Gruppo Valle Nava

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Coleotteri

Cervo volante (Lucanus cervus)

Il ben noto Cervo volante, il maggiore tra i coleotteri europei, è molto caratteristico per lo sviluppo assunto, nei maschi, dal capo e, soprattutto, dalle mandibole, che ricordano le corna dei cervi.
Le dimensioni nel maschio, di regola comprese tra 35 a 80 mm, ne fanno il più grande coleottero europeo; le femmine, che possiedono mandibole forti ma dall’aspetto normale, sono comprese tra 30-40mm.
È una specie forestale.
La larva è xilofaga e si sviluppa negli alberi vetusti, soprattutto querce ma anche in altre latifoglie, quali faggi, salici, pioppi, tigli, carpini, olivo; ci sono segnalazioni anche riguardanti pini ed abeti. Gli adulti si nutrono della linfa che cola dalle ferite degli alberi ed utilizzano a tale scopo una sorta di “lingua” formata da pezzi boccali specializzati; i maschi si osservano in giugno-luglio, mentre le femmine talora proseguono l’attività fino alla metà di agosto.
I diversi autori non concordano sulla reale funzione delle mandibole del maschio: secondo alcuni sarebbero del tutto inutili e anzi difficili da muovere, per l’insufficiente sviluppo dei muscoli relativi; secondo altri sarebbero utilizzate nel corso di vere lotte combattute per la conquista delle femmine. La femmina usa invece le corte mandibole per scavare nel suolo fino a raggiungere l’apparato radicale dell’albero prescelto, ove, ad una profondità che può giungere a 75cm, depone le uova.
Le larve vivono sviluppandosi nelle radici e nel legno marcio per una durata di 3‑5 anni. Successivamente, si impupano nel terreno, in una grande celletta delle dimensioni di un pugno. L’adulto è già formato in autunno, ma trascorre l’inverno nel proprio ricovero uscendo alla luce  del giorno solo nel giugno dell’anno seguente.
Il Cervo volante era ben noto anche nell’antichità: ad esempio Plinio riporta notizie circa l’uso di appendere le grandi ed imputrescibili mandibole dei maschi al collo dei bambini, a guisa di amuleto contro alcune malattie infantili. Nel Medioevo i Germanici credevano che questa specie fosse capace di trasportare carboni ardenti per incendiare le capanne. Ancora oggi esistono nomi locali che attestano come la specie sia ampiamente conosciuta dalla tradizione popolare (ad esempio i termini lombardi “cornabù”, “cornu bubò”).
Oggi è minacciato di estinzione, per la riduzione delle foreste e perché i vecchi alberi in cui vive e si sviluppa vengono di regola eliminati nella pratica della selvicoltura.
Figura nell’Allegato II della direttiva 92/43/CEE (direttiva “habitat”), ossia trattasi di specie di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione.

 

Dorcus parallelepipedus

Il Dorcus parallelepipidus è simile al Cervo volante per le mandibole del maschio, ben sviluppate, a forma di pinza. La larva vive di preferenza nel legno tarlato di salice e pioppo. Gli adulti attivi in primavera ed estate, hanno costumi crepuscolari e notturni, e sono spesso attratti dalle luci. Il maschio si distingue dalla femmina per il maggiore sviluppo di capo e mandibole.

 

 

Moscardina (Aromia moschata)

L’Aromia moschata (nota come moscardina), è di un bel verde brillante, Le larve di Aromia moschata si sviluppano a spese principalmente di salici, su cui si trattengono anche gli adulti, attivi a fine primavera. Questa specie è nota comunemente col nome di moscardina per il gradevole odore di muschio emanato da un secreto delle sue ghiandole toraciche. Il maschio ha le antenne più lunghe del corpo.

 

Prionus coririus

Prionus coriarius è invece una specie di grandi dimensioni: può raggiungere una lunghezza di 45 mm. Le sue larve scavano gallerie nel legno fradicio, ed al termine del loro sviluppo si trasferiscono generalmente nel terreno. Gli adulti compaiono d’estate ed hanno abitudini crepuscolari; si rinvengono vaganti sul terreno od alla base delle piante ospiti. Il maschio si distingue dalla femmina per le dimensioni mediamente maggiori, per le antenne più robuste e vistosamente dentate.

 

 

Agapanthea sp.

Agapanthea è un’altra bella specie di Coleottero Cerambicide, dalle dimensioni decisamente più piccole, ma dalla livrea grigia particolarmente elegante. La si rinviene in primavera e inizio estate su diverse piante erbacee; lo sviluppo larvale avviene a spese di Composite e Ombrellifere.

 

Pentodon bidens punctatus

E’ facile rinvenire sui sentieri, poiché si sposta più facilmente sul terreno, il Dinastino Pentodon bidens sottospecie punctatus.
Questa specie, i cui “parenti” tropicali sono piuttosto famosi (Dinastes hercules del Brasile è tra i Coleotteri più grandi del mondo) è di dimensioni ragguardevoli: può raggiungere una lunghezza di 46 mm. La larva si sviluppa a spese delle radici di piante, soprattutto di graminacee. L’adulto è attivo a fine primavera e durante l’estate, mentre durante gli altri mesi dell’anno rimane interrato, e solo occasionalmente può essere osservato in superficie, soprattutto dopo le piogge.

 

Curculio nucum

Ai margini del bosco o all’interno di esso, sul nocciolo, stazionano simpatici coleotteri come i Curculionidi tra i quali il Balanino delle nocciole (Curculio nucum), le cui larve e il cui adulto si nutrono di foglie e di frutti di questa pianta. L’adulto in particolare è dotato di un lungo capo prolungato in avanti a forma di becco, chiamato rostro, adatto a raggiungere le parti interne delle piante, più ricche di nutrimento.

 

Apoderus coryli

Sul nocciolo sono presenti altre specie tra cui Apoderus coryli, di un bell’arancione brillante, le cui femmine arrotolano in modo sapiente e complicato le foglie per creare un “nido” dove deporre le uova. Per questo singolare comportamento questi Insetti sono noti anche come “sigarai”.

 

Oedemera nobilis

Tra l’erba, e in particolare sui fiori del cui nettare si nutre, si rinviene spesso Oedemera nobilis, un bel coleottero verde, il cui maschio ha le zampe posteriori piuttosto ingrossate, adatte al salto. Tra l’erba, e in particolare sui fiori del cui nettare si nutre, si rinviene spesso Oedemera nobilis, un bel coleottero verde, il cui maschio ha le zampe posteriori piuttosto ingrossate, adatte al salto.

 

Tropinota hirta

Sui fiori è facile trovare inoltre un coleottero un po’ peloso, Tropinota hirta, di colore nero punteggiato di bianco, che sembra intento a nutrirsi, ma basta un piccolo movimento per farlo fuggire volando.

 

Chrysolina fastuosa

Il coleottero si chiama Chrysolina fastuosa ed ha una livrea metallica sorprendente: il verde è il colore di fondo, ma i riflessi blu e rossi brillano sulle ali di diversi individui. Sia le larve che gli adulti di questo bel coleottero si nutrono di foglie di una specie di Labiata: Galeopsis speciosus.

 

 

Chrysolina americana e Chrysolina grossa

Nelle vicinanze ci sono parecchi orti che attirano coleotteri non meno particolari, in quanto a colori. Sul rosmarino staziona la Chrysolina americana, che, a dispetto del suo nome è decisamente una specie di casa nostra. Le sue ali sono di un bel verde scuro metallico con strisce rosse. Sulle foglie di menta invece ama nutrirsi la Chrysolina grossa, dai stupendi colori blu del capo e rosso fuoco delle ali.

 

Notiophilus palustris

Una menzione a parte merita il coleottero Notiophilus palustris, rinvenuto sul terreno nel sottobosco. Questa specie è particolarmente rara, riconosciuta come tale da esperti entomologi del Museo di Storia Naturale di Milano e tuttora presente nel territorio della Valle della Nava. Questo Coleottero non ha particolari attrattive, è di piccole dimensioni, ma il suo corpo è di un bel colore bronzo metallico. Questo piccolo Insetto, ha bisogno per il suo sviluppo di particolari condizioni di temperatura e umidità. Quindi non è facile che trovi le condizioni adatte, ma forse ha scelto la Valle della Nava come suo luogo privilegiato, in particolare il sottobosco umido, dove si sposta sul terreno oppure sosta e si nutre all’interno delle cavità dei rami fradici e marcescenti.

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il novembre 1, 2007 da in Fauna con tag , , .

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