Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

# 8 febbraio 2011 – Il primo canto di fringuello e le tante anime di un ambientalista

È un suono dall’andamento a cascata, almeno alle mie orecchie; al termine due note ravvicinate di chiusura, costante fissa tra i tanti dialetti parlati dalla specie. Il canto del fringuello, segnale per il sottoscritto dell’arrivo della primavera. Il rito si ripete ogni anno, nel mese di febbraio. Nessuna poesia, nessuna attesa fremente: semplice annotazione da mezzemaniche. Una sorta di contabilità spicciola riferita alla natura, o a quel poco di natura che la melassa conurbante concede. L’attesa è mica fremente; palpitante è invece l’attenzione a non farsi sfuggire il momento. Negli anni, passaggi e meccanismi mentali non mancano di ripetersi, in pavloviana successione. All’udire una sequenza minimamente sospetta segue immediata verifica, e valutazione. Nell’ambito dei passeriformi – non a caso chiamati uccelli canori nei paesi anglosassoni –, un’emissione vocale difficilmente è isolata: a intervalli regolari, e in genere ravvicinati, si ripete. Non basta. L’identificazione è facile, il canto del fringuello è uno dei più semplici da imparare. Occorre controllare che la vocalizzazione sia completa per tonalità, sintassi e grammatica. Basta un momento di impaccio, una smorzatura o una sbavatura per togliere al fringuello la palma del primo cantore annuale.

(foto: Edoardo Viganò)

La data canonica è in genere fissata intorno al 10-15 di febbraio. Negli anni, tuttavia, le nostre lande han visto anticipare l’evento. Quest’anno, le prime avvisaglie hanno avuto per scenario Cascina Grassi, ebbene sì, su a Casatenovo. Il giorno: il 2 febbraio 2011. Si trattava delle prime approssimative, anche se convinte, prove. È venerdì 4 febbraio quando dalle parti di via Lecco, nella mia Monza, si materializza un canto con tutti i crismi del caso.

La data si stampa sul quaderno di campo: la accompagnano riflessioni. Casatenovo, Monza: due poli e alcuni lustri di ambientalismo; le stagioni di un ambientalista, il sottoscritto.  Passando, è inevitabile, per Agrate Brianza, con la magica Vasca Volano, che insidia da qualche anno il primato, tra cuore e precordi, del nostro Parco (di Monza). Campagne e battaglie, manifestazioni e volantinaggi, personaggi indimenticabili e meteore. E ancora: attività di campo, e anche delle rogne e, persino, qualche rischio per l’incolumità personale. Associazioni e gruppi: di alcuni addirittura mi sono trovato ad essere cofondatore. Persone grandi, autentici maestri in alcuni casi. Dal Paolo Pirola, voce della Brianza di cui oltre che il territorio vuol conservare e difendere anche le identità. Al mai troppo compianto Bruno Di Tommaso, triestino trapiantato dall’alabarda a Monza, inarrivabile difensore del Parco. Come si entra facilmente in un gruppo, tanto rapidamente se ne esce: percorso di tanti. Tempo di bilanci? Divagazioni tra tante amarezze e sconfitte, e poche, invero, vittorie? Nossignori. Ci si può anche abbandonare a qualche riflessione di psicologia da quatar ghej. Al momento, sono tre i gruppi che scandiscono settimane e mesi. Su tutti, va da sé, il glorioso e nobile Comitato per il Parco di Monza. È l’estate del 1994, quelli dell’autodromo vogliono abbattere 500 e rotti alberi di alto fusto, cancellando, con le fasce a bosco, un pezzo di gloria locale ed europea. La cronaca si fa storia in un amen. E alla vittoriosa campagna di quell’anno fanno seguito infinite pagine, e un posto non irrilevante nelle vicende monsciasche. E c’è il gruppo della Vasca Volano: appassionati, non solo agratesi, del bacino d’acqua artificiale più bello del mondo. E c’è il Gruppo cui questo blog fornisce spazio e voce.

Tre associazioni, tre identità ben marcate, tra loro differenti. E, soprattutto, tre facce diverse che compongono parte della mia essenza. Il Comitato: lo spirito battagliero, la difesa del territorio e del nostro patrimonio, con la forza di idee e contenuti; le menti, in realtà, sono altri, alle quali immodestamente mi accodo spesso e volentieri. Tra istanze barricadere e, come in tutte le unioni di lunga data, qualche scontro e attrito interno. Come vogliono i contesti in cui l’umanità esprime appieno se stessa.

Attorno alla Volano, alla passione, collante insostituibile, si uniscono importanti connotazioni tecniche e scientifiche. “Un gruppo che fa ambientalismo in cui le discussioni possono vertere sull’identificazione di una farfalla, o sull’elenco delle specie da contenere o eliminare rappresenta il sogno di qualsiasi naturalista”, mi piace ripetere sovente.

Scientificità – per quello che è nei miei mezzi –, difesa decisa del territorio – non contaminata da eccessi integralisti, almeno spero –. C‘è un terzo ingrediente, se vogliamo, sui generis. Quel pizzico di sbarazzino, quei connotati che rimandano a momenti più lontani nel tempo, ma ben vivi nella memoria di tutti. E che tutti, volenti o nolenti, in modo cosciente o meno, ci portiamo con noi. Fin troppo facile, forse, ritrovare questi tratti in un gruppo come quello della Nava, in cui l’età media piuttosto bassa costituisce un unicum nel panorama dell’ambientalismo, almeno per quanto mi è dato di conoscere.

 “Ma tu, alla fin fine tu come ti consideri?”, domanda fattami in più di un’occasione. Beh, dovendo dare risposta rapida e secca, direi, uno sportivo. Banale, forse…..

Oggi, curiosamente, pur impegnato all’aperto quasi tutto il giorno, nessun canto di fringuello. La data del 4 febbraio, rimane comunque ormai registrata.

Matteo Barattieri

Un commento su “# 8 febbraio 2011 – Il primo canto di fringuello e le tante anime di un ambientalista

  1. paolo
    maggio 6, 2011

    Uè Matteo…
    Letto per caso, vagabondando nel web in cerca di conforti al latente, personale narcisismo.
    E cosa trovo? Grazie di cuore
    L’altra sera al Mulino di Briosco ricordavo ad amici quando eri apparso una sera d’estate dei primi anni novanta, in bicicletta, con l’immancabile zaino.
    Tornasti a Monza, a tarda notte, stracarico di volantini contro la Pedemontana, dopo una lunga serata a cacciar balle in riva al Lambro
    Un mito, scusa l’enfasi

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 7, 2011 da in Ambiente, Associazioni, Biodiversità, Fauna con tag , , , , .

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