Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Hanno ucciso la volpe – 7 novembre 2010


Dopo la nebbia del sabato… la pioggia della domenica, questa stagione piuttosto “tribolata”, che va avanti fin dall’estate, sembra non mettere la testa a posto.

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La nebbia di sabato

In fondo, siamo nella Settimana dei Morti e la tradizione ci parla, appunto, di nebbia, umidità e delle prime gelate: ma un po’ per il clima degli ultimi dieci e più anni, un po’ per le precipitazioni assolutamente al di sopra della media, pare proprio che questo brutto tempo non possa rientrare nella “normalità”.

Tant’è, il meteo non lo possiamo sciegliere, quindi non resta che coprirsi da capo a piedi e scendere in Valle, con un occhio di riguardo all’attrezzatura fotografica che mal si adatta all’acqua!
Peccato per il brutto tempo, perchè il bosco di faggi nei pressi della Colombina, in questo periodo dà il meglio in fatto di colori.


Già che siamo sull’argomento, questo piccolo lembo di ambiente montano, trapiantato in Brianza, merita senza dubbio una particolare attenzione. Anche se la posizione è molto vicina agli insediamenti umani, o forse proprio grazie alla custodia di chi vi abita, appare discretamente pulito.
E tra le foglie cadute dei faggi, che formano un tappeto al tempo stesso policromo e uniforme, compaiono diversi esemplari di Clitocybe nebularis, il fungo più rappresentativo di questo scorcio di stagione, che proprio dalle nebbie autunnali prende il nome.

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Di questo fungo, controversamente edule, tratteremo a parte in altra occasione: per ora ci limitiamo a sottolineare come il suo colore grigio chiaro si sposi bene col rosso delle foglie. In questa uscita, come probabilmente per tutto l’inverno, indipendentemente dalle condizioni metereologiche, il canto di un uccello caratterizza ogni angolo della Valle. E’ il pettirosso, che “sparito” in estate, magicamente riappare con l’arrivo del freddo. Questo uccelletto, delimita col canto il proprio territorio, difeso strenuamente anche d’inverno.
La Nava comunque anche oggi non è deserta, anzi… proprio in queste giornate diventa dominio quasi esclusivo dei cacciatori e dei loro cani. Questi ultimi sembrano godere un mondo proprio in queste condizioni climatiche, entrando tra i rovi grondanti d’acqua e sguazzando nelle pozzanghere, se non addirittura nella roggia stessa.
Ma purtroppo come spesso accade, non stiamo parlando di un approccio “etico” alla natura.
Questo viene confermato dal “ritrovamento”, se così si può dire, del cadavere di una splendida volpe, MESSO LI’ PROPRIO SUL BORDO DEL SENTIERO!
Assicuro che la povera bestia era morta a fucilate e, soprattutto, volutamente posizionata in quel punto. Ho evitato foto per non rendere “macabro” il racconto di questa uscita.
La caccia è un’attività legale, quindi anche se non la si ama, anche se è anacronistica, anche se è assurdamente praticata in spazi sempre più angusti, è comunque una realtà legale. Ma allo stesso tempo, quando si esprimono i lati più meschini di quella che un tempo era definita “un’arte”, parlo dell’ostentazione dell’uccidere fine a se stesso e dell’abbandono volutamente pubblico della vittima di questo atto, ritenendosi gli assoluti padroni del bosco, in spregio ai sentimenti degli altri visitatori, merita di essere contrastata in ogni modo.
Al ritorno, qualche altro “seguace di Diana”, non si sa se per vergogna o disprezzo, l’ha fatta rotolare un paio di metri giù nella scarpata.
Resta l’amara consapevolezza che, da qualche giorno, la Valle della Nava è più povera…


Sala Alfio

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

7 commenti su “#Hanno ucciso la volpe – 7 novembre 2010

  1. giancarlo lissoni
    novembre 12, 2010

    sono sempre più convinto che questa gente non ammette”la concorrenza”cioè
    chi secondo loro ruba le” LORO” prede.perchè secondo questi CACCIATORI tutto ciò che cammina o vola ,ma si nutre per vivere delle “LORO” prede vanno uccisi. io penso che la caccia debba essere abbolita senza nessuna eccezzione di luoghi o periodo
    un saluto a tutti coloro che la penano come me ,ciao

    • cristina beretta
      novembre 29, 2010

      Finalmente un pensiero forte radicale e coerente.Come possiamo lasciare il nostro scarso patrimonio ambientale a disposizione di individui distruttivi e senza scrupoli quali TUTTI i cacciatori? Dobbiamo difendere quei pochi animali che ancora riescono a vivere nei nostri parchi e non scendere a patti con chi pensa solo ad ucciderli La caccia va’ abolita senza se e senza ma. Caro Giancarlo e chi la pensa come te, vediamo di impegnarci x fare sentire la nostra voce…Ciao a tutti…

      • GIANCARLO
        dicembre 1, 2010

        CARA CRISTINA ,GUARDA CHE I CENSIMENTI LI FANNO ANCHE NEI PARCHI NAZIONALI!…… TI SEI MAI CHIESTA PERCHE’ ?

  2. francesco biffi
    novembre 14, 2010

    Come sempre i tuoi articoli descrivono bene gli umori della Nava. Condivido pienamente il commento sul macabro “trofeo”. Non ho parole. Questa comunque non è caccia…
    Se hai piacere, fra qualche domenica penso di farti compagnia. Ti farò sapere quando potrò. Ciao, a presto

  3. Alberto Conti
    novembre 15, 2010

    Poco prima di quest’episodio raccontato da Alfio avevo incontrato un vecchio cacciatore nella Valle della Nava.
    Era molto vecchio e molto solo. Dopo un po’ di conversazione generica si lasciò andare al proprio sfogo autentico, di chi non ha alcuna voglia e alcun bisogno di mentire. Sulla “questione volpi” mi disse che nel Parco del Curone non erano più cacciabili, e per questo motivo si erano riprodotte esageratamente, migrando quindi per necessità anche in Valle Nava, dove predavano quella che un tempo era l’avifauna autoctona e spontanea, come le quaglie che nidificano a terra, ed ora anche i fagiani “liberati” dagli stessi cacciatori. Così il suo andare a caccia domenicale era diventato più che altro un pellegrinaggio dei ricordi, in attesa che anche il suo ciclo così avanzato volgesse al termine. Non so quali e quante ragioni potesse avere, ma mi ha fatto una grande pena.

    • alfio sala
      novembre 15, 2010

      Ciao Alberto,
      le volpi ci sono sempre state e la Valle della Nava, come del resto tutta questa zona, era conosciuta come territorio assai favorevole alla quaglia.
      Le volpi non hanno fatto sparire le quaglie, uccelli estivanti in Europa. Il cemento e le coltivazioni di un certo tipo sì (o quasi, perchè d’estate la sera se ne sentono ancora cantare). Ma le quaglie sono selvatiche, i polli-fagiano no! Le volpi sono in mezzo a noi, grazie anche alle ns. abitudini (discariche a cielo aperto, sacchetti dell’umido messi fuori la sera prima e … pseudo-selvaggina da “gabbia”) sono diventate più confidenti, purtroppo per loro.
      Comunque il mio pensiero, a parte il rammarico per un animale, questo sì selvatico, abbattuto resta chiaramente indirizzato allo schifo di vedere “l’ostentazione dell’uccidere fine a se stesso e il disprezzo dei sentimenti altrui”.
      sala alfio

  4. Giancarlo
    novembre 23, 2010

    Ciao Alfio,
    sono Giancarlo, non so se ricordi ma ho già avuto modo di commentare uno dei tuoi resoconti, e da poco, condividendo con voi la passione e l’interesse per il nostro territorio mi sono iscritto alla vostra associazione.
    Io sono un cacciatore e quando riferisci della mancanza di rispetto dimostrata da “quei” cacciatori, non puoi che trovarmi pienamente d’accordo con te.
    Questi infatti non hanno dimostrato il benchè minimo rispetto né per la volpe né per i frequentatori della Valle.
    Quella domenica in Valle Nava c’ero anche io e ti assicuro che se li avessi visti fare quello che hanno fatto li avrei certamente ripresi, insomma non me ne sarei stato di certo lì a guardare.
    Credo comunque che non si debba generalizzare, classificando negativamente tutta una categoria di cui anche io faccio parte.
    Esistono cacciatori e cacciatori, persone responsabili e rispettose e che si attengono alle regole specificate dal regolamento del nostro ambito territoriale (e dal buonsenso) e invece individui che non lo sono affatto.
    Il problema restano le volpi, che è vero e ovvio ci sono sempre state nella Nava, ma in numero inferiore rispetto al passato.
    Condivido la negatività della monocoltura, dell’uso eccessivo dei diserbanti e della cementificazione che non favoriscono e permettono la nidificazione a terra di quaglie, etc..
    La pseudo-selvaggina a cui ti riferisci, riguarda invece perlopiù fagiani che vengono introdotti nel territorio a ridosso dell’apertura della caccia e più volte durante l’attività venatoria.
    Per le lepri invece, ti parlo per esperienza diretta, il ripopolamento, viene effettuato in un’unica volta tra dicembre e gennaio. (da molti anni, circa 40 che io sappia)
    Si può discutere invece sulla “qualità” di queste lepri che vengono (purtroppo) catturate e comprate all’estero per poi essere liberate nel territorio con uno stress non indifferente. Ti assicuro comunque che queste lepri riescono ad inserirsi e riprodursi sul territorio.
    La caccia alla lepre nell’ATC meratese è stata chiusa il 14 novembre. So per certo che in Valle si sono salvate ancora alcune lepri che vanno e vengono dal “riservino”(tra Galgiana e Rogoredo) e avranno tutto il tempo di riprodursi durante l’anno…traffico e volpi permettendo!!

    Ti ringrazio per l’attenzione,
    ciao Giancarlo.

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 12, 2010 da in Appunti dalla Valle della Nava, Biodiversità, Boschi, Caccia, Casatenovo, Fauna.

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