Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Osservatorio PGT

 

Il termine PGT non dirà molto alla maggior parte dei cittadini lombardi anche se si tratta di uno strumento urbanistico destinato ad influire in maniera rilevante sulla qualità della vita di ciascuno di noi.

I Piani di Governo del Territorio sono stati introdotti dalla Regione Lombardia con la legge 12 del 2005 e costituiscono lo strumento urbanistico di cui ogni comune lombardo, entro il 2009, si dovrà dotare in sostituzione dei vecchi Piani Regolatori. Rientrano nei PGT le previsioni relative alla crescita della popolazione residente, alla volumetria che occuperanno residenze e attività produttive, alle superfici destinate a verde, ai servizi di cui il comune si deve far carico per supportare l’eventuale crescita demografica. Il PGT, in poche parole, sarà il “termometro” dell’impegno che gli amministratori metteranno nella gestione del territorio, del bene comune.

 

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Come gruppo ambientalista crediamo che la nostra azione per uno sviluppo sensato del territorio passerà nel prossimo futuro anche da questo strumento. Rispetto al vecchio PRG, infatti, il processo di formazione del piano d governo del territorio prevede una minima partecipazione della cittadinanza, quindi tanto di privati quanto delle realtà associative. Partecipazione significa possibilità allargata di discussione – qualcosa più delle vecchie “osservazioni” – in quanto, al contrario di prima, eventuali pareri precedono la definizione del piano, con ovvi risultati in termini di efficacia.
L’unico modo che le associazioni avranno per far sentire la propria voce presso le istituzioni locali, provinciali e regionali, lo ribadiamo, è collaborare nel territorio. In quest’ottica, un’ottima iniziativa arriva da parte dell’Associazione per i parchi del Vimercatese. Si tratta di un Osservatorio dei PGT in preparazione nei comuni della Brianza orientale. Il suo scopo è di facilitare e rendere sinergica la partecipazione delle associazioni e la loro capacità di controllo all’interno dei processi di definizione dei piani; questo nella speranza di indirizzare la pianificazione urbanistica brianzola in direzione di uno sviluppo sensato del territorio limitando il consumo del suolo, conservando il paesaggio e preservando le zone agricole e naturali presenti.

 

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Il PGT di per sé non rappresenta nulla, se non una piccola possibilità per iniziare a mutare un atteggiamento culturale desueto basato su processi socio-territoriali pretenziosamente guidati dell’alto. Il contributo delle associazioni sarà, in un’ottica dialettica e costruttiva, quello di poter aiutare le amministrazioni nella definizione di piani equilibrati, più vicini ai reali bisogni della popolazione.

Per il momento, l’iniziativa è limitata alle aree che si estendono a sud del nostro territorio, ma l’intenzione da parte dei promotori è quello di estendere la rete oltre il confine provinciale. Per quanto ci riguarda, il comune di Casatenovo non ha ancora intrapreso l’iter che lo condurrà alla redazione del PGT: l’ultima modifica urbanistica di grande rilievo è stata la variante al vecchio PRG effettuata nel 2005, variante che tuttora, ahinoi, manifesta sul territorio i propri cementiferi effetti.

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

Un commento su “#Osservatorio PGT

  1. maurizio
    dicembre 29, 2009

    La Vostra inziativa è davvero lodevole ed interessante; pur stabilendo la legge un principio imprescinibile, quello appunto della partecipazione popolare, si incontrano parecchie resistenze da parte delle amministrazioni, le quali cercano di circoscriverne la portata.
    La legge 12, oltre ad enunciare questo nuovo principio, richiama anche in modo specifico la necessità, nella formazione del PGT, di tenere conto delle proposte ei cittadini (singoli o associati).
    Per esperienza diretta sto vivendo la redazione di un PGT dove l’amministrazione ha promosso il cinvolgimento popolare secondo queste strane modalità:
    – avviso all’albo per la presentazione di proposte;
    – zero informazione alla popolazione su legge 12 e nuovi concetti di pianificazione;
    – questionari anonimi da compilare con le classiche risposte SI/NO senza dare un senso alle domande (tra l’altro rivolte solo ad una parte dei cittadini), senza spiegare il perché l’amministrazione voglia un parere su tali argomenti, probabilmente solo utili per “giustificare” determinate scelte urbanistiche e non indirizzate a risolvere problemi concreti.
    La redazione di un PGT comporta una approfondita analisi del territorio sotto vari aspetti:
    – fotografia dello stato di fatto (situazione geologica, paesaggistica, ambientale, condizioni sociali ed economiche, situazione a livello di infrastrutture e servizi, andamento demografico, valutazione del contesto urbanizzato, problemi ed aspettative della popolazione, …);
    – analisi dei dati ricavati e proiezione deglli stessi su scala sovralocale, onde confrontarsi con il contesto territoriale circostante;
    – valutazione, unitamente ai cittadini ed alle associazioni (per specifici settori) delle problematiche emerse e delle aspetttive della popolazione;
    – formulazione delle possibili soluzioni;
    – massima condivisione delle scelte.
    E’ uno schema che mi sono fatto prendendo spunto proprio dalle previsioni legislative, che lasciano intendere chiaramente come la gestione del territorio non possa più limitarsi al rispetto di parametri schematici e ad affrontare (magari in modo superficiale) i problemi del proprio orticello (nella stanza dei bottoni, per giunta), ma deve avere la vista allargata su problematiche oggi più che mai attuali e trasversali, come la situazione geologica del nostro territorio e l’emergenza ambientale a livello globale; occorre dunque più che mai, nelle scelte urbanistiche, prendere in considerazioni più parametri, che vanno al di là dell’apparente vantaggio socio-economico; occorre più che mai, inoltre, uscire dalla stanza dei bottoni e confrontarsi con le esigene degli ex sudditi.
    Se vogliamo operare secondo questi principi è necessario che le amministrazioni si facciano promotrici nei confronti dei cittadini (spesso disinteressati, ad onor del vero) favorendo un coinvolgimento, una partecipazione attiva in questi processi di nuova pianificazione territoriale.
    Mi auguro che questo possa avvenire, altrimenti sarà un’occasione persa (sia per gli amministratori che per i cittadini) per costruire un’urbanistica partecipata, favorendo ciò che in molte realtà è già successo, cioè il confezionamento di nuovi PRG!

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 31, 2008 da in Iniziative con tag , , , , .

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