Gruppo Valle Nava

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Uccelli

Allocco

Nome scientifico: Strix aluco

Rapace diurno della famiglia degli Strigidi, raggiunge una lunghezza di circa 37-39 cm e apertura alare di 94-104 cm. I sessi sono simili, ma la femmina è leggermente più grande del maschio. Il colore di fondo del piumaggio dell’Allocco è notevolmente variabile con una forme più comune grigia. Il corpo è segnato da macchiettature e striature bruno-nerastre.
Gli adulti sono sedentari e rimangono nel proprio territorio tutto l’anno. I giovani, in cerca del proprio territorio, tendono invece a spostarsi con movimenti dispersivi che raggiungono in genere alcune decine di chilometri.
In Lombardia l’Allocco è presente in buona parte del territorio regionale, evitando esclusivamente le aree rurali ad agricoltura intensiva, prive di alberature e di piccoli nuclei boschivi.

 

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L’Allocco può cacciare in volo oppure tendendo agguati da un posatoio. Si alimenta di un’ampia varietà di prede, che vanno dalle dimensioni di un coleottero a quelle di un giovane coniglio. Tra le sue prede vi sono anche molte specie di uccelli di piccola e media taglia, anfibi, rettili, pesci e invertebrati. A volte inoltre si può cibare di animali morti. Le borre dell’Allocco sono formate da peli e ossa.
I canti territoriali della specie iniziano già in autunno (ottobre-novembre) e la deposizione delle uova (2-4) avviene tra febbraio e aprile. Il nido è posto in cavità, anfratti naturali o di edifici, oppure in buchi del terreno tra le radici; altre volte ancora vengono riutilizzati vecchi nidi di Corvidi oppure cassette-nido. L’Allocco non apporta alcun materiale al nido ma la femmina si limita a scavare una semplice cunetta e a eliminare il materiale che può arrecare disturbo. L’incubazione è svolta dalla sola femmina e la schiusa si ha dopo circa 28-30 giorni. I pulli vengono coperti continuamente dalla madre per i primi 15 giorni, mentre il maschio caccia per tutto il nucleo famigliare. Intorno alle 5 settimane sono in grado di volare, ma vengono nutriti ancora dai genitori per ulteriori 75-90 giorni.
L’Allocco, come tutti i rapaci notturni, è una specie particolarmente protetta dalla legislazione italiana (L.157/92).
La specie trarrebbe vantaggio da interventi finalizzati alla rinnovazione spontanea delle specie forestali autoctone, da quelli volti al ripristino e al mantenimento di boschi autoctoni e alla conversione dei boschi cedui in alto fusto, dal mantenimento di alberi vetusti, con cavità, nonché dalla creazione e dal mantenimento di zone aperte all’interno dei boschi. L’Allocco sarebbe inoltre favorito dall’utilizzo controllato di erbicidi e pesticidi e dall’incremento dell’agricoltura biologica. Il problema della scarsità dei siti di nidificazione potrebbe essere ovviato, oltre che con il mantenimento di cavità naturali ed artificiali potenzialmente utili alla specie (compresi edifici), dal collocamento di apposite cassette-nido. Per questa specie, come per gli altri rapaci notturni, sarebbe inoltre auspicabile un apposito programma di monitoraggio dello status delle popolazioni, per verificare la consistenza delle popolazioni svernanti e/o nidificanti. Tutto ciò andrebbe affiancato da iniziative di educazione ambientale e divulgazione tramite programmi informativi circa la necessità di tutela di specie potenzialmente vulnerabili.

 

 

Poiana

Nome scientifico: Buteo buteo

Rapace diurno della famiglia degli Accipitridi, raggiunge una lunghezza di 51-57 cm e un’apertura alare di 113-128 cm. Ha piumaggio molto variabile; le parti superiori sono in genere uniformemente bruno scure, mentre le parti inferiori tendono viceversa al bianco, con striature e macchie variabili. Nel profilo in volo il capo è relativamente grande e poco sporgente.
La Poiana frequenta svariate tipologie boschive.
L’alimentazione, molto eterogenea e variabile in funzione delle disponibilità, è prevalentemente costituita da Mammiferi, a cui si aggiungono Uccelli, Anfibi, Rettili e invertebrati.
Il nido, di aspetto robusto, viene generalmente costruito su alberi ad alto fusto, anche se talvolta può essere collocato su anfratti rocciosi (in particolare sulle isole).
Effettua una sola covata, con deposizione tra fine marzo e inizio maggio, schiusa delle uova (2-4) dopo 33-35 giorni di incubazione e involo dei piccoli dopo altri 50-55 giorni.

 

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Tra i rapaci diurni forestali è indubbiamente il più numeroso e meglio distribuito all’interno del territorio nazionale. La Poiana, come tutti i rapaci, è una specie particolarmente protetta dalla legislazione italiana (L.157/92).
Il territorio regionale, nel contesto della situazione nazionale, risulta decisamente importante per la specie. In Italia infatti la Poiana nidifica in tutte le regioni boscate mentre è assente nelle zone ad agricoltura intensiva.
La specie può risentire in maniera positiva di interventi di rimboschimento in cui venga ricostruita la tipologia del bosco di latifoglie planiziale o collinare (querceti, orno-ostrieti, castagneti), così come di interventi atti al mantenimento dei boschi autoctoni e quelli di conversione dei boschi cedui in boschi ad alto fusto. Il monitoraggio dovrebbe appurare lo status delle popolazioni nidificanti e svernanti, in modo da verificare l’esistenza di eventuali cambiamenti e ricercarne le cause.

 

 

Picchio rosso

Nome scientifico: Picoides major

Appartenente alla famiglia dei Picidi, raggiunge una lunghezza di circa 23 cm. Possiede un ampio pannello bianco sulle ali all’altezza della spalla; il sottocoda è rosso vivo, più spiccatamente nel maschio, il quale ha una fascia rossa nella parte posteriore del capo. Ha una ininterrotta banda nera dal becco alla nuca.
In Italia il Picchio rosso maggiore è stazionario e nidificante, migratore parziale e svernante.
Il Picchio rosso è una specie tipicamente forestale che tuttavia riesce a utilizzare anche piccoli nuclei boschivi o ampi filari poco disturbati dove si trovano alberi di sufficienti dimensioni per costruirvi il nido: questo spiega l’ampia distribuzione della specie all’interno della Regione, anche in rapporto a molte aree agricole. Nidifica in una cavità scavata in un tronco o in un grosso ramo d’albero (più raramente in cassette nido) e prevalentemente costruita dal maschio (in 1-4 settimane). Solitamente per ogni covata viene scavato un nuovo nido, sovente nello stesso albero o in uno vicino.

 

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La deposizione delle uova (mediamente tra 4 e 7) avviene nella prima metà di maggio e l’incubazione, che dura 10-13 giorni, è effettuata da entrambi i genitori. Dopo la schiusa i genitori alimentano i piccoli nel nido per ancora per 18-21 giorni. L’alimentazione è costituita principalmente di larve e adulti di insetti xilofagi, nonché da formiche e altri Imenotteri, Miriapodi, lombrichi e, talvolta, semi e bacche.
Come le altre specie di picchi, il Picchio rosso maggiore è una specie particolarmente protetta dalla legislazione italiana (L.157/92).
Come per molte delle specie tipiche di ambienti forestali sono auspicabili interventi legati alla gestione del bosco che vadano nella direzione dell’incremento di habitat disponibile e l’esecuzione di monitoraggi sulla popolazione esistente. Appare inoltre importante intraprendere azioni sulla parte sociale.

 

 

Picchio verde

Nome scientifico: Picus viridis

Uccello appartenente alla famiglia dei Picidi, raggiunge una lunghezza di circa 31 cm. Parti superiori verdi. Il capo è grigio e, sia nel maschio che nella femmina, la parte superiore della calotta è di colore rosso (dal becco anteriormente, sino alla nuca). Simile nella colorazione al Picchio cenerino, si distingue da questo per avere un ampio mustacchio nero (che avvolge anche l’occhio) sotto le guance che sono grigio-chiaro; nel maschio lungo il mustacchio è presente anche una sottile striscia rossa. Il volo è tipicamente ondulato.
In Lombardia si trova con buone densità presso i margini dei corpi boschivi estesi ben strutturati e con elementi di maturità: alberi maturi o comunque di grandi dimensioni sono molto importanti per la costruzione del nido.

 

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Per la nidificazione necessita di lembi di vegetazione matura, sia di latifoglie sia di conifere, mentre per l’alimentazione sono anche utilizzate aree aperte, con vegetazione rada e bassa. Nidifica in cavità che vengono scavate dalle coppie nei tronchi degli alberi (di preferenza in alberi morti o deperiti, con almeno la parte interna in disfacimento); il lavoro di costruzione dura in genere da 1 a 4 settimane. Solitamente per ogni covata viene scavato un nuovo nido, sovente nello stesso albero. Le uova vengono covate sul fondo, che è ricoperto da frammenti di legno residui. La deposizione delle uova (mediamente tra 5 e 7) si ha da fine aprile a giugno e l’incubazione, della durata di 17-19 giorni, è effettuata da entrambi i genitori. Dopo la schiusa i genitori alimentano i piccoli nel nido ancora per 18-21 giorni. L’alimentazione è costituita principalmente di larve e adulti di insetti xilofagi, da formiche e altri Imenotteri, Miriapodi, lombrichi e, talvolta, semi e bacche.
Come le altre specie di picchi, è particolarmente protetto dalla legislazione italiana (L.157/92).
Necessita di boschi o di lembi di vegetazione ad alto fusto con la presenza di alberi maturi o senescenti dove poter costruire il nido, prossimi a radure dove si siano conservati formicai attivi.

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il novembre 1, 2007 da in Casatenovo con tag .

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