Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Non esiste una mente totale separata dal corpo, separata dalla società e separata dalla natura

Non so quanti oggi credano veramente che esista una mente totale separata dal corpo, separata dalla società e separata dalla natura; ma a quelli tra voi che direbbero che si tratta solo di ‘superstizione’, dirò che sono pronto a scommettere che in pochi minuti posso dimostrare loro che le abitudini e i modi di pensare che si accompagnano a quelle superstizioni esistono ancora nella loro testa e ancora determinano una larga parte dei loro pensieri. L’idea che voi potete vedermi regge ancora i vostri pensieri e le vostre azioni anche se intellettualmente voi forse sapete che non è così. Allo stesso modo i più di noi sono ancora guidati da epistemologie che sappiamo errate. Vediamo alcune delle implicazioni di ciò che ho detto.

Guardiamo al modo in cui le nozioni fondamentali sono rinforzate ed espresse in ogni genere di particolari del nostro comportamento. Il fatto stesso che io stia monologando davanti a voi è una norma della nostra sottocultura accademica, ma l’idea che io possa insegnare a voi, unilateralmente, è derivata dalla premessa che la mente controlla il corpo. E ogni volta che uno psicoterapeuta scivola in una terapia unilaterale, egli obbedisce alla stessa premessa. Di fatto, io, stando in piedi davanti a voi, sto compiendo un atto di prevaricazione, rinforzando nella vostra mente un atto di pensiero che in realtà è assurdo. Tutti noi continuamente facciamo questo, perché ciò è insito nei particolari del nostro comportamento. Notate che io sto in piedi, mentre voi state seduti.

Lo stesso ragionamento conduce ovviamente alle teorie del controllo e alle teorie del potere. In quell’universo, se non si ottiene ciò che si vuole, si dà la colpa a qualcuno e si erige una prigione o un manicomio, secondo i gusti, e vi si caccia il colpevole, se si è capaci di identificarlo. Se non si è capaci di identificano, si dice: “È il sistema!”. Questo è grosso modo il punto a cui sono giunti oggi i nostri giovani, che danno la colpa al sistema; ma noi sappiamo che non è ai sistemi che si deve dare la colpa: anch’essi fanno parte dello stesso errore. Poi naturalmente c’è il problema delle armi. Se voi credete in quel mondo unilaterale e pensate che anche gli altri ci credano (e probabilmente avete ragione, ci credono), allora la cosa da fare, ovviamente, è procurarsi delle armi, colpirli duramente e ‘controllarli’.

Si dice che il potere corrompe; ma questo, credo, è assurdo: è l’idea del potere che corrompe. Il potere corrompe più rapidamente quelli che credono in esso, e sono proprio costoro quelli che più ardentemente lo desiderano. Ovviamente il nostro sistema democratico tende a elargire il potere a coloro che lo bramano, e fornisce ogni occasione di evitarlo a coloro che non lo vogliono. Non è una soluzione molto soddisfacente, se il potere corrompe proprio quelli che ci credono e lo vogliono.

Forse il potere unilaterale non esiste: dopo tutto, l’uomo ‘al potere’ dipende dall’informazione che continuamente deve ricevere dall’esterno. Egli reagisce a quell’informazione nella stessa misura in cui ‘fa’ accadere le cose. Per Goebbels non è possibile controllare l’opinione pubblica tedesca, poiché per farlo egli deve avere spie o confidenti o sondaggi d’opinione che gli dicano che cosa pensano i tedeschi; egli deve poi decidere che cosa rispondere a quest’informazione, e poi di nuovo scoprire come essi reagiscono. È un’interazione e non una situazione unidirezionale. Ma il mito del potere è, naturalmente, un mito potentissimo, e probabilmente la maggior parte delle persone a questo mondo più o meno ci credono. È un mito che, se tutti ci credono, nella stessa misura si auto-convalida. Ma è tuttavia una follia epistemologica e conduce senza scampo a disastri di vario genere.

Infine c’è il problema dell’urgenza: è ora chiaro a molti che immensi pericoli di catastrofe sono germogliati sugli errori epistemologici occidentali. Essi vanno dagli insetticidi all’inquinamento, dalla ricaduta delle scorie radioattive alla possibilità di fusione della calotta antartica. Soprattutto, la nostra incredibile volontà di salvare la vita dei singoli individui ha creato la possibilità di una carestia mondiale nell’immediato futuro. Forse abbiamo una possibilità alla pari di superare i prossimi vent’anni senza disastri più gravi della semplice distruzione di una o più nazioni.

Io credo che questa massiccia congerie di minacce all’uomo e ai suoi sistemi ecologici sorga da errori nelle nostre abitudini di pensiero a livelli profondi e in parte inconsci.

Bateson G., “Verso un’ecologia della mente”, Adelphi, pag. 508

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 11, 2008 da in Casatenovo.

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