Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Una goccia di Nava – 16 gennaio 2011


Nebbia. Anche questo fenomeno atmosferico, come la manifestazione di altri durante l’anno appena passato, sembra riportarci indietro negli anni.

Era già da qualche tempo che non si verificava in modo così marcato e insistente nelle nostre “lande” . Il termine, mi sembra in sintonia con la nebbia, chissà poi perchè.
Qualche pensiero dubbioso, di poco conto per la realtà, attraversa la mente . Se c’è ancora questa nebbia, allora l’ambiente non si è poi così riscaldato ….o, di contro, se fosse ancora come anni fa, che nebbione ci sarebbe.
Già, c’era nebbia e nebbia: la “nibia”, quella coltre leggera che tutto avvolgeva, quasi premurosamente e la “scighera”, quella grassa, bagnata, che tagliavi col coltello.
Si sa come vanno i pensieri, viaggiano e viaggiano. Ti riportano indietro di anni, a quella volta che proprio non si vedeva nulla e, sapendo di una cascina dall’altro lato della strada, sei sceso dall’auto, per vedere a quanti metri fosse il muro di cinta. O ancora più lontano nel tempo, al nonno che tornava, col treno, dal lavoro e compariva intabarrato sulla porta di casa, in quel del Gernetto. Già il “tabarro”, quel mantellone nero pesante, fatto su misura per il freddo, l’umido e, appunto, la nebbia.
Ma improvvisamente un pallido sole sembra cambiare il destino della giornata: sarà un’apparizione effimera, ma non inutile.


Frutto di questa occhiata di sole, è quest’altro occhio, che sembra controllarci sospettoso. Al buio apparirebbe pure inquietante, ma la sua “esistenza” è dovuta proprio ad un momento di luce, quasi limpida. Certo che la fantasia ne fa immaginare di cose, in una semplice goccia che avvolge una gemma dormiente. Ma in questo caso, la realtà, se vogliamo, è addirittura superiore alla fantasia: quello che appare un occhio di felino racchiude l’immagine, ovviamente capovolta, come in uno specchio, di una porzione di Nava. E la pupilla, appunto da felino, non è altro che il tronco della robinia più vicina! Rotto l’incantesimo ? Peccato.
Comunque anche nella realtà, tutto è finito dopo una manciata di secondi, quando la goccia, cadendo, ha portato con sè immagini e pensieri.
Parlando di gemme, eccone alcune, più o meno “addormentate” : quella ancora completamente chiusa del salicone…


…e quella che sembra già aprirsi al mondo, del precoce nocciolo.


Oggi la neve di dicembre è solo un ricordo, ma ritirandosi, anzi, sparendo del tutto, ha portato alla luce molti resti di predazioni: qualche borra, ormai disfatta ma soprattutto diverse spiumate, di tortora, piccione e perfino fagiano.


Quest’ultima di fagiano, sembra da doversi attribuire non ad un uccello rapace, ma quasi sicuramente alla volpe, visto che la base delle penne risulta tranciata di netto. Certo non si potrà mai sapere se si è trattato di predazione diretta o di un recupero di un animale già morto e conservato dal freddo.
A proposito di rapaci, oggi la sagoma della poiana, riconoscibile nonostante la visibilità deficitaria, è stata una presenza continua in tutta la lunghezza della Nava. Anche i picchi hanno fatto sovente la loro apparizione e in special modo il picchio verde ha riempito la Valle con la sua “risatina”.
Il solito sferragliare dei motocrossisti ha però ricoperto, in fondo alla Nava, questi canti.


E confidando probabilmente nella nebbia, non hanno nemmeno seguito i sentieri, anzi hanno improvvisato una kermesse in mezzo ai campi, documentata sopra.
Ma l’immagine che oggi si vuole portare via dalla Nava, rimane quella assolutamente contrapposta, essendo silenziosa, delicata ma ricchissima, della goccia d’acqua.
E se non bastasse, ne possiamo carpire un’altra…


…di esseri, anch’essi all’apparenza assai delicati, ma che nella realtà riescono a portare a termine il loro ciclo vitale, in questo periodo ingrato dell’anno dimostrando una caparbietà insospettabile nell’affrontare le condizioni avverse.

Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

2 commenti su “#Una goccia di Nava – 16 gennaio 2011

  1. matteobarattieri
    febbraio 2, 2011

    Vedo che le uscite di campo non stimolano ricordi solo al sottoscritto….
    Grande Alfio! Bellissima la foto della goccia d’acqua che sembra un occhio felino.
    Matteo Barattieri

  2. Luciano Ponzoni
    febbraio 12, 2011

    E’ la nostra Brianza vissuta dentro da chi poi, sa comunicare il suo sentire, le sue esperienze con grande perizia descrittiva. L’una cosa, l’amore per la natura e per la nostra terra, e l’altra, il saper comunicare, affascinano chi legge e lo coinvolgono intimamente. Ai complimenti ad Alfio Sala, che non conosco (ma sarà ancora per poco, spero) aggiungo quelli per Matteo Baratteri, che ho avuto modo di apprezzare anche in altre occasioni.
    Luciano Ponzoni

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