Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Ecco cosa chiediamo al nostro futuro sindaco…

Nei giorni scorsi abbiamo presentato alle coalizioni che si affronteranno a Casatenovo durante il prossimo appuntamento elettorale di giugno il contributo che potete leggere di seguito. In esso abbiamo elencato quelle che per noi sono le maggiori priorità per il paese e alcuni spunti contenutistici che ci è parso utile sottoporre al dibattito politico in corso. Speriamo che entrambe le forze in campo sappiano confrontarsi su questi temi che altro non sono se non indicazioni di buon senso.

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Egregio Candidato Sindaco,

il Gruppo Valle della Nava quale associazione che si occupa di tutela e valorizzazione del territorio con la presente vorrebbe sottoporre alla coalizione da Lei rappresentata alcuni possibili spunti da considerare nella stesura del programma elettorale in vista del prossimo appuntamento di giugno e per fare presenti alcune plausibili priorità operative dei mesi a venire.

Le prossime righe sono da intendersi, se pur in sintesi, come il frutto di una riflessione maturata lungo due anni di attività a contatto con la popolazione, il territorio o parte di essi.

Crediamo, innanzitutto, che ci sia una grande e delicata priorità che dovrà essere affrontata tanto durante la campagna elettorale, quanto nel prossimo mandato, a Casatenovo: la redazione del nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT). Da questo documento discenderanno una serie di indicazioni e decisioni che avranno effetti tangibili sulla qualità dell’ambiente in cui viviamo e sulle condizioni del nostro abitare.

La prossima amministrazione si troverà a gestire concretamente una delle più importanti trasformazioni urbanistiche dell’intero territorio comunale: il centro verrà ricostruito e andrà ad ospitare circa 1000 nuovi abitanti. Il paese si troverà ad accogliere, sulla medesima superficie, l’equivalente peso antropico di una ipotetica nuova frazione. Crediamo doveroso sottolineare che un intervento di tale portata debba essere adeguatamente compensato salvaguardando e valorizzando il resto del territorio. Fatto salvo l’intervento urbanistico che interesserà il centro del paese, crediamo auspicabile un deciso, se non totale, contenimento delle espansioni edilizie sul resto della superficie comunale.

In secondo luogo, ma coerentemente con quanto al primo punto, ci sono altri suggerimenti a cui accenniamo solo brevemente, sperando che siano da voi considerati ed eventualmente sviluppati:

In primo luogo, sarebbe necessario affiancare al contenimento degli urbanizzati una chiara attività di riprogettazione delle aree agricole e naturali. Dalla prossima amministrazione vorremmo un gesto forte in tal senso: un cammino concreto e programmato per capire quali siano le migliori modalità per valorizzare le parti più “belle” – ci lasci usare una parola semplice, diretta, ma efficace – del nostro territorio. A tal proposito, viste anche le intenzioni ufficiali del Presidente del Parco dei Colli Briantei, l’Arch. Damiano Prina, sarebbe auspicabile provare a pensare all’allargamento di uno degli enti parco già presenti sul territorio, un’area protetta che possa essere reale opportunità per saldare insieme, senza miopie, in ottica sovralocale, la rete ecologica esistente, creando maggiori opportunità dal punto di vista della fruizione ambientale e delle piccole reti turistiche che ormai in Brianza sono una realtà consolidata (ma che si stenta a voler riconoscere).

D’altro canto, come già auspicato in diverse occasioni pubbliche dalla nostra associazione, sulla scorta delle indicazioni pratiche fornite dall’associazione Sentieri e Cascine, pare sempre più opportuno ripensare gli spazi della nostra agricoltura tentando un possibile coinvolgimento diretto degli operatori agricoli mediante i mezzi e le modalità ritenute più opportune.

In tema di agricoltura, salute e cultura locale, sarebbe altresì interessante pensare ad un mercato degli agricoltori di zona a cadenza settimanale: momento utile per creare sinergie positive tra produttori agricoli locali, istituzioni e cittadini, spazio concreto in cui “fare agri – cultura”.

In secondo luogo, la riprogettazione del capoluogo aprirà a diverse questioni legate alla fruibilità dello spazio, allo smaltimento delle acque e dei rifiuti, alla sostenibilità e vivibilità del nuovo centro.

Inutile, prima di tutto, ribadire la necessità di ricostruire con modalità tecniche all’avanguardia, in grado di garantire minori sprechi e un miglior funzionamento delle strutture: ci riferiamo all’installazione di pannelli solari e fotovoltaici per la produzione di acqua calda ed energia elettrica, ad adeguate misure di coibentazione, a sistemi di riscaldamento e impianti elettrici “intelligenti”. Anche in questo caso, ci piacerebbe scorgere uno sforzo concreto della coalizione in un’ottica d’innovazione. L’idea, più volte sollevata, di un nuovo centro a “impatto zero”, capace addirittura di produrre più energia di quella consumata, andrebbe attentamente analizzata, magari con l’apporto qualificato di un dipartimento universitario.

E’ necessario al contempo pensare di riportare il “verde” in centro, per garantire adeguata vivibilità ai molti nuovi casatesi che vi si instaureranno. Pensare ad un parco urbano, un’area verde di prossimità facilmente fruibile e che offra la possibilità, all’anziano come allo studente, di avere uno spazio di ricreazione e socializzazione diverso dall’ambiente costruito. In tal senso, crediamo sia importante cogliere gli spunti offerti dal Bando della Fondazione Cariplo edizione 2009 rispetto al tema del “Paesaggio” e a cui l’attuale amministrazione sta già partecipando in coordinamento con Cooperativa Demetra. Se il lavoro verrà svolto con serietà e profondità d’analisi potrebbe essere un primo passo per raccogliere importanti indicazioni in tal senso. Per quanto ci riguarda sarebbe interessante riuscire a ricavare un’area a parco urbano in prossimità delle ville patrizie, un parco urbano che si apra e metta in connessione il centro con via Greppi e il parchetto di Villa Facchi. Un parco in città che valorizzerebbe le dimore storiche ivi presenti e aprirebbe una sorta di cannocchiale sulla prima campagna che da lì si diparte verso la frazione Giovenigo (con eventuale possibilità di creazione di una rete di collegamento più ampia).

Non da ultimo, serve un nuovo piano rifiuti che tenda ad un continuo incremento delle quantità riciclate. A tal proposito crediamo che più di qualche spunto si possa ricavare dall’esperienza dell’operazione Rifiuti Zero condotta nel Comune di Capannori (Lucca, 44.000 abitanti).

E ancora, il ridisegno del centro paese potrebbe essere l’opportunità per affrontare da principio il trascurato tema della mobilità dolce: le piste ciclabili. La maggior pressione antropica che graverà sul centro lascia prospettare più di qualche criticità rispetto al tema della viabilità interna. La bicicletta e adeguati spazi connessi al suo utilizzo potrebbero risultare strategici anche per una successiva revisione e integrazione degli altri tratti ciclabili già presenti sul territorio comunale. Peraltro, ad ulteriore sostegno di questa ipotesi è giunta l’approvazione in Consiglio Regionale del progetto di legge n° 0154 sulla mobilità sostenibile dello scorso 21 aprile 2009, che stanzierà 4,5 milioni di per progetti dedicati alla mobilità ciclistica. Un’occasione da non mancare.

Infine, e non certo per importanza, i temi dell’istruzione e della partecipazione.

Nel corso degli ultimi decenni, ed in particolare dopo la realizzazione dell’ autonomia scolastica, il ruolo degli Enti locali in campo scolastico si è profondamente modificato ed ha assunto una diversa prospettiva. La Circolare del Ministero dell’Interno n. 15/93 recita: “I compiti meramente strumentali attribuiti agli Enti Locali, come erogatori di servizi, vanno a collocarsi in un più coerente e funzionale quadro di politica nel campo dell’istruzione, dove i trasporti, le mense, l’edilizia scolastica, il personale, l’assistenza socio-sanitaria e gli interventi in materia di orientamento scolastico e professionale diventano un contenitore strutturale e organizzativo necessario per attivare processi formativi condivisi e largamente partecipati“. Alla luce di tali indicazioni chiediamo alla prossima amministrazione di intensificare i percorsi di educazione ambientale (sensibilizzazione al consumo del suolo, fonti alternative, rifiuti, inquinamento luminoso, ec) e le attività già avviate in tal senso all’interno delle scuole.

Da ultimo, come associazione orientata al costante coinvolgimento della popolazione, il tema della partecipazione: per noi argomento particolarmente sentito. Sulla scorta dell’esperienza maturata in questi anni e in vista delle prossime rilevanti decisioni che riguarderanno l’intero paese, il nostro invito è rivolto a una seria riflessione riguardo l’adozione di nuovi metodi di partecipazione che esulino dalle normali riunioni di quartiere. Vorremmo fare presente la necessità di investire su processi di partecipazione, anche intermedi, che coinvolgano dapprima solo alcuni settori della popolazione mediante un percorso condotto da animatori territoriali professionisti. Solo attraverso un crescente processo guidato di partecipazione e coinvolgimento si potrà creare un percorso che serva alla comunità per riappropriarsi dei temi pubblici e dell’interesse verso gli stessi.

Nel nostro caso, abbiamo già collaborato con una associazione milanese che si occupa di animazione territoriale e risoluzione di conflitti a livello urbano: Rete Lilliput. Una realtà che ci ha dimostrato come interventi di questo genere offrano risultati concreti e migliori senza comportare costi esorbitanti. I ragazzi di Lilliput, ad esempio, svolgono questo ruolo per passione, nel tempo libero, chiedendo poco più di un rimborso spese.

Concludiamo queste righe ribadendone la parzialità: altri e diversi i temi che andrebbero trattati con una certa urgenza. Crediamo però che, nonostante le tante difficoltà e i tanti input che pervengono a Lei e alla coalizione che rappresenta, una nuova impostazione (più orizzontale) possa facilitare la creazione di consenso, la risoluzione a priori di alcune problematiche, l’innalzamento del livello di dibattito e del numero di persone che dibattono su temi importanti per la buona salute del nostro Comune.

Ringraziandola per la disponibilità, porgiamo i nostri migliori auspici in vista dei prossimi impegni.

Gruppo Valle della Nava

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Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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