Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

# Raccolto – 23 ottobre 2011


Un mese fa iniziava l’autunno, ora ci stiamo entrando a pieno titolo. Complici sia il meteo, che sembra cedere progressivamente alle prerogative del periodo, sia il paesaggio che spesso mostra delle stoppie, dove prima svettavano le distese di mais. Giustamente anche la luce deve sudare la sua parte per avere il sopravvento su umidità e nuvolaglia. Ne esce un cielo, alla Colombina, con effetti cromatici molto accattivanti.


Rivolgendo lo sguardo al suolo, invece, si nota un altro elemento antitetico: alla pesante umidità del terreno ricoperto da vegetazione, fa da contraltare l’assoluta aridità della terra battuta della carrareccia e dei sentieri esposti alla luce. Piccoli voli di storni, fringuelli e passeri, ravvivano il primo tratto di questa uscita domenicale. Un pensiero va anche agli amici e ai simpatizzanti che, tra poco più di un’ora, intraprenderanno l’uscita guidata da Laura Farina sui sentieri del S.Genesio : fortunatamente la giornata, metereologicamente parlando, sembra propizia. Al resto ci penserà la competenza di Laura.
Qualche fucilata in lontananza, richiama all’ordine anche i pensieri. Nel prato sotto la Colombina appare un altro “osservatore”, armato solo di macchina fotografica e obbiettivo: questo rasserena quel tanto che basta lo stato d’animo. Altri esseri viventi, a modo loro sono usciti a verificare lo stato delle cose, magari non proprio con la vista, che non pare proprio l’organo su cui possano fare il massimo affidamento…


…certo che poche volte il “buco della talpa” era apparso così ben marcato. Indubbiamente deve essere recente. La possibilità, penso remota, di poter assistere alla comparsa dell’animaletto e di riuscire ad immortalare la scena è affascinante. Più facile, anche se fortunatamente non accade spessissimo, è imbattersi in qualche individuo morto, come tempo fa sul sentiero, a poche decine di metri da questi buchi.
Arriva una nutrita muta di cani da caccia, seguita a distanza dai loro proprietari, l’incompatibilità evidente, spinge la ricerca di spunti altrove.
In questi frangenti il tambureggiare del picchio rosso e la risata di quello verde, risultano essere dei toccasana assai validi. Ma la giornata ha un carattere fortemente “umorale”, cioè con alti e bassi che si susseguono in base agli incontri. Perciò quando capita che dopo aver visto più volte una coppia di motocrossisti, un paio di imbecilli (si passi il termine) addirittura coi quad, si prospetta questa visione…


…i pensieri diventano cattivi, quasi inconfessabili. Sfortunatamente, verrebbe da dire, la ragione a fatica ha il sopravvento… e si tira avanti.
Il sottobosco, come del resto le chiome delle piante, presenta ancora una ricca e verde copertura, mentre mancano i frutti caratteristici del periodo: i funghi. Può essere che quest’anno i “mitici” chiodini riescano a procurare solo una “buttata”. Vedremo nelle prossime uscite.
Il gracchiare sguaiato in cielo, avverte che sta andando in scena lo spettacolo consueto, quello di un paio di cornacchie che importunano una poiana. La fine è ampiamente prevista: il maestoso rapace, si stanca e si alza diventando un punto nero, le cornacchie tornano sui loro posatoi.
Una sosta sul limite del più ampio campo di mais ancora “in piedi” è d’obbligo, dato il viavai di uccelletti che fanno la spola col boschetto limitrofo.
Cinciallegre, fringuelli, luì piccoli e anche un curioso quanto eccitato scricciolo, attraversano in continuazione l’alveo della Nava in secca, che separa il campo dal bosco: nel campo trovano il nutrimento, che poi consumano sulle piante del boschetto, dove evidentemente si sentono più al sicuro. Il canto del pettirosso, però, chiarisce senza ombra di dubbio chi deve essere considerato il Re del sottobosco e con un po’ di pazienza si riesce anche a documentarlo.


Ormai resta da percorrere il tratto finale della Valle, verso l’ultimo punto di osservazione. Ci si va comunque, anche se dapprima il rumore, poi la vista delle macchine operatrici, preannunciano che i taccuino raccoglierà ben poche scritture. E’ in pieno svolgimento l’operazione di raccolta del mais.


E l’immagine del flusso prorompente della granella che va a riempire il cassone, anche per chi dal punto di vista ambientale (come chi scrive) non ama le distese a monocoltura, è sinonimo di giusta ricompensa per chi vi ha profuso lavoro e speranza.


Sala Alfio

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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