Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Una pigra giornata d’inverno – 3 gennaio 2010


Eh sì, la Nava decide di darci il Buon Anno, con pigrizia, quella tranquilla pigrizia delle giornate invernali, un po’ coperte, insistentemente fredde ma non gelate, coi resti di una ormai vecchia, seppur abbondante nevicata, insomma quelle giornate molto apprezzate dai “nostri vecchi”, che potevano tranquillamente tirar sera, espletando “solo” i lavori di casa, visto che anche la terra e le piante riposavano, in attesa di tempi migliori.
Quelle giornate senza il fascino della neve o della nebbia, e neppure della limpidezza data dal freddo secco.
Ma noi oggi, probabilmente abituati all’incalzare del tempo, non riusciamo a cogliere a fondo questa tranquillità, e la definiamo “pigrizia”.


Faccio questi ragionamenti in attesa di scrivere qualcosa sul quadernetto delle presenze ornitiche, osservando che quest’anno il passo dei piccoli migratori non è certo quello dello scorso anno. E quasi a supportare questo mio pensiero, l’occhio nota i frutti della fitolacca rinsecchiti sugli arbusti, segno di scarso consumo da parte degli uccelli.


Ma sono “risvegliato” da un gruppetto di lucherini che passa sopra la mia testa, siamo alle solite ….uno ragiona e ragiona, poi in un batter d’ali ( definizione voluta ) la realtà cambia.
E allora si ripensa alle abbondanti presenze dei fringuelli, ante nevicata del 21 dicembre, ancora ai lucherini e all’eccezionale gruppo di gru, segnalato da altri osservatori.
E poi si ricomincia ad annotare gli “stanziali”: picchi, cincie, le immancabili cornacchie, a cui aggiungiamo prima della fine della giornata dei cardellini e l’ormai fissa presenza della poiana.
Altra nota : nella Nava c’è l’acqua!


Visto che mancava da mesi, questo dato fa notizia.
Dove l’acqua è ferma, il ghiaccio regala particolari figure.


Un piccolo roditore, ha inventato un “antifurto” molto particolare all’entrata della propria tana.


Chiudo le annotazioni, rilevando l’assenza del pettirosso. Strano uccelletto, in inverno si avvicina alle abitazioni, abbandonando il bosco. Poi ai primissimi segnali della primavera, vi fa ritorno, ma il suo carattere, che conoscevamo estroverso nei nostri giardini, fino ad arrivare sui balconi a beccuzzare le briciole, diventa più schivo, non lo si vede quasi mai.
Certo il canto ci accompagna sempre, spesso sommesso, ma scorgerlo tra la vegetazione, durante la bella stagione è poco probabile.
All’inizio dell’autunno ripropone la sua veste più socievole nel bosco, come un attore che si prepara dietro le quinte, per poi fare ingresso sulla scena : detto fatto, come arrivo alle case eccone prima uno, poi un altro ed infine un terzo.
Sempre a debita distanza uno dall’altro, perchè in inverno il pettirosso socializza più con gli esseri umani, che coi propri simili!


Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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