Le nostre ragioni

Senza facili allarmismi, rilevando solo i dati di fatto, la Brianza in questi anni sembra essere interessata da un cospicuo incremento delle superfici urbane. Un accresciuto numero di persone che non solo significa maggiori pressioni rispetto alle risorse di un territorio (riserve idriche, consumo di suolo, ec) ma comporta impatti negativi per gli equilibri dell’ambiente in generale (l’inquinamento luminoso, sonoro, chimico, ec). Il modello urbanizzativo consolidatosi in questi anni è quello della “città diffusa”, che si sviluppa apparentemente senza alcun criterio urbanistico: supermercati, aree industriali, agricole e residenza, si intervallano senza una apparente zonizzazione tra usi del suolo diversi. Il paesaggio diventa sempre più edificato, con edificazioni che rispettano sempre meno i canoni minimi di accettabilità estetica ed ecologica e, le singole unità amministrative riescono a fare ben poco per arginare il dilagante disordine urbanistico. Una delle soluzioni per assicurare in futuro una certa qualità del territorio - e, quindi, della vita - sembra l’istituzione di aree volontariamente salvaguardate da destinazioni d’uso improprie. Proteggere e valorizzare un’area verde risulta perciò un atto doveroso soprattutto nei confronti delle generazioni che verranno e pare l’unica via per difendere le peculiarità locali del nostro territorio densamente abitato, ma ancora integro e caratterrizzato da qualità paesaggistiche e naturalistiche indiscutibili. Evitare che la periferia metropolitana cancelli i segni di un passato e di una cultura contadina che, fino a pochi anni fa, caratterizzava la Brianza lecchese è per noi, come abitanti, di grande importanza.

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Perché proteggere un’area naturale?

Per la qualità della vita, che passa in primo luogo dalla qualità delle condizioni abitative di un determinato territorio. Meno densità abitative significano anche meno smog, meno case, minor pressione delle attività dell’uomo sull’ambiente. Un’area naturale con i suoi boschi e campi fornisce l’occasione per piacevoli passeggiate all’aria aperta, a piedi o in bicicletta. Nelle nostre zone congestionate dal traffico, dall’industrializzazione e dall’espansione delle aree edificate sembra quasi un miracolo disporre di boschi a cinque minuti da casa, luoghi dove ritrovare un po’ di armonia con la natura e pace per se stessi e per le proprie orecchie.

I vincoli devono essere visti non come una costrizione ma come un’opportunità, grazie ad essi questi territori saranno mantenuti nel tempo come aree naturali e agricole, esattamente come noi li vediamo oggi. Vincolare non significa impedire l’agricoltore di oggi, ma preservare la sua opera di domani, sottrarre le sue terre al cemento che, di questo passo, frammenterà ogni singola area verde dei nostri comuni.

Preservare un’area naturale significa salvaguardare la vita e la presenza di numerose specie animali e vegetali che, altrimenti, non troverebbero più habitat nelle nostre terre. Un’area verde equivale ad una importante zona di rifugio per moltissime specie animali e vegetali. Per saperne di più vi invitiamo a consultare la sezione Fauna e Flora di questo blog.

La funzione di un’area naturale integra è anche didattica, va vista come un’importante risorsa per avvicinare i bambini all’ambiente.

Infine la lotta all’inquinamento atmosferico passa per una corretta gestione del patrimonio vegetale, la valle della Nava con i suoi boschi costituisce un vero e proprio polmone verde, in grado di attenuare gli effetti dello smog.

Per tutti questi motivi ci sembra utile, se non doveroso, salvaguardare quest’area strategica del nostro territorio.