Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Pioggia! – sopralluogo del 20 giugno 2010


Prima delle 6 e mezza, suona la sveglia: oggi “bisogna” andare in Nava, è giorno di censimento. La luce, poco intensa, che filtra dalle persiane non aiuta a stabilire se c’è il sole o… piove. Si cerca di intuirlo dal rumore delle pochissime auto che passano, ma neppure questo dà una risposta, anche se il sospetto cresce. Tagliamo la testa al toro, come si dice, e aperta la finestra ecco quello che in fondo ci si aspettava: pioggia. Non che sia un evento eccezionale… ma al 20 giugno è sempre lecito, meteorologicamente, attendersi dell’altro.
In fondo questa primavera ci lascia come ce la ricorderemo.
Oggi niente foto: la reflex digitale è troppo preziosa e troppo allergica all’acqua!
Non ci si può aspettare molto dal censimento odierno: un po’ di canti e qualche sporadico volo a sfidare la pioggia, non fortissima, ma insistente.
Così alla fine la visione del picchio verde, di qualche merlo, di un paio di verzellini alla Colombina e di qualche immancabile cornacchia, in fondo, risulta superiore alle previsioni.
Non che vada molto meglio coi soggetti al canto, questa volta non per colpa dei nostri amici alati, ma cogliere il canto e determinare la specie degli uccelli meno vicini o che si esprimono più sommessamente, resta un’impresa, tra il ticchettio continuo dell’acqua.
E se non la si determina ovviamente non la si può censire, per cui il taccuino oggi, alla fine, sarà piuttosto scarno.
Fa comunque piacere sentire un paio di usignoli, il cui “canto melodioso”, nell’immaginario collettivo, è comunque legato alla bella stagione.
I soli uccelli che sfidano l’acqua, standosene ostinatamente posati sui rami secchi più alti ed esposti, sono le cornacchie.
Si resta un poco perplessi, nel vedere che per un tratto, il solito, anche oggi la Nava è pressochè asciutta, per poi presentarsi ricca più a valle, appunto come avviene di consuetudine.
Inutile dire che in Valle, oggi, non c’è nessun altro essere umano. La cosa però non dispiace, anzi tornano alla mente le parole di mio suocero, gran cercatore di funghi, che da sempre sostiene che… “andare nel bosco quando piove è decisamente meglio, perché non c’è nessuno e lo senti tuo!”.
Largo ad ogni possibile fraintendimento, qui non si parla di possesso egoistico, si esprime solo quella piacevole sensazione data dalla solitudine, per cui ci si immerge ancor di più in questo mondo di suoni smorzati e canti, ma anche di attimi di silenzio… a parte il gocciolare senza sosta.
Lungo il sentiero, anche al ritorno, si cammina a testa bassa, un po’ per ripararsi dai rami piegati e grondanti, un po’ per evitare di schiacciare gli esseri che in queste condizioni diventano protagonisti: chiocciole e limacce.
Pazienza. Da domani è estate.

Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 22, 2010 da in Appunti dalla Valle della Nava, Biodiversità, Casatenovo.

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