Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Un parco intercomunale per Casatenovo

 

 

In un intervista uscita in questi gironi su Casateonline.it, Laura Farina, entomologa casatese, parla di una scoperta scientifica di grande importanza e rivela informazioni che potrebbero risultare fondamentali per tutta l’area casatese.

Da anni, la Sig.na Farina passa il suo tempo libero a setacciare il territorio casatese: “Sto raccogliendo insetti nella Valle della Nava e nella Valle del Pegorino, alcuni li determino da sola (soprattutto coleotteri e farfalle) altri li ho portati al museo di Storia Naturale di Milano, dove conosco alcuni esperti che mi hanno dato una mano. E proprio da queste indagini ho scoperto che la Valle della Nava possiede un’interessante entomofauna. […] Vagliando tutti questi micro-ambienti sono andata alla scoperta di una grande varietà di specie che popolano la Valle, in particolare, con grande sorpresa, ho riconosciuto specie che sembravano quasi scomparse dalle nostre parti o comunque fortemente compromesse dall’attività dell’uomo.” Un’area quindi di grande importanza, oltre che paesaggistica, anche per quanto riguarda la biodiversità: “La sola misura efficace per proteggere gli insetti così come gli altri animali – prosegue Laura –, consiste nella protezione dei loro ambienti naturali. La Valle della Nava, secondo me, è un’area ancora abbastanza riparata, poco alterata dalle attività umane e non proprio adiacente ad abitazioni o strade. Vi si possono incontrare vari habitat: il bosco con alberi di alto fusto (querce, carpini, pioppi, castagni, robinie, ecc.), il sottobosco ricco di arbusti (sambuco, biancospino, fusaggine, corniolo, sanguinella, nocciolo) e di piante erbacee, il prato, le siepi (molto importanti in quanto ambiente in cui diversi tipi di animali, trovano cibo e riparo, ndr), campi coltivati. Questa ricca vegetazione favorisce le condizioni ambientali adatte (in termini di temperatura, umidità, illuminazione, riserve alimentari, riparo) a garantire la vita di varie specie di Artropodi e di altri animali”.

Come non concordare: Casatenovo, sempre più afflitto e deturpato da fabbriche, strade e residenze, potrebbe riscattarsi proteggendo una delle sue fasce naturali ancora integre. Un paese che sembra essere impermeabile alla questione ambientale, potrebbe cogliere l’occasione istituendo una piccola area a tutela speciale, magari capace di risollevare l’interesse della popolazione per la natura, l’agricoltura e i bei percorsi naturali che ancora il paese conserva.

Casatenovo in questi anni, a seguito di varie vicissitudini, non ha operato per la salvaguardia del territorio agricolo e del paesaggio tradizionale e, questa della “Nava”, sembra un’ottima possibilità per invertire questa triste tendenza. Il numero di cantieri, aperti in questo periodo sulla superficie comunale, è spropositato, nuovi quartieri un po’ ovunque, a nord come a sud del comune, e nessuno che se ne lamenta, che denuncia, che chiede perché in un territorio già sovrappopolato e abusato si costruisca incessantemente.

 

                        nava.jpg

 

Da anni, alcuni cittadini si adoperano perché possa vedere la luce un parco, gettano le basi per un’oasi a protezione del prezioso corso della Nava. Quella zona, oggi sappiamo, è anche un piccolo rifugio per molte specie animali ed è uno spazio di biodiversità e quiete nel cuore della Brianza che urla, fuma e produce. E’ necessario cambiare marcia e utilizzare questo importante motivo scientifico per fare pressione sulle amministrazioni locali e creare le basi per l’istituzione di un area di salvaguardia. Inoltre, quella piccola valle che congiunge Casatenovo a Missaglia, potrebbe trovare ideale proseguimento nella “vasta” area agricola che interessa i comuni di Casatenovo e Velate, quella zona che incomincia dalle ultime propaggini di Valaperta e giunge sino all’inizio del centro abitato di Velate. Un area sviluppata in senso verticale quale ideale corridoio ecologico in una zona che sente sempre più forte su di sé la pressione edilizia della metropoli milanese. Sempre più case, strade, spazi rubati all’agricoltura, frammentano in modo irreparabile quegli ecosistemi agrari che prima erano in grado di offrire minimo riparo alla fauna e alla vegetazione “selvatiche”. Di crescita edilizia o economica, i nostri luoghi martoriati, non sembrano aver più bisogno; ben venga allora la possibilità di salvaguardare e mantenere quest’area dove agricoltura e fasce ecotonali (boschi, rogge, ec) si compenetrano ancora armonicamente con l’azione dell’uomo.

Bisognerà riflettere, agire con cautela, ma esercitare pressione e portare la nostra domanda alla porta degli enti locali. Si potrà discuterne la forma, ma tenendo ben saldi i contenuti: che ne venga un PILS, un oasi, un’area di protezione, che la valle della Nava venga inclusa nel già esistente parco regionale di Montevecchia e Valle del Curone, questo ha poca importanza, l’importante è smuovere questa situazione dove a crescere come funghi sono solo le case.

Vi terremo aggiornati sulle evoluzioni di questo possibile progetto

 

 

Articolo di Alfio Sironi apparso sul sito “I giardini pensili hanno fatto il loro tempo..” il 26/10/2007

 

 

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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