle tragedie, ci si sta abituando alla frequenza di questi accadimenti e alle immagini che passano attraverso i media: si contribuisce volentieri alle raccolte fondi, ora poi basta un sms o una telefonata per risollevare la coscienza, quasi una passata di spugna. Ma poi in silenzio si prega… che non accada a noi. Dai, noi siamo in Brianza! Sì certo, abbiamo messo cemento e asfalto in abbondanza, ma da noi la terra è “buona” e soprattutto ha reso e rende ancora.
“13 AGOSTO 2010: tre ore d’acqua mettono in ginocchio la Brianza e il Lecchese, il Lambro esonda…”, fortunatamente molto, ma molto meno dei fiumi liguri, piemontesi o veneti… ma se fosse stato solo un avvertimento, magari l’ultimo?
Perchè questo intervento sul sito del Gruppo Valle Nava? Semplice: la stesura del PGT di Casatenovo, come per altri Comuni della zona, sta entrando nel vivo. Si vorrebbero scelte che, alla luce dei fatti, non si possono più neppure definire “coraggiose”, ma assai più realisticamente “DOVEROSE”.

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Saluti.
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Sala Alfio





#Pioggia… – sopralluogo del 5 giugno 2011

9 06 2011


Alla fine la pioggia è arrivata: chiamala oggi, chiamala ieri ….. ci si ritrova sotto al lungo telo impermeabile che copre tutto dal capo ai piedi, compreso lo zaino con l’attrezzatura fotografica e il taccuino per gli appunti.
Alla Colombina, nel frattempo, il mais cresce e ormai nasconde la geometria delle righe alternate di piante e terreno. L’idea è quella di caratterizzare, salvo l’eventuale presenza di spunti particolarmente pressanti, l’apertura delle uscite col ciclo del mais, data anche l’ubicazione del campo in questione, giusto all’inizio del consueto percorso. 

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Qui alla Colombina, partono anche le prime osservazioni sull’attività degli uccelli, data la presenza di diverse specie che nidificano sui manufatti umani: storni, balestrucci, passeri e una coppia di codirossi. Inoltre la presenza di orti con alberi da frutta, richiama altri uccelli quali merli, fringuelli, verdoni e cincie. Sui pini dei giardini nidificano pure i colombacci e le tortore dal collare. Anche il cardellino e il verzellino marcano la loro presenza.
Tornando alla pioggia, caduta ad intervalli temporaleschi anche in modo consistente, ha avuto il merito di riportare il verde quale colore “esplosivo”. Sì, non si è più circondati da quella tonalità moscia, stanca che disperatamente combatteva col sole, quasi fossimo ad agosto. Con queste considerazioni, si sopporta il fastidio delle gocce d’acqua che insidiano tutto, i preziosi circuiti elettronici della fotocamera come l’inchiostro degli appunti sul quadernetto.
Ma il problema maggiore, visto lo scopo finale di queste uscite, è l’interferenza del rumore della pioggia, col tentativo di rilevare i canti e i richiami di tutte le specie di uccelli presenti. Comunque anche in queste situazioni si può verificare il diverso comportamento delle varie specie nei confronti delle intemperie, oggi soprattutto di una pioggia piuttosto fitta, ma senza fenomeni temporaleschi. Ecco allora i merli che noncuranti, anzi quasi in atteggiamento di sfida, cantano a squarciagola in cima ai rami più esposti. Anche il pettirosso, però sempre invisibile nel folto del sottobosco, alza i decibel quasi a voler superare il ticchettio delle gocce. Al contrario le capinere e l’usignolo, sembrano cantare solo per dovere di presenza, in modo discontinuo e senza la forza delle uscite precedenti, caratterizzate dal sole. Cinciallegre, fringuelli e scriccioli non mostrano comportamenti difformi rispetto alle altre situazioni metereologiche. Ovviamente, quasi del tutto assenti i pigolii dei piccoli che hanno appena abbandonato i nidi e che probabilmente, consci della propria vulnerabilità, se ne stanno zitti e al riparo: un piumaggio bagnato, incompleto e per giunta con l’handicap di volatori inesperti, potrebbe risultare letale.
Non è solo il comportamento degli uccelli che suscita la curiosità dell’osservatore: si resta quasi stupiti nel vedere che le farfalle, tutte quelle che si incontrano, volano tranquillamente sotto la pioggia. Certo, ora è una pioggerella fine, ma questo loro sfidarla rappresenta un qualcosa di inaspettato.
O forse si tratta solo dell’innato senso, presente negli animali, di prevedere le variazioni del tempo: infatti la pioggia cessa quasi di colpo e il sole fa la sua comparsa (che nel prosieguo della giornata risulterà effimera).
Ora tutto è grondante dell’acqua caduta e non assorbita, come i fusti piegati della spiraea japonica che costeggiano il sentiero che riporta alla Colombina. Appena se ne urta uno, ed evitarli è impossibile, la doccia che ne deriva giustifica il telo impermeabile mai tolto, nonostante l’improvviso caldo.

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Un ultimo pensiero è per l’inserimento di un tratto della Valle della Nava nel Cammino di S.Agostino , grazie all’interessamento degli Amici di Sentieri e Cascine con Renato Ornaghi, esperto in materia e recente ospite di Naturalmente Brianza. Il tutto è stato sancito con l’apposizione dei cartelli indicatori sui pali di quelli già posizionati, sempre da Sentieri e Cascine, nell’ambito dell’opera segnaletica dei percorsi del casatese.

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Un altro tassello che arricchisce la Valle della Nava e indica per questo ambiente un futuro di tutela e corretta fruizione. Almeno così spera la gran parte di coloro che la frequentano.

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Sala Alfio








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