Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#I giorni della merla – 31 gennaio 2010


Questo è lo scenario che si presenta, subito, dalla Colombina. Siamo nell’ultimo dei “giorni della merla”, i più freddi dell’inverno, così almeno recita la tradizione. Spesso in effetti sono, secondo me, tra i giorni più belli dell’anno, freddi sì, ma tersi, con una luce meravigliosa, non solo per chi ama la fotografia. Quest’anno sono stati una delusione, almeno i due precedenti, pigri,quasi umidi. Oggi si va meglio, ma siamo assai lontani dal top. Certo, freddo è freddo, come si può vedere,


ma dopo le giornate record prima di Natale a meno 8/9 gradi….e poi il cielo, almeno nelle prime ore non è limpidissimo, anzi !
Comunque dopo queste divagazioni meteo, diamo spazio agli spunti che la Nava, come sempre, ci offre.
Anche oggi, come già rilevato in altre uscite, bisogna rimarcare la presenza di due folti gruppi di fringuelli, che hanno scelto la Valle come luogo di svernamento. Sovente se ne vede alzare dapprima qualcuno, poi altri ed altri ancora, fin quando ci si trova in mezzo, magari al gruppo più numeroso , stimato in 80 e più individui. Il fatto è che, sia sulle stoppie del mais, sia nel sottobosco spoglio, si mimetizzano assai bene, e talvolta si levano in volo, all’ultimo momento, a pochissimi metri di distanza. Poi si spostano con brevi voli sempre un po’ più in là, quasi a prenderti in giro, sempre fuori dalla portata dell’obbiettivo fotografico. Sembra che capiscano che non si vuole far loro del male, ma la confidenza è meglio darla solo ai propri simili, visto che comunque, con una norma assai discutibile, risultano cacciabili !
Ma nel gruppo, fortunatamente, anche se di rado, c’è qualche soggetto, come il maschio sotto immortalato, che vuole studiare più a fondo l’intruso di turno…


Come si diceva, questo inverno sono loro gli indiscussi, almeno per numero, protagonisti dell’avifauna presente nella Valle della Nava, mentree le peppole dello scorso anno non si sono viste per niente. Queste osservazioni, va detto, rispecchiano, le segnalazioni di tutta la zona.
Il bosco spoglio, presenta solo alcune “chiazze di attività palese”, rappresentate dai noccioli


mentre l’edera è una delle poche essenze che porta i frutti proprio in questo periodo.


Anche oggi, ci sono tracce di un pasto : non la classica spiumata però!
Questa volta si tratta di pelo, probabilmente di coniglio, presente in abbondanza anche sui rami di un grosso carpino.
Questo fatto ci fa ritenere che l’autore sia un volatile e non la volpe.


Ma non si tratta di vera predazione, infatti poco distante ci sono i resti di un brandello di pelle, quindi il “nostro” si sarebbe solo impadronito di una pelle di coniglio, appena buttata, presumibilmente presso una delle cascine della zona.


A questo punto non possiamo escludere nemmeno che possa trattarsi dell’opera di una cornacchia grigia.
Opera del tutto umana, è invece il luccichio, quasi abbagliante in mezzo alle stoppie del mais.


Ma non si tratta del solito sacchetto di plastica, bensì di un …palloncino, che poi proprio piccolo non è, avendo la forma e le dimensioni di un salvagente! Viene da Merate come recita l’adesivo “diteloconunpalloncino” .
Certo la visione dei palloncini che si alzano, liberati, è quasi poetica. Ma senza voler fare gli “integralisti ambientali”, poi in effetti dove cascano cascano, e possono rimanervi per anni, dati i materiali di cui sono fatti.
Anni fa, mentre ero a funghi in Valtellina, in un vallone assai scoscieso a 1.600 mt. di altezza, trovai i resti di un palloncino, proveniente da una cittadina svizzera, e come si usa da quelle parti, riportava ancora la cartolina da rispedire al “lanciatore”.
Il tutto per stabilire quale palloncino fosse arrivato più lontano. Giunto a casa inviai la catolina al destinatario.
Ecco oggi non so se lo rifarei, giusto per non alimentare la suddetta pratica.
Ma non voglio, pure stavolta, chiudere con una riflessione pesante, anche perchè in fondo oggi due momenti , proprio a chiusura dell’uscita, mi sono rimasti impressi :
l’airone che ha attraversato la Valle sopra la mia testa


e il lontano canto di un fagiano.
Entrambi, forse, a loro modo festeggiano un evento importante : oggi 31 gennaio, è stato l’ultimo giorno di attività venatoria.


Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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