Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Appunti dalla Valle della Nava – uscita 23 novembre 2008


23 novembre 2008 Muntanej e altre schegge d’inverno

Assente – giustificata? mah…. più di tutto poté, forse, il freddo, molto temuto dalla nostra – la prof. Farina, ci troviamo in due: io e Alfio Sala. La volta scorsa, potremmo dire, abbiam fatto per scherzare. Oggi si fa sul serio: un censimento come si deve, come fanno quelli veri. Quelli veri? Mah, vedo Alfio senza binocolo e senza specola. “...’na ciapa pü da ratt…”, verrebbe da dire, usando il sempre funzionale vernacolo. Prima dell’uscita di oggi ho individuato i punti di ascolto: il termine indica quei luoghi in cui ci fermeremo per 10 minuti, segnando tutte le specie che individuiamo. In tutto saranno 6, distanziati di circa 500 metri l’uno dall’altro.

La Brianza Casatese offre del suo meglio; a dispetto di previsioni apocalittiche, non fa nemmeno poi così freddo: poca la brina sui prati.

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Non mi aspetto molto: la monotonia del luogo non permette grande varietà, almeno a livello di pennuti. Non è tutto. Sono stato qui già altre volte; in ogni occasione, però, non ho avuto la possibilità di sentire una vera appartenenza nei confronti di questo luogo. Non è elemento trascurabile: ci attende un’operazione lunga, un’annata di uscite non è poco. In questi casi è ingrediente decisivo sentire come propri il terreno che si calpesta, le pozzanghere in cui si affonda, la chiazza di alberi là davanti, quell’albero storto che ci permette di orientarci….. Le altre volte, alla fine si trattava di scampagnate. La natura, anche i pochi ritagli rimasti in un’area a forte presenza umana, richiede tempi e attenzioni diversi e particolari. Richiede i ritmi che sono propri ad essa e a chi ne ascolta il respiro, in una simbiosi mentale e fisica. Per il sottoscritto – ma penso valga per altri e per molti altri ambiti – è molto importante la frequentazione ripetuta, e il riuscire ad orientarsi in modo completo in un luogo. “Mettere in carta, mi raccomando…”, così ci inculcavano ai tempi dell’Università. Insomma: ad ogni passo bisogna sapere perfettamente dove ci si trova, per registrare dati e sentirsi in sintonia col circostante.

Finita la psicologia da quatar ghej, veniamo alla Nava. Al primo punto si fa vivo un rampichino, animale sempre affascinante: parrebbe più farfalla che uccello, per le dimensioni e la forma. Poco simpatico per i fotografi – Alfio ne sa qualcosa –, è difficile da inquadrare con l’obbiettivo. Ma queste sono altre storie.

Inizio a capire perché Alfio non porta il binocolo: non gli serve. Riesce ad individuare tutto ciò che si muove nel raggio di decine di metri. E, diavolo di un casatese, ne descrive anche i dettagli.

Muntanej!”, esclama ad un certo punto. “Muntanej”, confermo, puntando il binocolo. Era quello che mi aspettavo dall’uscita di oggi: le peppole, per dirla in italico idioma. Si muovono, lo vuole la convenzione, insieme ai fringuelli, dei quali sono parenti stretti. Ma quanti/e sono? Alcuni individui partono dalle stoppie, schegge alate, per andare sugli alberi vicini. Altri fanno il contrario. All’altezza di Cacciabuoi notiamo che si nutrono su queste erbe, traendo energie dai semi, probabilmente.

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All’altezza di Cascina Bracchi, nei campi, peppole e fringuelli divengono nuvole. Una cinquantina in tutto, stimo prudentemente. Le pannocchie sono chiuse, cosa troveranno sul granturco da mangiare? Sta di fatto che si muovono molto volentieri tra le piante ancora in piedi.

L’ultimo punto si trova al termine della Valle, poco lontano dalla strada. Qui troviamo, sorpresa poco gradita, alcuni personaggi che giocano – bardati che il Vietnam era niente al confronto – alla guerra simulata. Non vado oltre nel toccare queste miserie umane: partiranno segnalazioni per le autorità competenti.

Sta di fatto che ci tocca rientrare. Ritroviamo la nuvola di peppole e fringuelli: sono tanti, almeno 150 circa in tutto. Bagaj, è l’inverno; le peppole sono da noi visitatori della stagione fredda, dal Nord. Quest’anno se ne vedono un po’ dappertutto, per la gioia degli inanellatori. Aggiorno i numeri, con rigore da contabile. Sul taccuino durante il rientro vanno a comparire anche una passera scopaiola e un tordo bottaccio, altre presenze invernali per le nostre lande.

A presto, Valle della Nava.


Matteo Barattieri

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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