Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Robinie – sopralluogo 8 maggio 2011


Maggio uguale a natura prorompente. Questo assioma sembra ripetersi anche quest’anno, grazie al bilanciamento di aspetti favoriti dall’anomalia, in senso fin troppo positivo, del clima, per il periodo assolutamente caldo e asciutto, rispetto al lato negativo per la vegetazione, rappresentato dalla mancanza di precipitazioni.
Questi influssi si separano bruscamente paragonando la parte coperta dalla vegetazione, rigogliosa come impone la stagione, con quella lavorata dall’uomo, con le piantine che crescono nel mezzo di un terreno di una colorazione fin troppo rossiccia.
Se dal punto di vista agricolo, la cosa può risultare deleteria, scenograficamente rende il suo bel effetto…


Quando si scende nella Valle, la forza della vegetazione riprende il sopravvento e anche l’erba del prato è decisamente alta, in attesa dello sfalcio ormai prossimo.
Chissà se, perdurando queste condizioni, il terreno a questo punto esposto, riuscirà a ricoprirsi di un manto altrettanto produttivo, per il prossimo taglio…
Oggi ci si giova della preziosa presenza di Matteo, e ovviamente risulta più puntigliosa la raccolta dei dati, non solo per la sua competenza ma anche perché quattro orecchi e quattro occhi… sono meglio di due.
Ecco allora che viene colto il lontano “piagnisteo” della poiana, oppure si determinano con certezza i maschi in canto di scricciolo o merlo. Un sottile piacere arriva a stuzzicare l’amor proprio, quando anche il Compagno coglie distintamente il richiamo della tortora selvatica, segnalazione fonte di qualche stupore in un paio di occasioni. Interessante anche lo scambio di opinioni su quel canto, quasi sicuramente ascrivibile ad una capinera, ma che in alcuni suoi aspetti ricorda quello del
canapino. La soddisfazione è invece comune appuntando la presenza di almeno due maschi di usignolo, che marcano “melodiosamente” il proprio territorio.
(So benissimo di aver usato un avverbio fin troppo sfruttato nella letteratura, quando si parla di usignolo, e quasi mi son fatto violenza… ma qualche volta anche il lato scientifico può concedersi un attimo di respiro)
Verrebbe da sposare senza riserve la tesi che “2” sia il numero perfetto per portare avanti questo tipo di indagine, specie se ormai c’è una sorta di affiatamento.
La tesi vacilla subito, davanti all’osservazione di alcune creature presenti nella Nava…


…si fa in fretta a dire “coccinelle”, ma quale specie? E che dire di quest’altro gioiellino rosso?


…insomma la mancanza della D.ssa Farina, per noi più semplicemente Laura, risulta evidente. Sarà “3” il numero perfetto?
Con queste considerazioni il sole si è fatto prepotente, e col sole risulta impossibile non cogliere quel sottofondo, continuo, monotono ma mai fastidioso:


…zzzzzzzzzzzzzzzzzzz…

A centinaia, forse ancor molti di più, gli insetti impollinatori stanno riempiendosi il più possibile di nettare da riportare a “casa”, attratti soprattutto da un fiore, quello della robinia.


Quest’anno, probabilmente giovandosi delle condizioni meteo sopra esposte, questa pianta ha prodotto una fioritura imponente, che colpisce non solo la vista ma anche l’olfatto, col caratteristico profumo.


Anche il sottoscritto, dichiaratosi in altre occasioni, poco estimatore di questa essenza, invadente e non indigena, non può disconoscerne i meriti, anche economici per alcune realtà della zona, rappresentati dalla produzione del miele di acacia.
Purtroppo solo la visione diretta, e lo starci in mezzo, rende giustizia a questa fioritura: le fotografie, in questo caso, sono troppo “fredde”.
Arrivati in fondo alla Valle, ci si incrocia coi partecipanti ad una camminata non competitiva: giungono a piccoli gruppi e si vede che respirano a pieni polmoni la piacevolezza del momento. Ottimo modo per frequentare in gruppo la Nava, non come massa invadente ma tranquillamente, seguendo gli sterrati più ampi.
L’ora e il… taccuino indicano che si può intraprendere la via del ritorno, durante la quale un sopralluogo al sito occupato dal campanellino estivo, arreca un po’ di delusione: la fioritura quest’anno è risultata scarsa e assai compressa nel tempo, infatti i pochi steli portano solo i resti dei fiori.
C’era un po’ da aspettarselo dato il legame coi terreni alluvionali di questa pianta, ma come dice Arrigoni, botanico di Valmadrera, l’importante è che permanga la “stazione”.
Quelli “che la casa l’hanno occupata anche questa primavera”, sono i balestrucci della Colombina…


…basta guardare in alto prima di venir via!


Sala Alfio

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

4 commenti su “#Robinie – sopralluogo 8 maggio 2011

  1. Laura
    maggio 20, 2011

    Caro Alfio,
    le coccinelle sembrerebbero proprio appartenere alla specie asiatica
    Harmonia axyridis, mentre il bel coleottero rosso è senza dubbio
    Pyrochroa coccinea.
    A presto
    Laura

  2. Gae
    maggio 21, 2011

    Perche’ asiatica?? Un’altro intruso??

    L’altro pensavo invece fosse un Pyrochroa serraticornis

    Ciao Gae

  3. alfio sala
    maggio 21, 2011

    Gae, direi che Laura ( Prof.ssa Farina ), ha ragione: io da profano ho controllato in rete e P. serraticornis presenta anche il capo di color rosso, P.coccinea invece ha il capo nero, come appunto il nostro della Nava.
    Difficile che Laura sbagli sui coleotteri….. molto difficile …….

    alfio sala

  4. Laura
    maggio 28, 2011

    Ciao,

    per Pyrochroa coccinea confermo quanto spiegato da Alfio!

    Harmonia axyridis: si tratta di una coccinella asiatica che è stata introdotta in Europa quale agente per la lotta biologica contro gli afidi.
    E’ una coccinella di grandi dimensioni che misura da 5 a 8 mm e la colorazione delle
    elitre può variare molto. La possibilità di confonderla con le specie indigene è quindi elevata.
    La coccinella sverna allo stadio di adulto. Le coccinelle si nutrono prevalentemente di afidi e altri piccoli insetti, acari, polline e nettare ma rappresentano una minaccia per le specie di coccinelle indigene.
    Svernano in massa in posti riparati, ad esempio muri delle case.

    Laura

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