Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

# 20 marzo 2011 – Tra fango e carenze dell’italico vocabolario: terza uscita del corso di birdwatching

Foto dal sito di Sentieri e Cascine

 “…là il Duomo…”. Dissoltasi a poco a poco la perturbazione, l’aria limpida concede la vista fino alla cattedrale di quella che della Brianza dovrebbe essere capitale. È in realtà, e lo sappiamo, un rapporto più dualistico che gerarchico, da mondi che viaggiano in parallelo e non l’uno dipendente dall’altro. Con Monza – cui sento l’appartenenza pur rimontando le mie origini a Biassono (San Giorgio, per la precisione, per parte materna) e Melzo (versante paterno) – distinta per parlata e rito religioso. Un territorio frammentato non manca di scomporre, tuttavia, l’universo brianteo in tanti elementi, secondo costume tutto italico. Tra i microcosmi, troviamo qui a Rencaa un suggestivo esempio. Suggestiva è la struttura, affascinante la posizione: Cascina Rancate domina la piccola Valle del Pegorino, una sorta di finis terrae in piccolo, punto in cui l’urbano va a morire per lasciar spazio all’agricolo.

La pioggia non ci disturba, per la prima parte della mattinata restiamo nella sala comunale. Canti, richiami: la distinzione non è semplice, e neppure netta. In molti casi, i due ambiti sfumano uno nell’altro. Il richiamo dovrebbe essere più stereotipato, e molto meno elaborato. Il canto ha una struttura più complessa e articolata, e si sottopone volentieri a variazioni. Fin qui la teoria, ma le intersezioni e le interdigitazioni tra i due versanti non costituiscono eccezioni.

Il primo approccio con la comunicazione sonora può essere frustrante, non lo si può negare. Occorre armarsi di sana pazienza, occorre tempo. Eppure, l’approccio sonoro costituisce buon sistema per muoversi nel mondo dei volatili. Per parecchie specie canto e richiamo rappresentano un criterio sicuro di identificazione. In molte situazioni, è l’unica, o quasi, possibilità per individuarne la presenza. Una registrazione appropriata può risolvere molti dubbi di identificazione sul campo, magari meglio di un’istantanea.

Purtroppo, prevale troppo spesso l’approccio visivo: occorre, dicono gli esperti, calibrare al meglio non solo le nostre capacità uditive, ma anche un sistema di descrizione dei suoni che sia quanto più possibile universale e univoco. Il cammino in questo ambito è ancora lungo e stimolante. Picchio muratore, usignolo, capinera: il cd permette una breve rassegna. Serve fino ad un certo punto: non ultimo problema, il registratore tende a distorcere i suoni. E non dimentichiamo che manca l’effetto campo: sul terreno ci sono mille fonti di disturbo, presenza di altre specie in primo luogo. Insomma, hemm da sgamelà.

Abbandoniamo Rancate per piegare verso il Pegorino. Il sentiero conserva facile memoria – leggi è un ammasso di palta – delle precipitazioni dei giorni scorsi. E acqua scorre sotto i nostri piedi, lungo i solchi dello sterrato. Da 2-3 anni non batto queste lande. Le ultime occasioni con le seconde della media di Casatenovo. Non sono mancati episodi, beata e ignara gioventù, curiosi. Con bagni più o meno voluti, o chiome fluenti di fanciulle sottoposte ad immersioni, tra l’impavido e l’umoristico, nelle acque del Torrente, allo scopo di sfuggire estemporanee canicole. Belle escursioni comunque, con una sempre apprezzabile resa didattica: bravi ragazzi e docenti.

Il campo che separa il solco vallivo dal tratto di sterrato posto a valle di Rancate non è quasi più: inesorabili, le robinie stanno avanzano a ricoprire quello che meno di un lustro fa era substrato per loeuff e melgasc.

Il corso di birdwatching è anche momento di socializzazione: Capitan Biffi e Luciano Ponzoni trovano punti di contatto per discussioni e scambi di informazioni. È il comune interesse per il nostro circostante a dar vita ad un primo embrione di sodalizio. La passione per il nostro territorio – lascito del grande Gioann Brera, che della lombardità fu sommo cantore, e che è da sempre modello letterario, inarrivabile, per il sottoscritto – mi porta ad approvare in pieno. Non fosse per il nostro ruolo di accompagnatori, devierei volentieri verso gli argomenti del loro conversare. Occorre tenere le orecchie per altro, tuttavia. Qualche suono fa procedere gli orologi della natura verso il pieno della primavera. Numerose le capinere, non pochi i luì piccoli: sono i suoni che accompagnano la comitiva. Il canto del luì piccolo – che i sudditi di Sua Maestà denominano, onomatopeicamente, Chiff-Chaff – risulta di facile apprendimento.

Una poiana volteggia sopra di noi. Ci ricorda che l’usuale norma “…per vedere gli uccelli bisogna muoversi presto…” ha valore fino ad un certo punto. Per rapaci come la poiana, che si muovono in spazi alti e aperti, l’attività parte più tardi, l’aria deve scaldarsi per generare le correnti termiche che facilitano il veleggiare. Passa anche un gheppio; possiamo così confrontare due tipi di volo: al volteggio della poiana risponde il movimento d’ali battute del piccolo falco.

Popoli e favelle, favelle e popoli. To warble è verbo che in inglese vale il nostro “gorgheggiare”. L’idioma anglosassone, figlio di una cultura naturalistica più spiccata, deriva dal verbo il nome Warbler, che indica gli uccelli appartenenti alla famiglia di capinere e affini. L’italiano – onda lunga (e trista) di Croce? – non ha termini corrispondenti. Ci tocca ricorrere ad un vocabolo, Silvidi, preso direttamente dal gergo della zoologia. .

Su un albero, alcuni colombacci. Mentre latitano i fringillidi: verdoni e cardellini non compongono la nostra colonna sonora. S’ode in molto sporadiche occasioni, ma siamo quasi solo io e l’Alfio a coglierlo, il richiamo del fringuello.

Seguiamo il tracciato della Valle, in direzione Brugora. Ad una confluenza con un impluvio che va ad alimentare l’asta principe il gruppo si compatta e si fa assembramento. Merito di un maschio di scricciolo, intento a operazioni tipicamente stagionali. Il volatile è impegnato nell’edificazione di uno dei tanti nidi che costruisce. Come non di rado avviene, il tutto ha scenario non lontano dalle acque.

Avanti e indietro, avanti e indietro: il lavorio non subisce soste, e neppure viene disturbato dalla nostra presenza. Invitiamo gli allievi a prendere in mano le guide. La loro consultazione è base irrinunciabile per imparare come si deve. Un po’ restii i nostri, piccolo neo che non disturba una partecipazione davvero appassionata e motivata. Si faranno i ragazzi, si faranno.

Una coppia di germani nuota nel Pegorino. Immagine inusuale: il torrente – e la base del suo solco vallivo – è solitamente deserto ornitologico. Merita, va da sé, l’intervento del fotografo del Sentieri e Cascine.

Trovate un servizio fotografico completo sul sito di Sentieri e Cascine:

http://www.sentieriecascine.it/eventivallenava/2011/11bw/03_20mar/

 Questa la pagina iniziale del sito:

 http://www.sentieriecascine.it/drupal/

Alla prossima

Matteo Barattieri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

IN PRIMO PIANO!

Lascia la tua e-mail per ricevere i nostri aggiornamenti!

Segui assieme ad altri 50 follower

SEGUICI SU FACEBOOK!

STATISTICHE DEL SITO

  • 214,587 visite

ORTO SOCIALE DI CASATENOVO!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: