Gruppo Valle Nava

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Farfalle

Vanessa atalanta

Questa farfalla dalla livrea sgargiante e inconfondibile fa la sua comparsa in maggio. Le ali anteriori sono marrone scuro vellutato, con fasce rosse e macchie bianche. Le pagine inferiori delle ali sono poco appariscenti e molto mimetiche. Questo consente alla farfalla di mimetizzarsi quando se ne sta posata con le ali chiuse.
Le uova vengono deposte sulle piante di ortica, di cui si nutre il bruco.
Gli ambienti frequentati da questa farfalla sono i più svariati: campi, prati, strade di campagna, zone incolte e giardini delle abitazioni. Al termine dell’estate gli adulti appena sfarfallati si radunano in gran numero nei frutteti, dove succhiano frutti marcescenti, in particolare pere e prugne.

 

Fegea

Il suo volo è molto lento e barcollante, più spesso è posata sulle foglie degli arbusti. Tuttavia la sua livrea è molto particolare: le sottili ali blu presentano numerose macchie brillanti bianche e il suo corpo alcune bande gialle su fondo nero. Questi colori avvertono il predatore della sua non commestibilità. Infatti la livrea è un classico tipo di colorazione di avvertimento, con cui le farfalle mettono in guardia i possibili predatori: protette da sostanze tossiche, esse risultano inappetibili e difficilmente un uccello, dopo averne provato il sapore disgustoso, tornerà a beccarle una seconda volta.

 

Egeria (Parargae egeria)

Nel bosco s’incontra una farfalla di color marrone con macchie gialle e bianche, l’Egeria. Questa farfallina ama gli ambienti riparati e ombreggiati. Le sue ali presentano un margine ondulato, che le fanno assomigliare ad un delicato pizzo. Nelle parti superiori il colore di fondo è giallo-arancio, con disegni bruno-scuri a scacchiera.
Non è una farfalla molto attiva: trascorre infatti posata sulle foglie del sottobosco gran parte del suo tempo.
Le piante predilette dalle larve sono varie Graminacee.
Il periodo di comparsa degli adulti è particolarmente lungo e va da marzo a ottobre.

Pamfila

Questa è una farfallina di modeste dimensioni, dalla livrea assai poco appariscente. Il colore di fondo delle parti superiori è giallo-ocra, con sottili bordi grigi lungo il margine esterno delle ali; vicino all’apice delle ali anteriori si scorge un piccolo punto nero, a cui corrisponde, sul rovescio, una macchia, che ricorda un occhio, nera cerchiata di giallo e con una piccolissima pupilla bianca. I bruchi si nutrono di svariate Graminacee.

 

Pafia (Arginnys paphia)

La Pafia, un tempo considerata tra i Ninfalidi europei più comuni, negli ultimi anni si è molto rarefatta ed è presente ancora in gran numero solo negli ambienti non troppo toccati dagli influssi dell’uomo. Le femmine possono presentare le ali anziché brune, di colore verdognolo. Le femmine sono più scure e più grosse dei maschi.
Il bruco di norma si ciba di Violacee.
L’adulto vive in zone disboscate, in praterie umide e in campi fioriti dove crescono i cardi, sui quali sta posato volentieri.

 

Vanessa del cardo (Vanessa cardui)

La Vanessa del cardo presenta le ali superiori di colore giallo-rossiccio, con numerose macchiette bianche; le posteriori portano tre serie di macchie brune lungo il margine esterno. La pagina inferiore delle ali non è mimetica, ma presenta un disegno che ricorda in toni più sbiaditi quello delle parti superiori.
E’ una delle più note migratrici, che grazie alla potenza del suo volo, può compiere spostamenti enormi.
L’adulto frequenta i prati fioriti in località calde e assolate, le siepi lungo i sentieri e anche all’ interno dei centri abitati. Si posa a volte anche a terra indugiando con le ali aperte al sole.
Gli adulti si incontrano da aprile ad agosto-settembre.

 

Vanessa dell’ortica (Aglais urticae)

Questa farfalla ha un bel colore arancio di fondo, mentre il margine esterno è decorato da macchie blu contornate di nero. L’adulto è in volo già dall’inizio della primavera. I suoi bruchi si cibano preferibilmente di foglie di ortica.

 

 

Vanessa c-bianco (Polygonium c-album)

Questa farfalla sembra prediligere luoghi ombrosi e riparati, quali le zone boscate con radura, le siepi lungo i sentieri, gli incolti. Questa piccola e strana Vanessa ha un aspetto che si discosta parecchio da quello solito: il bordo delle ali è irregolarmente frastagliato e dentellato, tanto da sembrare che queste siano strappate e consumate. In questo modo risultano estremamente mimetiche, e quando la farfalla sta posta ad ali chiuse sembra proprio una foglia secca. Un’altra caratteristica singolare (da cui è derivato il nome) è la presenza di una piccola macchia biancastra, a forma di C, posta nella pagina inferiore delle ali posteriori. Il colore delle parti superiori è rosso-fulvo o marrone-rossiccio, con macchie nere e margini bruno-scuro.
Il bruco vive a spese di molte essenze, tra cui l’olmo, il nocciolo, il luppolo, l’ortica, il ribes, l’uva spina e altre. Gli adulti compaiono in giugno e luglio.

 

 

Macaone (Papilio machaon)

Nei prati ama approvvigionarsi la farfalla diurna più grande delle nostre zone, il Macaone. In quanto a bellezza potrebbe tranquillamente gareggiare con i suoi parenti esotici: il colore di fondo è giallo zolfo più o meno intenso, con numerose macchie e venature nere; le ali posteriori hanno una larga fascia marginale blu orlata di nero, una macchia rossa in fondo al margine interno e terminano con un tipico prolungamento a “coda di rondine” lungo circa un centimetro. Queste farfalle si avvicinano spesso ai centri abitati e penetrano nei giardini e negli orti, dove le femmine vanno a deporre le uova. Le piante preferite dal bruco sono le ombrellifere, sia selvatiche, sia coltivate (carota, prezzemolo, finocchio, anice, ecc.).
Se i bruchi vengono disturbati spingono fuori dal torace un’appendice bifida di colore rosso-arancio (due piccole corna rosse) a scopo intimidatorio (chiamata osmeterium), dalla quale esce una sostanza difensiva di odore molto acuto.
L’adulto vive dovunque ci siano fiori in quantità.

 

 

Cedronella

Il maschio della Cedronella è facilmente riconoscibile per le ali di un bel giallo brillante. Una delle piante di cui si nutre preferibilmente il bruco è il ramno.

 

 

Aurora

L’Aurora è una tra le prime farfalle a comparire agli inizi della primavera. La prima è di dimensioni piuttosto piccole, il maschio è riconoscibile per le punte delle ali anteriori di colore arancio, mentre il resto delle ali presenta uno sfondo biancastro.
Il bruco si ciba di varie crucifere quali senape, crescione, cardamine, ecc.

 

 

Vanessa io (Inachis io)

Gli antichi autori hanno preso a piene mani dalla mitologia classica i nomi da attribuire alle farfalle: in questo caso si tratta di Io, sacerdotessa di Giunone, che per la sua eccezionale bellezza attirò gli sguardi di Giove che se ne innamorò. Ma l’ira di Giunone non tardò a giungere, e la povera Io fu tramutata in vacca. Il nome è indovinato, perché effettivamente è una delle più belle farfalle nostrane. Il suo aspetto non è confondibile con quello di altre specie: il colore di fondo è un vivace rosso mattone vellutato, con gli angoli anteriori delle ali ornati da magnifici ocelli con riflessi dorati, azzurri e bruno-neri simili a “occhi di pavone”. Le larve vivono di preferenza a spese dell’ortica. Vivono in comunità fino all’ultima muta, poi iniziano a disperdersi e trascorrono solitarie l’ultimo periodo di accrescimento prima di incrisalidarsi.

 

 

Latonia

La Latonia è una piccola farfalla, con la pagina superiore delle ali che ricorda molto per il colore arancio e per le macchie nere quella della Pafia. La pagina inferiore delle ali invece la rende inconfondibile: è caratterizzata infatti da grosse macchie argentate simili a specchi che riflettono la luce del sole ad ogni movimento. La si può osservare qui nella valle del Pegorino, a partire dal mese di aprile fin quasi ad ottobre. I bruchi vivono su diverse specie di Viola.

 

 

Cavolaia (Pieris brassicae)

La Cavolaia è un farfalla diffusa un po’ ovunque anche se oggi è molto meno comune di un tempo. Ha il corpo nero con le ali bianche, le anteriori con l’apice nero fino alla metà circa del margine esterno e quelle posteriori con una macchia nera sul margine anteriore. I danni arrecati da questa specie alle colture possono essere ingenti in caso di infestazioni massicce, in quanto il bruco divora completamente la foglia lasciando solo le nervature. Per fortuna spesso ci sono specie parassite, come alcune vespe, che tengono sotto controllo il numero dei bruchi, impedendo loro di distruggere intere coltivazioni. Le uova gialle vengono deposte in gruppi sulla pagina inferiore delle foglie e anche i bruchi vivono a lungo tutti insieme.
Le piante più appetite dai bruchi sono i cavoli, ma anche ravizzone, rapa, ravanello, colza, ecc.

 

 

Podalirio (Iphyclides podalirius)

Il Podalirio è una delle più note e vistose specie presenti nelle nostre zone, è abbastanza comune e si rinviene con facilità. Può raggiungere dimensioni notevoli, anche 60-80 mm di apertura alare Questa farfalla presenta una colorazione caratteristica bianco-giallastra con zebrature verticali nere. Sulle ali posteriori sono presenti sottili code che la rendono inconfondibile.
Il bruco vive a spese di numerose piante coltivate, in particolare Rosacee come il ciliegio, il mandorlo, il pesco, il susino, il melo, il pero, il biancospino.
Gli adulti frequentano diversi ambienti (in particolare caldi e soleggiati), come prati fioriti, campi, frutteti, luoghi soleggiati. e sfarfallano da aprile a giugno e successivamente da agosto a settembre.
In alcune nazioni tanto il podalirio quanto il macaone rientrano tra le specie protette. Ambedue le specie infatti non sanno reagire ai continui assalti perpetrati dall’uomo a danno della natura.

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il novembre 1, 2007 da in Fauna con tag , .

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