Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#In valle prima neve e gelo – 5 dicembre 2010


E’ doveroso aprire in un modo insolito, ma con una bella notizia, questo breve resoconto: c’è ancora qualcuno che ha a cuore il bosco e la sua conservazione.


Merita il plauso di tutti quelli che frequentano la Nava, ma anche di tutte le altre persone che semplicemente abbracciano l’idea di preservare quel poco, ma prezioso, che è rimasto di natura in Brianza, l’opera di ripristino del tratto di sentiero a suo tempo franato e il consolidamento della scarpata sottostante. Non fa differenza se si tratta di un lavoro scaturito da un impegno pubblico o privato, resta in ogni caso la volontà di far “manutenzione” all’ambiente, cosa sempre più rara.
Tornando alla consuetudine, si deve rimarcare l’ennesima giornata dapprima uggiosa e poi contraddistinta da precipitazioni anche nevose. Come del resto era avvenuto nei giorni precedenti, caratterizzati solo da rari momenti di bel tempo. E la Nava, ovviamente, è lo specchio di questo clima.


Ma questa mattina il freddo è oltremodo pungente e con l’aiuto della forte umidità avvolge tutto con un velo di ghiaccio. Viene da chiedersi come riescano a mantenere intatta la loro futura fertilità i fiori maschili del nocciolo, che già da tempo ornano i rami spogliati dalle foglie.

Eppure in questo clima così rigido si muovono a loro agio diversi gruppi di uccelli, soprattutto fringuelli e cince. I primi spesso in prossimità dei campi di mais non ancora raccolto, accogliendo, nei gruppi formati da diverse decine di individui, anche le prime peppole giunte dal nord. Le cince invece, intruppate tra loro e coi codibugnoli, formano delle piccole brigate che si spostano da una pianta all’altra, talvolta anche a pochissimi metri da terra. Solitari sono i pettirossi, che mostrando la loro indole assai curiosa, seguono da vicino ogni “intruso”, accompagnandolo per alcuni metri anche col canto melodioso. Sempre solitari, ma con un carattere per nulla accattivante, volteggiano sopra le radure la poiana e l’airone cenerino.
Come si diceva il mais, per gran parte degli appezzamenti, è stato raccolto lasciando scoperto il terreno dove le file di stoppie sembrano creare geometrie all’infinito, rimarcate dal bianco della neve.


Eppure l’insieme di questi fattori climatici, non dà ancora del tutto, l’idea dell’inverno, l’impressione è più quella di una stagione di mezzo, quasi di pigrizia della natura, non ancora di riposo.
Anche la presenza degli ultimi funghi, in questo caso un nebularis segnato dal freddo, contribuisce ad avvalorare questa sensazione.


In qualche modo, riscalda l’animo, e spezza la tonalità bianco-grigiastra che sembra monopolizzare l’ambiente, la presenza sui cespugli della fusaggine dei frutti ormai quasi al termine del loro ciclo.


Quando anche loro saranno caduti, allora saremo in pieno inverno.


Sala Alfio

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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