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#Intervista ad Alessandro Ciacci sul progetto “Rifiuti Zero”

Acqua, Rifiuti ed Energia rappresentano tre questioni fondamentali per il futuro del nostro pianeta. Emergenze ambientali ed emergenze sociali aumentano laddove le politiche di governo del territorio non sono indirizzate a costruire una vera sostenibilità ambientale ed una maggiore giustizia sociale. Senza una partecipazione vera ed un aumento della coscienza collettiva sul valore dei beni comuni rischiamo di perdere il controllo di fattori determinanti il nostro benessere. Il Comune di Capannori (LU), nel piccolo di un’esperienza comunale, sta cercando di affrontare con determinazione e coraggio queste sfide costruendo alternative che affrontino la sostenibilità anche attraverso una vera partecipazione. Capannori è il primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia rifiuti zero”. Per questo motivo ho contattato l’assessore all’ambiente del comune di Capannori, Alessio Ciacci, per sottoporgli alcune domande e comprendere meglio come è possibile impostare e implementare un progetto così ambizioso. L’assessore si è dimostrato estremamente disponibile, mosso da reali passione ed impegno anche nella comunicazione che è poi la base per una vera chance partecipativa.

Innanzitutto quali sono gli obiettivi principali del progetto?

Attraverso la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti Zero” ci siamo posti l’obiettivo “di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75%”, combinando questi obiettivi con un impegno costante mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti. La questione rifiuti ha dimostrato in questi anni la centralità dello “stile di vita” ed ha fatto emergere la problematica dello smaltimento di enormi montagne di scarti che la nostra società produce. Negli ultimi 15 anni la produzione di rifiuti in Toscana è aumentata ad un ritmo annuo di circa 100 mila tonnellate, ogni anno più di 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono in discariche o inceneritori. A Capannori stiamo cercando di dimostrare che i rifiuti non sono una calamità naturale ma una variabile che può essere governata con un’ottica di sostenibilità. Serve un po’ di coraggio.

Se dovessi riassumere il progetto, quali sono gli aspetti chiave?

A Capannori abbiamo voluto costruire una politica ambientale i cui punti fondamentali fossero essenzialmente due: sostenibilità e partecipazione. Il primo elemento cardine su cui siamo intervenuti sul settore rifiuti è il sistema della raccolta. E’ ampiamente dimostrato che il sistema industriale e meccanizzato dei grandi mezzi e grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata rimane a livelli troppo bassi che non riescono a superare, se non in casi eccezionali, il 35% di differenziazione. Il nostro comune ed ASCIT hanno dunque avviato una completa riorganizzazione del servizio andando ad eliminare dal territorio tutti i cassonetti ed attivando la raccolta domiciliare “Porta a porta”, con la consegna a tutte le famiglie degli strumenti per la raccolta differenziata. Questa scelta non ha rappresentato per noi solo una scelta tecnica di diversa gestione della raccolta dei rifiuti, ma una rivoluzione sia per l’azienda ASCIT che per tutte le famiglie a cui si è chiesto, con fiducia, un piccolo sforzo per contribuire a far sì che gli scarti non siano più un problema per l’ambiente, ma una risorsa che possa essere riutilizzata e riciclata.

In secondo luogo, veniamo alla partecipazione che è l’elemento centrale di tutte queste politiche ed in primis dell’avvio del “porta a porta”. La chiave del successo di questa esperienza è stata proprio il consenso della popolazione. Un consenso che non è stato scontato ma che abbiamo condiviso con la cittadinanza in decine e decine di assemblee. Sale comunali, bar, sale parrocchiali, circoscrizioni, condomini, ovunque abbiamo svolto assemblee pubbliche sul tema rifiuti. In quei momenti d’incontro abbiamo condiviso la complessità della problematica rifiuti, la necessità di una maggiore differenziazione ed abbiamo portato una proposta concreta e con vantaggi per tutta la collettività. Per la distribuzione del materiale (sacchetti e bidoncini), delle istruzioni per effettuare la separazione, abbiamo fatto una convenzione specifica con le associazioni del territorio (Associazione per Lammari, Legambiente, Centro culturale di Tassignano…) che, con un nostro piccolo incentivo per ogni famiglia visitata, hanno inviato i loro volontari in ogni casa, abitazione e condominio per spiegare a tutti il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. Una politica che è cresciuta dal basso, che ha ascoltato e coinvolto migliaia di cittadini, e che ha visto il successo grazie alla loro vera partecipazione.

Contro la cultura dell’usa e getta e dello spreco e dell’abbandono, il porta a porta aiuta ad insegnarci che i nostri comportamenti hanno un effetto immediato sull’ambiente e sta a noi cittadini fare per primi la nostra parte. Dall’altra parte l’amministrazione riconosce ai cittadini uno sconto sulla tariffa e la prospettiva, quando il “porta a porta” sarà diffuso a tutto il territorio comunale, è quella di cambiare il sistema tariffario in modo da collegare la tariffa alla produzione effettiva di rifiuto indifferenziato. La politica è tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere la democrazia ed il protagonismo delle comunità. Unire queste urgenze di partecipazione all’urgenza di salvare il nostro ambiente dal degrado e dall’insostenibilità è la prima missione di un buona amministrazione. L’utopia non è infatti un mero sogno di pochi idealisti ma può essere declinata in scelte quotidiane e di responsabilità che coinvolgono ed aggregano le comunità locali nella costruzione di un migliore futuro possibile.

A che punto è, oggi giugno 2008, il progetto?

A Capannori il “Porta a porta” è un sistema ormai consolidato su oltre 26 mila dei 45 mila cittadini del comune di Capannori, con una raccolta differenziata che supera l’80% di differenziazione. Sono bastate queste cifre per far schizzare la raccolta differenziata a livello comunale oltre il 57% nel 2007. Con questi dati già dal 2006 Capannori è il primo comune toscano per raccolta differenziata. Nelle 18 frazioni servite dal servizio porta a porta nel marzo 2008 abbiamo toccato l’82% di raccolta differenziata. Prima del “porta a porta” la raccolta era quantificata nel 37%. Dal 4 febbraio di quest’anno il servizio è stato ampliato ad ulteriori 11 frazioni arrivando a coprire il 60% della popolazione con un riciclo sul volume totale comunale pari al 65%. Nei prossimi mesi il servizio verrà esteso alle frazioni mancanti.

Parliamo dei vantaggi di questo progetto partendo dai più evidenti: vantaggi ambientali..

Dal 2004 al 2007 abbiamo avviato a riciclaggio 56.861 tonnellate di rifiuti. Dall’avvio del “porta a porta”, grazie all’aumento della raccolta differenziata abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati di oltre 10.000 tonnellate. Grazie alla sola raccolta differenziata della carta nel 2007 abbiamo risparmiato, l’abbattimento di 100.000 alberi, il consumo di 2.85 milioni di litri di acqua, l’emissione di 9.100 tonnellate di CO2. Per un termine di paragone 2,85 milioni di litri di acqua risparmiati equivalgono al risparmio idrico del consumo annuo di ben 31.647 cittadini. Grazie al riciclo del vetro e della plastica, la mancata emissione in atmosfera di CO2 è stata pari a ben 821.200 kg. Grazie all’utilizzo di sfalci e potature si è ottenuto un risparmio di 1.074.500 kg di CO2. Sommando questi dati si ottiene la mancata emissione di 1.904.800 tonnellate di CO2 in atmosfera, dato che coincide con il mancato consumo di 676.204 barili di petrolio.

Vantaggi economici…

Nel 2007 a Capannori sono state raccolte 15.723 tonnellate di materiale differenziato. In Provincia di Lucca il costo medio di conferimento dell’indifferenziato è di 160 euro alla tonnellata. Se queste 15.723 tonnellate fossero finite nel circuito dei rifiuti indifferenziati sarebbero stati necessari ben 2.515.680,00 euro per il loro smaltimento. La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio di queste 15.723 tonnellate è stata invece di 507.688 euro. Inoltre occorre considerare che la carta è una risorsa. Infatti dalla vendita delle 6.439 tonnellate di carta raccolta nel 2007, sono stati ricavati ben 340.010 euro Andando dunque a sottrarre il costo di smaltimento dei materiali differenziati, al ricavo ottenuto con la vendita della carta, si ottiene un costo complessivo per le 15.723 tonnellate di rifiuti differenziati di 167.678 euro. Se confrontiamo questo dato con il costo che sarebbe derivato dallo smaltimento nel ciclo dell’indifferenziato, il risparmio nel conferimento agli impianti è dunque pari a 2.348.000 nel solo 2007. Un ulteriore elemento positivo dell’esperienza di raccolta domiciliare a Capannori è l’aspetto del lavoro. Il “porta a porta” necessita infatti di un numero più elevato di operatori. Dall’inizio del sistema di raccolta “Porta a porta” ad oggi ci sono state circa 30 nuove assunzioni. Questo non ha significato però maggiori costi perché questi sono stati compensati dai risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Questi risparmi li abbiamo investiti non solo in mezzi più piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche garantendo un risparmio sulla tariffa al cittadino.

E per i cittadini?

Con i risparmi ottenuti dal non dover smaltire i rifiuti indifferenziati, oltre a coprire i costi delle nuove assunzioni, abbiamo riconosciuto una riduzione della tariffa ai cittadini. La riduzione è stata pari al il 20% sulla parte variabile. Ai vantaggi legati alla riduzione della tariffa si aggiungono anche i vantaggi di un servizio di grande qualità, che oggi viene richiesto nelle frazioni dove non è ancora stato attivato. L’eliminazione definitiva dei cassonetti comporta inoltre un maggior decoro urbano e l’eliminazione di tante piccole discariche abusive che prima si formavano accanto ai cassonetti. I cittadini di Capannori possono inoltre conferire qualsiasi tipologia di rifiuti presso due isole ecologiche che abbiamo realizzato con un sistema informatico che registra ogni conferimento ed attribuisce all’utente un punteggio registrandolo su una tessera magnetica. A fine anno il punteggio si trasforma in un bonus economico inviato con assegno direttamente a domicilio.

Il differenziato viene totalmente riciclato?

Si, Tutto il materiale raccolto in maniera differenziata è avviato a riciclo. L’organico, in attesa di poterlo trattare in un nostro impianto che abbiamo in programma, viene inviato all’impianto di compostaggio di Montespertoli (FI) ed è poi destinato alla produzione del compost. Il Compost viene poi indirizzato verso tre filiere: l’utilizzo diretto in agricoltura, la commercializzazione alle aziende che producono terriccio ed un’ultima parte alle aziende che producono fertilizzanti. La carta viene selezionata tra carta congiunta e selettiva, è venduta attraverso il consorzio Comieco per il recupero della carta ed indirizzata alle aziende che poi producono cartone o carta riciclata. Il multimateriale (vetro, plastica e lattine) è stato indirizzato all’impianto dell’azienda Revet di Pontedera, dove è stato selezionato ed avviato ai rispetti consorzi del riciclo. La plastica viene suddivisa in 5 colori (trasparente, azzurrata, blu, verde e ad alta densità) al fine di valorizzarla al meglio nel mercato del riciclo. Nemmeno gli scarti di questo processo di selezione vengono avviati a smaltimento perché sono riutilizzati dall’azienda per la produzione di bancali in materiale riciclato.

Avete profuso grande impegno alla differenziazione e riciclo, il problema odierno però sembra anche legato a una crescita dei volumi, quanto è stato fatto in tal senso?

Abbiamo avviato politiche mirate a ridurre la produzione degli scarti cercando di legare buone pratiche ambientali con buone pratiche in campo sociale ed economico. Circa il 30% dei rifiuti soldi urbani è composto dall’umido, la frazione organica. Grazie ad una grande campagna per il Compostaggio Domenistico, iniziata fin dal 2005, abbiamo tolto dai rifiuti tonnellate di organico che sono andate direttamente nei terreni e negli orti, invece di finire nei cassonetti. Per incentivare questa buona pratica abbiamo riconosciuto un’ulteriore sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa a tutti i cittadini che praticano l’autocompostaggio. Grazie a questa politica oggi le utenze che hanno avviato il compostaggio domestico sono salite a 2023 nel territorio comunale. Nel corso del 2007 abbiamo abbinato una grande campagna per l’autocompostaggio ad un verifica su una campione di quanti avevano finora aderito. I controlli hanno dimostrato che oltre il 96% dei casi stavano facendo in maniera corretta il compostaggio domestico. Per sottolineare anche l’importanza dell’utilizzo dei materiali riciclati e di alimentare il mercato dei prodotti con materie prime seconde, il Comune di Capannori ha adottato dal 2005 il sistema degli acquisti verdi, con un delibera di adesione alla procedura GPP (Green Public Procurement) tutti gli acquisti dell’ente comunale sono stati vincolati ad una procedura che selezioni i prodotti fatti dando una preferenza a quelli prodotti con materiale riciclato in modo da sostenere la domanda dei prodotti realizzati con un minor impatto ambientale e dimostrare che anche attraverso gli acquisti si può incidere. Nel 2005 grazie al “ Green Public Procurement” il Comune di Capannori ha vinto il Premio “Toscana Ecoefficente”. Oltre alla procedura per acquisti verdi abbiamo avviato un sistema interno al palazzo comunale che ha attivato la raccolta differenziata ed il recupero dei rifiuti speciali come, ad esempio i toner delle stampanti, che in questo modo possono essere rigenerati e avviati a nuova vita.

Leggendo qui e là mi è parso di capire che una particolare attenzione è stata posta nella promozione dell’acqua pubblica, è così?

L’Italia è il paese Europeo con il maggior consumo di acque minerali. Un consumo che non è certo motivato dalla minor qualità delle acque di acquedotto bensì da una massiccia campagna pubblicitaria che ci induce all’acquisto dell’acqua al supermercato con costi superiori del 1000% rispetto a quella “pubblica” e con una qualità non certo migliore. L’acquisto di acque minerali comporta gravi conseguenze sull’ambiente per i rifiuti che producono ma anche per la grande circolazione di tir che attraversano l’Italia per trasportare l’acqua del Sud Italia al Nord e viceversa. Con l’inizio dell’anno scolastico 2007 abbiamo deciso di sostituire progressivamente dalle mense scolastiche le acque minerali con l’utilizzo delle brocche di acqua del rubinetto. Questo ci fa risparmiare, solo dalle prime tre scuole da cui è partito il progetto, ben 8.500 confezioni di acqua minerale all’anno. Nel corso del 2008 altre scuole hanno aderito al progetto che stiamo estendendo a tutto il Comune. Con lo stesso obiettivo di diminuire l’utilizzo delle acque minerali ma anche per valorizzare i luoghi delle fonti naturali presenti sul territorio come luoghi di “bene comune”, abbiamo costruito un percorso denominato: “La Via della Buona Acqua”. Il percorso valorizza la presenza delle fonti con una cartellonistica stradale e l’indicazione delle proprietà dell’acqua che ne sgorga e la garanzie dell’assoluta sicurezza nell’utilizzo. Per la riduzione degli imballaggi ma anche per la valorizzazione della “Filiera Corta” abbiamo realizzato un distributore automatico del latte alla spina. Grazie a questo distributore, il cittadino potrà avere un latte più fresco, non trattato e più genuino, il latte sarà più economico perché con 1 euro si acquista 1 litro di latte fresco appena munto, all’allevatore viene riconosciuto più del doppio rispetto a quanto riconoscono le centrali del latte, il latte può essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e risparmiando all’ambiente l’utilizzo dei contenitori “usa e getta”.

Ultimissima cosa, parlando con Domenico Finiguerra, portatore di un’altra lodevole esperienza, quella del PGT a crescita zero, mi disse che con la sua amministrazione sta lavorando ad un coinvolgimento e sensibilizzazione dei comuni circostanti affinchè compiano scelte simili. Voi state operando in tal senso?

Grazie all’impegno del Comune di Capannori l’ATO della Provincia di Lucca ha avviato un grande lavoro sulla riduzione dei rifiuti che ha coinvolto 28 dei 35 comuni della provincia nella firma di un Protocollo d’Intesa per la riduzione dei rifiuti. Inoltre, sempre grazie alla collaborazione con l’ATO, Capannori ha avviato un tavolo di discussione con la grande distribuzione per avviare iniziative specifiche volte a incrementare l’utilizzo dei distributori automatici dei detersivi così come il recupero della merce invenduta.

(a cura di Alfio Sironi)

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 10, 2008 da in Rifiuti con tag , , , .

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