Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Primi risvegli… bagnati – sopralluogo 28 febbraio 2010


La Nava. Ormai è un po’ di tempo che è protagonista delle nostre piccole storie, ma questa “primadonna” non aveva ancora ricevuto l’omaggio di un primo piano.
Anche perché spesso non si faceva trovare nel pieno della sua esuberante vitalità, ma stavolta si mostra così come sempre la si vorrebbe, e allora è arrivato il momento di immortalarla.
Non sembra certo lo stesso corso d’acqua che solo due settimane orsono languiva fino a sparire in una vena sotterranea, che l’asciugava completamente per buona parte del suo corso.
Di acqua se ne trova ovunque si guardi in giro: quella temuta che gonfia le nubi nel cielo plumbeo, ma che resterà per tutta la mattinata solo una potenziale minaccia, fino a quella che gioca coi primi segnali di fuga dall’inverno.
Le goccioline sono delle perle sulle gemme del salicone (salix caprea).


Se queste gemme, in tutti i significati del termine, fanno pensare istintivamente alla ripresa del ciclo naturale, quasi ad una nuova stagione di vita, altre immagini ricordano che
nell’eterno azzardo che è la vita stessa, per qualcuno la ruota si è fermata, in questo caso si tratta di un merlo, ma in seguito ci saranno anche le “spiumate” di due piccioni.


Va detto però che oggi, nonostante le condizioni meteorologiche o forse proprio per questo motivo, diversi gruppi, anche consistenti, di uccelli occupano la Valle: dagli immancabili fringuelli oggi un po’ infastiditi dalla presenza ostinata di un gheppio, ad un paio di interessanti voli di storni, fino ai colombacci che in una quindicina di individui riposano su una quercia.
Alcuni soggetti, stanziali, iniziano a marcare col loro canto quello che reputano il loro territorio, soprattutto pettirossi, scriccioli, cinciallegre e merli, ma si odono già i primi canti, anche di alcuni maschi di fringuello. Qualche colombaccio fa le prove dello spettacolare volo, caratteristico del periodo dell’accoppiamento, fatto di ascese e morbide planate.
Se gli animali percepiscono le avvisaglie della nuova stagione,possibile che la terra resti così fredda e insensibile? No di certo, allontanandosi dalla Colombina, che rappresenta la parte più umida e fredda della Valle, le piccole radure tra le piante accolgono il risveglio anche del sottobosco, coi primissimi capanellini invernali (leucojum vernum L.)

.


Quest’anno gli interventi di taglio del bosco sono stati veramente numerosi ed hanno riguardato soprattutto le robinie, come nel caso documentato,


ma non solo, poichè specie lungo il corso della Nava, per un buon tratto hanno toccato sia gli ontani e che alcuni alti pioppi.
Spesso poi, gli appezzamenti interessati dagli interventi negli anni precedenti, appaiono trascurati, lasciati a se stessi, e nel caso sempre delle robinie, si sono create sovente delle boscaglie spinose. In altri casi, per correttezza, bisogna rilevare che sono state risparmiate proprio le altre essenze boschive, quali carpini o querce.
In generale è pratica comune quella di lasciare sul posto le parti delle piante di scarsa utilità.


Questo fatto, rende chiaramente l’idea che l’ambiente,oggi , viene comunque considerato solo come fonte di appropriazione e guadagno, e differenzia l’approccio della “moderna” selvicoltura rispetto all’antica “cura del bosco”, dove al taglio seguiva sempre il recupero di ogni piccolo ramo e il naturale ripristino del territorio interessato, evitando ogni forma di spreco.
Insomma quello che si prendeva dall’ambiente, benchè derivante da faticoso lavoro, era ritenuto comunque un dono, da conquistare, ma pur sempre un dono.
Tornando al tema portante del resoconto odierno, come si accennava precedentemente, percorrendo la Valle si nota un crescendo dell’inizio della fioritura, certamente dovuto alla possibilità del sole di cominciare a scaldare la terra, visto che l’ambiente si “apre” notevolmente in direzione sud.
Se sotto la Colombina, il campanellino spuntava timidamente, qui,anche se solo in certi ambiti in questo inizio di stagione, la diffusione aumenta in modo esponenziale, fino a raggiungere concentrazioni fotograficamente notevoli.


Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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