Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Sopralluogo del 25 aprile – Sono arrivati tutti…

E’ in giornate come queste, dal punto di vista metereologico, che puoi dire : ” Siamo in primavera!”.
Il sole appare dapprima pigro, come se anche lui si avesse bisogno di distendere i muscoli, o meglio, i raggi… poi sempre più deciso spadroneggia nel cielo.
Ma la Valle della Nava, ostinatamente, oppone la sue peculiarità rappresentate da freschezza e una punta di perenne umidità, almeno nel primo mattino.
E le goccioline che imperlano la vegetazione, confermano il tutto.


La bella giornata spinge molte creature a non perdere tempo: questo vale in modo particolare per gli uccelli, molti dei quali sono in fase riproduttiva o vi si accingono.
Alla Colombina i merli riempiono il becco di prede, per lo più lombrichi, segno evidente che al nido i piccolo sono già nati. Anche i colombacci e le tortore dal collare, si affannano a cercare sul terreno semi e germogli, anche se in questo caso risulta più difficile stabilire se una nidificazione sia già a buon punto.
Certo che cogliere uno di questi uccelli che si insinua nella chioma delle piante, in questo periodo soprattutto le conifere dei giardini, è un buon indizio.
Soprattutto se dopo alcuni secondi ne fuoriesce l’altro componente della coppia, che a sua volta cerca subito del nutrimento, come la tortora dal collare ripresa proprio alla Colombina.


Intanto in Valle riecheggia il canto melodioso per eccellenza, cioè quello dell’usignolo.
Col sopraggiungere di questo migratore transahariano, dopo il cuculo e il torcicollo, si possono considerare terminati gli arrivi dei nidificanti.
Fino a una quindicina di anni orsono,sarebbe risultato mancante ancora un uccello caratteristico dell’estate : l’averla piccola, chiamata in Brianza “gageta”, nome derivante dal suo canto. Ma questo uccelletto, re incontrastato delle radure soleggiate, arricchite solo da qualche arbusto e alberello, è andato incontro ad un misterioso quanto drastico declino. Infatti ora è completamente sparito dalla bassa Brianza, anche in luoghi adatti e non eccessivamente antropizzati come il territori della Nava.
Il bosco, ormai ombreggiato, come si diceva è diventato l’habitat ideale per capinere, pettirossi e soprattutto per l’usignolo, che in Valle sembra resistere con due o tre coppie.
I fiori, invece, con l’ombreggiatura sono stati “espulsi” dal sottobosco ed ora colorano i prati destinati alla fienagione. Il colore dominante sembra essere il giallo dei ranuncoli e del tarassaco.


Anche se in molti casi, quest’ultimo sta portando a termine il suo ciclo riproduttivo, preparando i semi che il vento provvederà a disperdere.


La Nava, come spesso accade, presenta acqua solo in alcuni tratti del suo corso, anche se, fatte le debite proporzioni, per certi aspetti ricorda le “forre” scavate da torrenti ben
più importanti.


Voglio chiudere con un’immagine solo apparentemente idilliaca…


…infatti i bikers immortalati si stanno comportando in modo piuttosto disdicevole visto che dove pedalano non esiste nessun sentiero, ma solo l’aratura del campo!

Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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