Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#L’acrobata irritato – 14 agosto 2011

Domenica, vigilia di Ferragosto: oggi è veramente presto, ma la luce già intensa e diffusa arriva a cancellare anche le ombre del sole basso che sovente regalano effetti particolari alle immagini. Alla Colombina il profilo del mais, che stiamo seguendo in tutte le fasi del suo ciclo vitale, è interrotto solo da alcune “infestanti”, termine più o meno azzeccato in relazione al fatto che le si veda con l’occhio interessato dell’agricoltore o disinteressato del passante/naturalista.
Resta il fatto che, elevandosi addirittura sopra il mais, sembrano ostentare la propria vittoria sui diserbanti inutilmente (per loro) versati.


La giornata è assolutamente serena e calda. Subito il pensiero riporta indietro di un anno esatto: il cielo aveva riversato in poche ore tutto quello che poteva, quasi avesse voluto risciacquare brutalmente buona parte della Brianza e con essa le sue sporcizie, se non proprio i veleni. Ogni riferimento ai famosi versi di Lucio Battisti, residente per diversi anni in questa Terra, è puramente voluto. Si diceva, a distanza di un anno, la Nava che aveva svolto il ruolo di raccolta e collettore in modo egregio, come si presenta?


In questo tratto, dove su alcune piante, ad altezza d’uomo ancora si notano i depositi della piena del 2010, è assolutamente asciutta!
Bella forza, si potrebbe obiettare: siamo in piena estate e gli accadimenti dello scorso anno, rappresentano l’eccezionalità. Tutto vero… ma dove è finita la massa d’acqua delle continue precipitazioni di luglio e dell’inizio di agosto? Chissà se si potrà avere una risposta, magari da uno dei progetti di studio, messi in cantiere proprio dalla nostra Associazione. Per ora resta il mistero.
Assai meno misterioso, una volta ripreso il sentiero nel bosco, appare l’improvviso rumore e il movimento oscillatorio di un ramo secco, rimasto agganciato ad altri rami come il braccio della “stadera” (N.B. per i più giovani o non brianzoli: gergo dialettale che indica una bilancia da reggere manualmente, munita di un lungo braccio, su cui far scorrere il peso di controbilanciatura). Uno scoiattolo infatti corre nervosamente su per il tronco di una robinia, arriva in alto, salta senza problemi sulle fronde di un’altra, ridiscende per un tratto, si ferma di colpo, meglio di un campione di ginnastica, dopo il salto finale a concludere una prova agli anelli o alla sbarra.


Ovviamente esegue tutto perfettamente.. senza mai mettersi in favore di luce. E di scatto fotografico.
Onestamente viene da pensare quando i ricordi scolastici, abbinando ad ogni animale la denominazione del suo “verso”, riportano per lo scoiattolo lo “squittio”. Questo animaletto ha iniziato ad emettere una gamma di suoni di ogni tipo: stridii come il gesso sulla lavagna, mezzi grugniti, sbuffi come un gatto litigioso. L’insieme amplificato da scatti improvvisi e bloccate marmoree. Il tutto raccolto nel termine “squittio” ? Mah… Comunque, senza bisogno di un traduttore, ha fatto chiaramente intendere il suo messaggio: lì il padrone era lui e non amava gli intrusi.
Questo incontro, che definire siparietto sarebbe riduttivo, ha riempito di vita “manifesta” il bosco, visto che i rappresentanti alati, oggi latitano: solo il picchio verde fa udire la sua risata per tutta la lunghezza della Valle. Le altre sono presenze molto più discrete e segnalate occasionalmente.
Poi si potrebbe disquisire pure su quest’ultimo concetto. Come nelle uscite precedenti, si arriva in un punto dove l’orecchio attento coglie il pigolio acuto, caratteristico di giovani rapaci: oggi la fortuna è amica e uno di questi, un giovane sparviere, si mostra in un breve volo di spostamento da una fronda ad un’altra. L’apparizione dura pochi secondi, ma la segnalazione della presenza della famiglia è molto più durevole.


Questa spiumata, imperlata di rugiada potrebbe essere di un giorno o due prima…


…ma questa, con le piume della vittima che conservano intatta la loro leggerezza, è datata di pochissime ore.
E non sono le uniche: gli “sparvierotti” crescono, come la loro fame. E se si mostrano raramente, la loro presenza è marcata nel tempo, come accade da tre anni da queste parti, ogni primavera/estate.


Sala Alfio

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

IN PRIMO PIANO!

Lascia la tua e-mail per ricevere i nostri aggiornamenti!

Segui assieme ad altri 53 follower

SEGUICI SU FACEBOOK!

STATISTICHE DEL SITO

  • 216,746 visite

ORTO SOCIALE DI CASATENOVO!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: