Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Casate: la valle della Nava ha una popolazione di insetti unica. Laura Farina: ‘Facciamone un parco’

 

Laura Farina è una grande appassionata di insetti, passione nata all’università e che lei coltiva anche nel tempo libero: “La mia passione per gli insetti, e i coleotteri in particolare, è nata all’Università – spiega – sono laureata in Scienze Naturali e da alcuni anni sto studiando la fauna entomologica di certe zone della Provincia di Lecco, in particolare delle aree verdi del mio paese, Casatenovo.”

“Sto raccogliendo da qualche anno insetti nella Valle della Nava e nella Valle del Pegorinocontinua Laura poi alcuni li determino da sola (soprattutto coleotteri e farfalle, ndr) altri li ho portati al museo di Storia Naturale di Milano, dove conosco alcuni esperti che mi hanno dato una mano. E proprio da queste indagini ho scoperto che la Valle della Nava possiede un’interessante entomofauna.”

 

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Laura Farina con padre Carlo Brivio, noto entomologo,
durante una mostra della giovane casatese a Villa Marian
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“I coleotteri si trovano praticamente dovunque nella Valle della Nava: tra l’erba, tra i cespugli, sulle foglie e sui tronchi degli alberi, sul terreno, nel legno marcescente. Vagliando tutti questi micro-ambienti sono andata alla scoperta di una grande varietà di specie che popolano la Valle, in particolare, con grande sorpresa, ho riconosciuto specie che sembravano quasi scomparse dalle nostre parti o comunque fortemente compromesse dall’attività dell’uomo.” Un’area quindi di grande importanza, oltre che paesaggistica, anche per quanto riguarda la fauna: “La sola misura efficace per proteggere gli insetti, così come gli altri animali, consiste nella protezione dei loro ambienti naturali. La Valle della Nava, secondo me, è un’area ancora abbastanza riparata, poco alterata dalle attività umane e non proprio adiacente ad abitazioni o strade. Vi si possono incontrare vari habitat: il bosco con alberi di alto fusto (querce, carpini, pioppi, castagni, robinie, ecc.), il sottobosco ricco di arbusti (sambuco, biancospino, fusaggine, corniolo, sanguinella, nocciolo) e di piante erbacee, il prato, le siepi (molto importanti in quanto ambiente in cui diversi tipi di animali, trovano cibo e riparo, ndr), campi coltivati. Questa ricca vegetazione favorisce le condizioni ambientali adatte (in termini di temperatura, umidità, illuminazione, riserve alimentari, riparo) a garantire la vita di varie specie di Artropodi e di altri animali”.

Fare della Valle della Nava un’area protetta sembra quindi essere una buona soluzione: “La proposta Valle della Nava “Parco” o semplicemente “oasi naturale” è secondo me molto valida. Questa valle, infatti, non è solo importante per la sua naturalità, ma soprattutto se vista come corridoio ecologico tra diverse aree verdi già riconosciute della Brianza lecchese, quali il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, il Parco della Valletta e il Parco della Valle del Lambro. Questo “corridoio” verde di congiunzione tra queste tre importanti realtà favorirebbe non solo l’entomofauna, ma anche altre specie animali, quali uccelli e piccoli mammiferi, anch’essi minacciati dal progresso e dalla riduzione dei loro habitat. Gli insetti quindi prosperano e ci regalano la loro bellezza e i loro colori proprio grazie alla presenza di questi ambienti protetti, incontaminati e ricchi di specie vegetali. Basti pensare anche alle farfalle, le quali sembrano ormai concentrarsi solo qui, in queste zone verdi più protette. Dove l’ambiente naturale prospera, si concentra la maggior biodiversità di organismi animali e vegetali. Aumentando la varietà di specie di insetti in un’area come la Valle della Nava, potrebbero tornare a nidificare e a nutrirsi varie altre specie animali che sono state costrette ad allontanarsi a causa della mancanza di cibo. Infine, le farfalle e i coleotteri rappresentano un indice assai sensibile delle attuali condizioni del mondo naturale e, in quanto costituiscono un ordine ricchissimo di specie, sono anche un indice estremamente rivelatore”.

 

 

Tantissime varietà di Coleotteri, persino il rarissimo Notiophilus

 

I coleotteri si trovano praticamente dovunque nella Valle della Nava: tra l’erba, tra i cespugli, sulle foglie e sui tronchi degli alberi, sul terreno, nel legno marcescente. “Vagliando tutti questi micro-ambientispiega Laura sono andata alla scoperta di una grande varietà di specie che popolano la Valle, in particolare, con grande sorpresa, ho riconosciuto specie che sembravano quasi scomparse dalle nostre parti o comunque fortemente compromesse dall’attività dell’uomo. La presenza di Coleotteri, un tempo comuni, ma ormai diventati poco numerosi, può essere considerata come una delle prove per dimostrare che, nonostante tutto, la Valle della Nava, è ancora un ambiente piuttosto ben conservato dal punto di vista naturalistico.”

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Un cervo volante

E’ presente, infatti, anche se è piuttosto raro incontrarlo, il Cervo volante, il più grande fra tutti i coleotteri europei e il Dorcus parallelepipedus, simile al Cervo volante per le mandibole del maschio, ben sviluppate, a forma di pinza.
Sono presenti alcuni Coleotteri Cerambicidi molto belli e variopinti, quali l’Aromia moschata (nota come moscardina), di un bel verde brillante, e il Prionus coriarius, grosso coleottero, non facile da incontrarsi. Prionus coriarius è invece una specie di grandi dimensioni: può raggiungere una lunghezza di 45 mm. Le sue larve scavano gallerie nel legno fradicio, ed al termine del loro sviluppo si trasferiscono generalmente nel terreno. Gli adulti compaiono d’estate ed hanno abitudini crepuscolari; si rinvengono vaganti sul terreno od alla base delle piante ospiti. Il maschio si distingue dalla femmina per le dimensioni mediamente maggiori, per le antenne più robuste e vistosamente dentate.
Agapanthea è un’altra bella specie di Coleottero Cerambicide, dalle dimensioni decisamente più piccole, ma dalla livrea grigia particolarmente elegante. La si rinviene in primavera e inizio estate su diverse piante erbacee.
E’ facile rinvenire sui sentieri, poiché si sposta più facilmente sul terreno, il Dinastino Pentodon bidens sottospecie punctatus.
Questa specie, i cui “parenti” tropicali sono piuttosto famosi (Dinastes hercules del Brasile è tra i Coleotteri più grandi del mondo) è di dimensioni ragguardevoli: può raggiungere una lunghezza di 46 mm. La larva si sviluppa a spese delle radici di piante, soprattutto di graminacee. L’adulto è attivo a fine primavera e durante l’estate, mentre durante gli altri mesi dell’anno rimane interrato, e solo occasionalmente può essere osservato in superficie, soprattutto dopo le piogge.

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Dall’alto in basso: Aromia moschata Moscardina, Dorcus parallelepipedus, una Chrysolina fastuosa su Galeopsis e il rarissimo Notiophilus palustris


La pianta di nocciolo attira numerose specie che traggono nutrimento dalle sue foglie o dai suoi frutti. Tra queste ci sono piccoli coleotteri dalle ali gialle, i Malachidi, estremamente difficili da individuare, sia per loro piccole dimensioni che per la loro rarità.
Addentrandosi nel sottobosco, spesso si incontra lungo il sentiero una pianta dai fiori particolarmente attraenti, appartenente alla famiglia delle Labiatae, Galeopsis speciosus, le cui foglie sono molto apprezzate da alcuni coleotteri dal colore talmente fantastico, da sembrare dei piccoli gioielli. Il coleottero si chiama Chrysolina fastuosa ed ha una livrea metallica sorprendente: il verde è il colore di fondo, ma i riflessi blu e rossi brillano sulle ali di diversi individui.

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Una coppia di Chrysolina Fastuosa durante l’accopiamento

Fra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, la sera, capita ancora di vedere volare nel buio le lucciole, che spandono le loro scie luminose nell’aria.
Una menzione a parte merita il coleottero Notiophilus palustris, rinvenuto sul terreno nel sottobosco. Questa specie è particolarmente rara, riconosciuta come tale da esperti entomologi del Museo di Storia Naturale di Milano e tuttora presente nel territorio della Valle della Nava. Questo Coleottero non ha particolari attrattive, è di piccole dimensioni, ma il suo corpo è di un bel colore bronzo metallico. Questo piccolo insetto, ha bisogno per il suo sviluppo di particolari condizioni di temperatura e umidità. Quindi non è facile che trovi le condizioni adatte, ma forse ha scelto la Valle della Nava come suo luogo privilegiato, in particolare il sottobosco umido, dove si sposta sul terreno oppure sosta e si nutre all’interno delle cavità dei rami fradici e marcescenti”.

 

Articolo di Matteo Perego apparso su Casateonline.it il 23/10/2007

Immagini di Daniele Saini

 

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

4 commenti su “#Casate: la valle della Nava ha una popolazione di insetti unica. Laura Farina: ‘Facciamone un parco’

  1. antonella
    dicembre 8, 2007

    forse chi ama tanto gli insetti è perchè alla fine assomiglia a loro e si vede .
    comunque se osannate tanto le vostre iniziative dovreste lasciarle aperte a tutti e non lasciarvi condizionare da vicende personali tra le persone .

  2. valledellanava
    dicembre 8, 2007

    Buongiorno Antonella, sono Alfio Sironi, faccio parte del gruppo valle nava, mi occupo del sito. La pregherei di spiegarsi meglio e di uscire dalla pura illazione: personalmente non credo di avere escluso o tentato di escludere qualcuno dai nostri ritrovi e sono convinto che nessuno di noi abbia operato in questo modo… andrebbe solo a nostro detrimento. Il sito, se mai l’avesse letto, è pieno di inviti alla partecipazione. Benvengano le critiche, se costruttive.
    A tal proposito La invitiamo a esporre il proprio pensiero direttamente alla nostra prossima riunione. Appena avremo definito data e luogo, sarà mia premura comunicarglieli.
    Cordialmente. Alfio

  3. Mirco Cappelli
    febbraio 13, 2008

    Complimenti per le ricerche naturalistiche svolte sino ad ora da Laura Farina. Grazie a persone sensibili come lei è possibile ancora oggi apprezzare le meraviglie della natura, come nel nostro caso il microcosmo. Importantissimo tutelare queste aree perchè una volta distrutte, dalla crescente speculazione edilizia e dalla cementificazione selvaggia, non sarà più possibile tornare indietro, in quanto vi sono specie critiche che una volta scomparsi i loro habitat scompaiono anch’esse, impoverendo la biodiversità.
    Purtroppo questi concetti utili alla tutela del nostro pianeta, e quindi della nostra stessa vita, non sempre sono facili da far comprendere, come a quella Antonella che anzichè meravigliarsi e chiedere informazioni disprezza il lavoro d’altri fatto con passione.
    Auguri a Laura per le sue ricerche e a tutti voi affichè la Valle di Nava sia protetta da coloro che vorrebbero specularci sopra distruggendola per sempre.
    Mirco Cappelli

  4. Alberto
    febbraio 15, 2008

    Quando gli umani erano ben lontani dall’essere concepiti gli insetti popolavano il pianeta Terra riempiendolo di vita, la stessa che ci consente di esistere. Naturale che gli somigliamo, ricordate Veltroni brucaliffo? Così come somigliamo ai pesci, ai rettili e via dicendo. In quanto a bellezza molto dipende dalle condizioni ambientali e gli stili di vita, basta confrontare una pantegana con un topino di campagna.
    Scherzi a parte il lavoro e la passione di Laura non solo sono encomiabili di per sé ed hanno dato un impulso straordinario alla nostra iniziativa, ma soprattutto hanno aperto uno squarcio sull’appiattimento verso il basso della nostra cultura e relativa sensibilità, una qualità quest’ultima che ci sforziamo di risvegliare in noi e nel prossimo, sentendo profondamente quanto sia necessaria per aiutarci a combattere il malessere esistenziale di questa nostra epoca, per ritrovare il senso autentico della vita, che sembra svanire sotto il peso schiacciante di una montagna di ….. non so come definirle, “stronzate” va bene?
    Alberto Conti

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 15, 2007 da in Fauna con tag , , , , .

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