Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Per farfalle… nella Valle del Pegorino

La prima parte della Valle del Pegorino rientra nel Comune di Casatenovo. Qui, a sud-est dell’abitato, si trovano due belle cascine, la Cascina Giovenigo e la Cascina Rancate circondate da campi, frutteti, orti e boschi attraversati dal torrente, che dà il nome alla Valle.
Queste zone, a partire dalla primavera fin verso l’autunno inoltrato, sono popolate, per la ricchezza di fiori selvatici che vi si trovano, da leggiadre farfalle. Un osservatore attento può incamminarsi lungo i sentieri che partono dalle Cascine, avventurandosi per campi, prati e infine boschi, ed imbattersi in eterei insetti.

Scopriamo insieme i luoghi prediletti dalle farfalle, per imparare a riconoscerle e ammirarle in tutto il loro splendore. Immaginiamo di avventurarci, lungo il sentiero, in un caldo mattino di luglio, e di osservare…..

Partiamo dalla Cascina Giovenigo, ancora abitata e dotata di una grande corte.
Ecco una Vanessa atalanta posata sui muri della cascina oppure sul terreno, con le ali aperte, mentre si riscalda ai raggi del sole. Questa farfalla dalla livrea sgargiante e inconfondibile fa la sua comparsa in maggio. Le ali anteriori sono marrone scuro vellutato, con una fascia rossa diagonale che separa la base dall’apice, nero con irregolari macchie bianche. Le pagine inferiori delle ali sono poco appariscenti e molto mimetiche. Questo consente alla farfalla di mimetizzarsi quando se ne sta posata sui rami con le ali chiuse.
Le uova vengono deposte sulle piante di ortica, di cui si nutre il bruco.
Gli ambienti frequentati da questa farfalla sono i più svariati: campi, prati, strade di campagna, zone incolte e giardini delle abitazioni. Al termine dell’estate gli adulti appena sfarfallati si radunano in gran numero nei frutteti, dove succhiano frutti marcescenti, in particolare pere e prugne.

 

vanessa-atalanta.jpg
Un esemplare di Vanessa atalanta, per ingrandire cliccare sulla foto

 

Proseguendo lungo la strada sterrata che ci conduce verso i campi giungiamo ben presto in vicinanza di estesi prati riccamente adorni di fiori selvatici e molto frequentati dalle farfalle.
I fiori che qui crescono spontanei sono il raperonzolo, numerose composite (margherite, dente di leone,…), ombrellifere, viole, ranuncoli, trifoglio, erba medica, ecc.. Su questi fiori indugiano vivacemente numerose farfalle (podalirio, cavolaia, …), ma in particolare possiamo osservare diversi Licenidi (piccole farfalle di un bel blu metallico oppure arancione) che si spostano di continuo da un fiore all’altro, senza però allontanarsi dal prato, loro luogo preferito.

 

licenide-azzurro2.jpg

 Un esemplare di Lincenide azzurro

 

Il percorso, ora in discesa, si arricchisce di un bosco di robinie, qua e là punteggiato da qualche piccolo prato.
Proprio qui è possibile incontrare una farfalla dalla splendida livrea giallo carico: il Croceo. Il maschio e la femmina si incontrano facilmente, intenti a rincorrersi nella loro danza amorosa.
Il bruco di questa farfalla vive su svariate leguminose, quali il trifoglio e l’erba medica.

 

croceo-posato-sul-terreno.jpg

 Un esemplare di Croceo posato sul terreno

 

Ci addentriamo nel bosco. Ai bordi del sentiero osserviamo “filari” di arbusti (tra cui il nocciolo, il corniolo, la fusaggine, il sambuco, il biancospino, …) che, insieme agli alberi (farnia, carpino, robinia, quercia rossa, …) creano un angolo particolarmente ombreggiato. In questo luogo è facile incontrare la Fegea. Il suo volo è molto lento e quasi ondeggiante, più spesso è posata sulle foglie degli arbusti. Tuttavia la sua livrea è molto particolare: le sottili ali blu presentano numerose macchie brillanti bianche e il suo corpo alcune bande gialle su fondo nero. Questi colori avvertono il predatore di stare alla larga. Infatti, le farfalle, protette da sostanze tossiche presenti nel loro corpo risultano inappetibili, e difficilmente un uccello, dopo averne provato il sapore disgustoso, tornerà ad “assaggiarle” una seconda volta.

 

fegea.jpg

 Un esemplare di Fegea

 

Nel bosco incontriamo inoltre una farfalla di color marrone con macchie gialle e bianche, l’Egeria. Questa farfallina che sembra seguirci e precederci di continuo, ama gli ambienti riparati e ombreggiati. Le sue ali presentano un margine ondulato, che le fanno assomigliare ad un delicato pizzo. Nelle parti superiori il colore di fondo è giallo-arancio, con disegni bruno-scuri a scacchiera.
Non è una farfalla molto attiva: trascorre infatti posata sulle foglie del sottobosco gran parte del suo tempo.
Le piante predilette dalle larve (o bruchi) sono varie Graminacee.
Il periodo di comparsa degli adulti è particolarmente lungo e va da marzo a ottobre.

 

egeria.jpg

Un esemplare di Egeria

 

Arriviamo ad un grande prato, circondato dal bosco e qui fermiamoci ad osservare.
Il sentiero ora si restringe e va ad immergersi nel bosco. Nella zona marginale del prato, si può osservare la Pafia, dalla splendida livrea arancione, la Vanessa del cardo e la Megera. Non è raro imbattersi inoltre nel Podalirio. E’ facile incontrare anche la Iurtina e la Pamfila, di colore marrone. Quest’ultima, in particolare è una farfallina di modeste dimensioni, dalla livrea assai poco appariscente. Il colore di fondo delle parti superiori è giallo-ocra, con sottili bordi grigi lungo il margine esterno delle ali; vicino all’estremità delle ali anteriori si scorge un piccolo punto nero, a cui corrisponde, sul rovescio, una macchia, che ricorda un occhio, nera cerchiata di giallo e con una piccolissima pupilla bianca. I bruchi si nutrono di svariate Graminacee.
Gli adulti sono in attività da maggio all’autunno.
Tutte queste farfalle, ad eccezione del Podalirio che ha un volo più lento, sono piuttosto difficili da avvicinare, ma colpiscono per gli splendidi colori delle ali. La Pafia in particolare, un tempo considerata tra i Ninfalidi europei più comuni, negli ultimi anni si è molto rarefatta e si trova ancora in gran numero solo negli ambienti integri ed incontaminati dalla presenza dell’uomo. Le femmine possono presentare le ali di colore verdognolo, anziché del consueto color bruno o arancione. Le femmine sono più scure e di dimensioni maggiori dei maschi. Il suo bruco di norma si ciba di Violacee. L’adulto vive in zone disboscate, in praterie umide e in campi fioriti dove cresce il cardo, dal quale ricava un apprezzato nettare. Sulle foglie del cardo cresce inoltre il bruco di una stupenda Vanessa. La Vanessa del cardo presenta le ali superiori di colore giallo-rossiccio, con numerose macchiette bianche; le posteriori portano tre serie di macchie brune lungo il margine esterno. La pagina inferiore delle ali non è mimetica, ma presenta un disegno che ricorda in toni più sbiaditi quello delle parti superiori.
E’ una delle più note migratrici, che grazie alla potenza del suo volo, può compiere spostamenti enormi.
L’adulto frequenta i prati fioriti in località calde e assolate, le siepi lungo i sentieri e anche all’ interno dei centri abitati. A volte si posa anche a terra assaporando i tiepidi raggi del sole.
Gli adulti si incontrano da aprile ad agosto-settembre.

 

pafia.jpg

 Un esemplare di Pafia

 

vanessa-del-cardo.jpg

 Un esemplare di Vanessa del cardo

 

iurtina.jpg

 Un esemplare di Iurtina

 

Questo prato, a partire dal mese di maggio, è luogo privilegiato di un’altra notevole Vanessa, la Vanessa dell’ortica. Questa farfalla ha un bel colore arancio di fondo, mentre il margine esterno è decorato da macchie blu contornate di nero. I suoi bruchi si cibano preferibilmente di foglie di ortica.

 

vanessa-dellortica.jpg

 Un esemplare di Vanessa dell’ortica posata sul terreno

 

Incamminandoci nuovamente lungo il sentiero, negli angoli più ombrosi, lungo i margini, frequentemente si osserva posata su qualche foglia la Vanessa c-bianco. Questa farfalla sembra prediligere luoghi freschi e riparati, quali le zone boscose con radura, le siepi lungo i sentieri, gli incolti. Questa piccola e strana Vanessa ha un aspetto curioso: il bordo delle ali è frastagliato irregolarmente e dentellato, tanto da sembrare che queste siano strappate e consumate. In questo modo risultano estremamente mimetiche, e quando la farfalla si riposa ad ali chiuse assume le sembianze di una foglia secca. Un’altra caratteristica singolare (da cui è derivato il suo nome) è la presenza di una piccola macchia biancastra, a forma di C, posta nella pagina inferiore delle ali posteriori. Il colore delle parti superiori è rosso-fulvo o marrone-rossiccio, con macchie nere e margini bruno-scuro.
Il bruco vive a spese di molte essenze, tra cui l’olmo, il nocciolo, il luppolo, l’ortica, il ribes, l’uva spina e altre. Gli adulti compaiono in giugno e luglio.

 

vanessa-c-bianco.jpg

 Esemplare di Vanessa c-bianco

 

Il sentiero lascia sulla nostra sinistra un grande campo di mais e sulla destra alcuni prati a terrazzo dominati da belle querce. La farfalla diurna più grande delle nostre zone, il Macaone, ama cercare cibo nei prati. Per bellezza potrebbe sostenere il confronto con i suoi parenti esotici: il colore di fondo è giallo zolfo più o meno intenso, con numerose macchie e venature nere; le ali posteriori hanno una larga fascia marginale blu orlata di nero, una macchia rossa in fondo al margine interno e terminano con un tipico prolungamento a “coda di rondine” lungo circa un centimetro. Queste farfalle si avvicinano spesso ai centri abitati e penetrano nei giardini e negli orti, dove le femmine vanno a deporre le uova. Le piante preferite dal bruco sono le ombrellifere, sia selvatiche, sia coltivate (carota, prezzemolo, finocchio, anice, ecc.).
Se i bruchi vengono disturbati spingono fuori dal torace un’appendice bifida di colore rosso-arancio (due piccole corna rosse) a scopo intimidatorio (chiamata osmeterium), dalla quale fuoriesce una sostanza difensiva di odore molto acuto.
L’adulto vive dovunque ci siano fiori in quantità.

Sempre tra questi prati, più facilmente in agosto, è possibile osservare una farfalla molto particolare, la Zigena. Questa piccola creatura ha le ali anteriori con una serie di macchie rosse su fondo nero-verdastro. Il bruco si sviluppa su trifoglio giallo su altre Leguminose.

Proseguendo il sentiero (lungo i bordi del quale è possibile ammirare il garofano selvatico di colore rosa) ci avviciniamo sempre di più al torrente e si ode il caratteristico rumore provocato dallo scorrere delle sue acque. Lungo questo sentiero, che costeggia il torrente, all’inizio della primavera incontriamo di frequente due bellissime farfalle, entrambe appartenenti alla famiglia dei Pieridi: la Cedronella e l’Aurora. La Cedronella e l’Aurora sono tra le prime farfalle a comparire agli inizi della primavera. La prima è di dimensioni piuttosto piccole, il maschio è riconoscibile per le punte delle ali anteriori di colore arancio, mentre il resto delle ali presenta uno sfondo biancastro. Il bruco si ciba di varie crucifere quali senape, crescione, cardamine, ecc. Anche il maschio della Cedronella è facilmente riconoscibile per le ali di un bel giallo brillante. Una delle piante di cui si nutre preferibilmente il bruco è il ramno.

E’ frequente incontrare, sempre nella stessa zona la Vanessa io e la Latonia. Gli antichi autori hanno attinto dalla mitologia classica i nomi da attribuire alle farfalle: in questo caso si tratta di Io, sacerdotessa di Giunone, che per la sua eccezionale bellezza attirò gli sguardi di Giove che se ne innamorò. Ma l’ira di Giunone non tardò a giungere, e la povera Io fu tramutata in vacca. Il nome è indovinato, perché effettivamente è una delle più belle farfalle nostrane.
Il suo aspetto non è confondibile con quello di altre specie: il colore di fondo è un vivace rosso mattone vellutato, con gli angoli anteriori delle ali ornati da magnifici ocelli con riflessi dorati, azzurri e bruno-neri simili a “occhi di pavone”.
Le larve vivono di preferenza a spese dell’ortica. Vivono in comunità fino all’ultima muta, poi iniziano a disperdersi e trascorrono solitari l’ultimo periodo di accrescimento prima di incrisalidarsi.
La Latonia è una piccola farfalla, con la pagina superiore delle ali che ricorda molto per il colore arancio e per le macchie nere quella della Pafia. La pagina inferiore delle ali invece la rende inconfondibile: è caratterizzata infatti da grosse macchie argentate simili a specchi che riflettono la luce del sole ad ogni movimento. La si può osservare qui nella valle del Pegorino, a partire dal mese di aprile fin quasi ad ottobre. I bruchi vivono su diverse specie di Viola.

Ritorniamo sui nostri passi. A destra sale un sentiero acciottolato che ci porta alla Cascina Rancate. Risalendolo, lasciando alla nostra sinistra il Pegorino, è facile imbattersi nella Cavolaia maggiore, dalle splendenti ali bianche. La Cavolaia è una farfalla diffusa un po’ ovunque anche se oggi è molto meno comune di un tempo. Ha il corpo nero con le ali bianche, le anteriori con l’apice nero fino alla metà circa del margine esterno e quelle posteriori con una macchia nera sul margine anteriore. I danni arrecati da questa specie alle colture possono essere ingenti in caso di infestazioni massicce, in quanto il bruco divora completamente la foglia lasciando solo le nervature. Per fortuna spesso ci sono specie parassite, come alcune vespe, che tengono sotto controllo il numero dei bruchi, impedendo loro di distruggere intere coltivazioni. Le uova gialle vengono deposte in gruppi sulla pagina inferiore delle foglie e anche i bruchi vivono a lungo tutti insieme.
Le piante più appetite dai bruchi sono i cavoli, ma anche ravizzone, rapa, ravanello, colza, ecc.

 

cavolaia.jpg

 Un esemplare di Cavolaia

 

La Cascina Rancate sorge su una collinetta dove nel 1398 si trovava un castello di proprietà dei De Casate. Si sviluppa intorno a una corte quadrangolare; a nord est vi è l’ala padronale, a sud una torre con basamento in pietra e rialzamento in cotto; al piano terreno sono rimaste alcune sale del Cinquecento. La chiesetta di Sant’Antonio da Padova è databile tra Sei e Settecento.

Nelle vicinanze si trovano alberi da frutto e alcuni orti.
Gli alberi da frutto sono il luogo ideale dove alcune specie depositano le uova. Il Podalirio è una delle più note e vistose specie presenti nelle nostre zone, è abbastanza comune e si rinviene con facilità. Può raggiungere dimensioni notevoli, anche 60-80 mm di apertura alare. Questa farfalla presenta una colorazione caratteristica bianco-giallastra con zebrature verticali nere. Sulle ali posteriori sono presenti sottili code che la rendono inconfondibile.
Il bruco vive a spese di numerose piante coltivate, in particolare Rosacee come il ciliegio, il mandorlo, il pesco, il susino, il melo, il pero, il biancospino.
Gli adulti frequentano diversi ambienti (in particolare caldi e soleggiati), come prati fioriti, campi, frutteti, luoghi soleggiati. e sfarfallano da aprile a giugno e successivamente da agosto a settembre.
In alcune nazioni tanto il Podalirio quanto il Macaone rientrano tra le specie protette. Ambedue le specie infatti non sanno reagire ai continui assalti perpetrati dall’uomo a danno della natura.

 

podalirio.jpg

Esemplare di Podalirio

 

Ci allontaniamo, quindi, da questo lembo di parco della Valle del Lambro, conservando il ricordo di una piacevole passeggiata e di sorprendenti, quanto colorati, incontri.

 

Laura Farina

(Immagini di Alberto Conti e Daniele Saini)

 


Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

2 commenti su “#Per farfalle… nella Valle del Pegorino

  1. anna maer
    giugno 22, 2009

    Vi ringrazio, un bel tuffo nel giardino dell’Eden. Ho trovato il nome di alcune farfalle che ho fotografato.
    I commenti sono molto utili, penso che in futuro pianterò i vegetali giusti per attirare le farfalle.
    Un augurio per il vostro lavoro.

    anna maer

  2. gina gorrasi
    ottobre 26, 2009

    Vi ringrazio tantissimo!!!Così riuscirò a superare il compito di artistica!!!!!T.V.B
    a tutti e buon lavoro verrò molto spesso in questo sito.ARRIVEDERCI!!!

    BY GINA98!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

IN PRIMO PIANO!

Lascia la tua e-mail per ricevere i nostri aggiornamenti!

Segui assieme ad altri 55 follower

SEGUICI SU FACEBOOK!

STATISTICHE DEL SITO

  • 216,837 visite

ORTO SOCIALE DI CASATENOVO!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: