Gruppo Valle Nava

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#Parchi e cemento: discussione rimandata al 2008

Arrivano notizie dal fronte “parchi” e dal fronte “cave” che ancora una volta si trovano al centro del dibattito ambientale lombardo.
Per quanto riguarda il problema “parchi a rischio cementificazione”, dopo l’iniziativa di Eddyburg.it – accompagnata da una sempre tardiva insurrezione del centrosinistra e di federparchi – la proposta dell’assessore al territorio Davide Boni (dare più poteri a Comuni e Regione in campo urbanistico/aumentare volumetrie edificabili nei parchi lombardi) è stata momentaneamente ritirata dalla maggioranza di centrodestra insieme all’intero progetto di riforma della legge urbanistica (la famosa 12/2005).
L’annuncio, che è stato dato in Commissione Ambiente nei giorni scorsi, non deve rasserenare però, l’assessore Boni della Lega Nord ha tenuto, infatti, a precisare che: “nessun documento è stato ritirato, semplicemente l’iter riprenderà a gennaio, in quanto le Commissioni sono ora impegnate ad esaminare bilancio e manovra finanziaria 2008. In definitiva, si tratta solo di un rinvio che permetterà di esaminare – ha aggiunto Boni – eventuali miglioramenti alla normativa. A questa notizia il laconico commento di Franco Mirabelli, consigliere del PD, ha sostituito le prime soddisfazioni con la delusione: “L’assessore Boni ha portato in Commissione una doppia cattiva notizia. La prima è che l’emendamento sui parchi non è stato definitivamente ritirato; la seconda, è che viene rinviata al futuro una legge che contiene un articolo indispensabile per dare il via a un nuovo piano per la costruzione di case popolari”.
Per quanto concerne il piano cave ci dobbiamo spostare in provincia di Bergamo, dove al centro delle polemiche si trova l’assessore all’ambiente Marco Pagnoncelli – di cui i Verdi chiedono le dimissioni per conflitto di interessi – reo di aver bocciato e rispedito in Commissione Ambiente il piano bergamasco sulla disciplina delle cave. Il suddetto piano era ormai pronto per la discussione in consiglio, quando Pagnoncelli ha richiesto una modifica dei volumi estrattivi. Per i Verdi “sono noti i rapporti economici che legano la famiglia Pagnoncelli alla Locatelli, una delle imprese che più beneficiano del Piano Cave” (per approfondire la vicenda Pagnoncelli/Locatelli, qui). Per l’assessore non esiste nessun conflitto di interessi: “Le concessioni per le cave sono state infatti decise dalla Giunta, prima della mia nomina, o sono state decise dalla Commissione che opera in completa indipendenza”.

 

Il problema cave interessa anche la provincia di Lodi, riportiamo di seguito un articolo tratto da Agenda Lodi e un’intervista in merito a Luca Canova, professore all’università di Pavia, Presidente della commissione provinciale dell’ambiente a Lodi ed ex-direttore del Parco Adda Sud.

 

Lodi – Da mesi se ne parla meno, ma non perché la questione sia risolta. E anche se la cronaca reclama spazio per urgenze che hanno il sapore amaro di un dramma per una terra di risparmiatori come il Lodigiano (in primis l’ordine di arresto per Gianpiero Fiorani e tutte le ripercussioni che le indagini sui conti della Banca potranno avere sul territorio), la questione della Lanca di Soltarico resta aperta.
Contro la pianificazione della Provincia, contro l’esperienza dei tecnici e il buon senso degli amministratori, la Regione ha imposto al Lodigiano la previsione di una nuova cava a Soltarico, in comune di Corte Palasio, a due passi da quella lanca suggestiva generata dall’Adda nel 1976, quando il fiume dopo l’ennesima alluvione aveva brutalmente modificato il suo corso, “tagliando in curva” e abbandonando al suo destino un braccio di 7-8 chilometri che oggi rappresenta uno dei patrimoni europei per la biodiversità.
La Lanca di Soltarico è un’area naturale riconosciuta dall’Unione Europea che l’ha inserita nell’elenco dei SIC (Siti di Interesse Comunitario). Tutelata dal Parco Adda Sud, amata dai biologi e ricercatori. E dalla gente dell’Adda.
In difesa della Lanca, contro la previsione di una cava, sono insorti da tempo lo stesso Parco Adda Sud e la Provincia di Lodi, con due diversi ricorsi. Si è aggiunto il WWF del Lodigiano, con una raccolta firme rimbalzata su internet, anche attraverso il nostro portale.Non basta e il Lodigiano rischia di tramutare in groviera uno dei suoi habitat più preziosi.
Un paio di settimane fa, in una seduta recente del Consiglio provinciale, l’opposizione di centrodestra ha votato contro una mozione presentata dalla maggioranza di centrosinistra in difesa di Soltarico.
Secondo Luca Canova, 42 anni, docente all’università di Pavia, ex-direttore del Parco Adda Sud e presidente della commissione provinciale all’Ambiente, è stata “un’occasione sprecata per difendere in modo bipartisan la nostra provincia”.
Di seguito, un resoconto in cui Canova spiega perché è bene dire no a una cava a Soltarico.


Quando è iniziata la vicenda?

Formalmente nel giugno 2004, quando la giunta regionale ha deciso di aggiungere due nuovi siti di escavazione nel Piano Cave approvato dalla Provincia di Lodi. Uno di questi appunto a Soltarico. Tecnicamente si tratta dell’Ambito Territoriale Estrattivo G12 Soltarico ovest.


Cosa ha previsto la Regione?

Praticamente si tratta di una cava di ghiaia da 500.000 metri cubi. Localizzata in un’area delicatissima, su un meandro morto creato dall’Adda nel 1976.


Ma perchè Soltarico è così importante?

Per tanti motivi di ordine normativo, amministrativo, ambientale, politico. Cominciamo da quelli ambientali. La lanca di Soltarico è uno dei piu’ lunghi meandri morti attualmente presenti in Europa. E’ di genesi recente, ed è stata profondamente alterata dall’azione dell’uomo ma mantiene la sua conformazione originaria.
Non è semplice capirne il valore, me ne rendo conto. Chi vede la lanca rimane talvolta deluso dall’assenza di boschi, ma l’importanza naturalistica di un sito non è rappresentata solo dalla fauna e dalla flora (che pure c’e’ ed è interessante) ma anche, e in questo caso soprattutto, dall’interesse geomorfologico. Ovvero dall’aspetto dei luoghi. La lunghezza della lanca (7-8 Km), la struttura sostanzialmente invariata, l’adiacenza della piu’ antica lanca del Principe rendono questo luogo un unicum ambientale di grande valore naturalistico, anche se la fauna e la flora sono relativamente impoverite.
D’altra parte è proprio per questo motivo che una vasta parte dell’area è inclusa nella rete ambientale di Natura 2000, la grande rete ecologica creata dall’Unione Europea per preservare biodiversita’ e paesaggio su scala sovranazionale.
La lanca di Soltarico è un SIC, vale a dire un Sito di Importanza Comunitaria e rappresenta un valore che trascende il Lodigiano, la Lombardia e anche l’Italia. La sua cornice di riferimento è ormai l’Europa.


E l’interesse di ordine amministrativo e politico?

La programmazione è una delle competenze che la legge affida alle Province. La Provincia programma e pianifica diverse attività, fra le quali quella estrattiva.
Per questo motivo, periodicamente, la Provincia redige e aggiorna il Piano Cave.
Ebbene, nel Piano Cave approvato dalla Provincia di Lodi Soltarico non c’era.
I nostri amministratori non avrebbero mai potuto approvare una cava in un Sito di Importanza Comunitaria. Tra l’altro il Piano Cave approvato dalla Provincia stabilisce limiti precisi alla creazione di cave lungo l’Adda: vieta le cave in fascia A del Piano di assetto idrogeologico, nelle Aziende Faunistiche Venatorie, nelle riserve naturali, e lungo l’Adda al di fuori di quelle istituite dal precedente Piano.
Al contrario, Soltarico è: in fascia A dell’Adda; in Azienda Faunistica Isella; in una grande Riserva del Parco Adda Sud; limitrofa a un SIC. Last but not least, è una nuova cava creata lungo l’Adda al di fuori degli ambiti istituiti dal vecchio Piano Cave…
Quindi non poteva essere fatta. E invece la Giunta Regionale, con un blitz di dubbia valenza, ha creato Soltarico ovest, un mostriciattolo ambientale che in un colpo solo ha assestato un colpo mortale all’ambiente fluviale, ha travalicato le competenze della Provincia di Lodi e ha vanificato i principi di programmazione che la legge le attribuisce in via esclusiva.


La Provincia di Lodi cosa sta facendo?

La Provincia resiste con decisione. Abbiamo presentato un ricorso contro questa scelta poco oculata. Affrontando i punti che ho sintetizzato e anche altri aspetti.


Qual è la posizione del Consiglio Provinciale?

Alcuni componenti del Consiglio hanno seguito fin dall’inizio questa vicenda. L’appello del WWF Lodigiano, che ha raccolto 1500 firme in pochi giorni nel febbraio scorso (non solo nel Lodigiano ma da tutta Italia), è stato firmato da molti consiglieri. I DS hanno raccolto molte firme, in particolare a Lodi e Casalpusterlengo.
Ma forse il Consiglio non si sarebbe espresso se, durante un’audizione dell’assessore alla Pianificazione Ambientale Francesca Sanna, non fossero finalmente emersi quei quattro punti di incompatibilita’ che ho sopra elencato. Lì è emerso, in tutta la sua chiarezza, il fatto che la questione di Soltarico, oltre a rappresentare un problema ambientale, è anche un problema politico in quanto esautora la Provincia di una sua competenza.
E’ stato a quel punto che Franco Pinchiroli, il consigliere di Lodi che fa parte della Commissione Ambiente, ha avuto l’idea di far esprimere il Consiglio Provinciale sulla questione di Soltarico. In effetti, fino a quel momento, il Consiglio aveva posto un’interrogazione sulla vicenda ma non si era espresso ufficialmente.


Come è andata?

Abbiamo presentato il 30 novembre una mozione contro la cava (ripeto che la Giunta aveva gia’ presentato da tempo il ricorso contro la Regione). Ma la mozione ha avuto i voti favorevoli dei consiglieri di Margherita, DS, SDI e Rifondazione, e il voto contrario di UDC, Forza Italia e Alleanza Nazionale. La Lega era uscita dall’aula per altri motivi.


Il tuo giudizio su questa votazione?

Ho molto rispetto per l’opposizione, e credo di averlo sempre dimostrato nella mia attivita’ consiliare. In questo caso sono francamente sconcertato sia dal comportamento che dalle motivazioni addotte.
Non credo che la cava sia stata voluta dalla Giunta Regionale per una malvagia decisione assunta per danneggiare gli aironi o le rane di Soltarico.
Credo invece che si sia trattato di una scelta poco ponderata, affrettata e malaccorta.
In consiglio provinciale, dall’opposizione ci si aspettava quantomeno un voto di astensione, o addirittura favorevole alla mozione. Invece il centrodestra ha votato contro, quindi a favore della cava di Soltarico. Fra l’altro le motivazioni addotte dai relatori erano completamente errate. Hanno votato contro perche’ secondo loro non era una cava ma un livellamento di terreno agricolo. Ma questo non è vero. E’ una cava, tanto che è stata inserita in un Piano Cave.
Ora, se la cava non verrà fermata, il centrodestra lodigiano avrà la responsabilità politica di aver contribuito alla devastazione di uno degli ambienti più importanti della Provincia di Lodi e dell’Unione Europea. Non credo sia un bel risultato, nemmeno in termini elettorali. Ed è sicuramente una bella occasione sprecata per difendere in modo bipartisan la nostra provincia.

 

Come finirà?

Io credo all’ottimismo della volontà. Non posso immaginare che dopo venticinque anni di battaglie per salvare il corso dell’Adda si possano vedere un giorno le ruspe a Soltarico.
Questo è un passaggio epocale. Dobbiamo aver chiaro che, se nascerà una cava a Soltarico, un giorno potrebbe nascere a Monticchie. Non avremo più barriere e difese. Torneremo dritti agli anni Settanta, quando le ruspe distruggevano lanche e boschi a Zelo, Castiglione, Bertonico, Senna, Somaglia.

 

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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