Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

# Dicembre, pigramente – 11 dicembre 2011

 

Com’è una “giornata pigra”? Esattamente come quella che si presenta stamattina: coperta ma non così tanto da essere cupa, atmosfera umidiccia ma non bagnatissima, velatura leggera ma assolutamente senza nebbia. Insomma una giornata inespressa, quando si ha la sensazione che anche tra qualche ora tutto resterà immutato o quasi.


Le righe del “cereale da definire”, alla Colombina, si fanno più marcate, grazie al lento ma continuo irrobustimento delle piccole pianticelle.
Solo un pettirosso, quasi con discrezione, emette il suo canto a volume ridotto, come se neppure lui volesse spezzare questa atmosfera piatta.
In basso, nella Valle, l’attività degli uccelli è più marcata: bene o male qualcosa da mangiare debbono pure rimediare. Ecco allora un paio di cince bigie alle quali si accompagna un luì piccolo, che insieme setacciano il sottile filare di basse piante che costeggia la Nava, emettendo qualche raro richiamo, forse per tenere compatto l’eterogeneo gruppetto. Ai tre presto si aggiungono un paio di codibugnoli e una cinciallegra, arricchendo la babele di suoni emessi.


Riprendendo il sentiero, che appare come una galleria tra le piante ed aiuta a raccogliere i pensieri, la mente riporta ad un anno fa: giusto in questi giorni, su iniziativa di Matteo, avevamo fatto una sortita notturna in Valle, con lo scopo di censire la presenza dei rapaci notturni, civetta e allocco. C’era già stata una bella spruzzata di neve, accompagnata da un forte irrigidimento delle temperature, la notte era limpidissima (e molto fredda): praticamente la luce della luna riflessa sulla brina consistente e sulle chiazze di neve ghiacciata, aveva reso inutile l’uso delle pile. Condizioni diametralmente opposte alle attuali.
Per la cronaca sia la civetta che gli allocchi avevano manifestato, in diversi momenti e punti della Nava, la loro presenza.
Il paragone con l’odierna uscita parrebbe improponibile, ma in questi casi basta poco per ribaltare, o riequilibrare un giudizio. In questo caso è l’elegante sagoma di un airone cenerino che attraversando tutta la radura sotto Cacciabuoi, passa sopra, apparentemente senza degnare di attenzione chi lo sta ammirando a testa in su.
Qui, il profilo del prato che divide la fascia boscata dall’alveo della roggia, si presenta increspato dai cumuli di terra sollevati dalla talpa.


In questo periodo, accanto ad alberi completamente spogli, facendo sempre riferimento ad essenze caducifoglie, altri mantengono ancora una certa copertura, caratterizzata dai colori autunnali. E’ il caso di questo olmo, la cui tonalità gialla, risalta in mezzo agli ontani, che possono mostrare sole le nervature dei rami.


Motivo conduttore, fino ad ora , è stata la costatazione di una stagione con temperature superiori alla media del periodo.
Questo fatto permette di osservare ancora, qua e là, la presenza di funghi, solitari o in piccoli gruppi. Grazie alla consulenza degli amici del Gruppo Micologico AMB -Missaglia, con cui recentemente abbiamo gettato le basi per future iniziative comuni, si è arrivati a definire con minimi dubbi, le specie sotto riportate.

esemplare di Clitocybe nebularis in avanzato stato di maturazione

famigliola di Flammulina velutipes


Perchè si è usato il termine “minimi dubbi”? Per il semplice motivo che i nostri Amici micologi si sono potuti basare solo su queste immagini, a loro inviate, senza aver beneficiato dello studio dal vivo dei funghi in esse riportati.
Le osservazioni degli animali oggi avvengono quasi all’improvviso, come dei sussulti di attività in un periodo di riposo assoluto: ecco che il rumore su dei rami lontani, smaschera la corsa su e giù per una quercia di uno scoiattolo, di colore assai più scuro di quello visto nella precedente uscita. Allo stesso modo il gracchiare di un paio di cornacchie, accompagna il silenzioso planare di una poiana e il richiamo sommesso di un fringuello, attira lo sguardo dove sta passando un gruppo di almeno una ventina di individui. Tutte immagini che occupano solo pochi attimi. In questi frangenti spesso ci si affida alla ricerca di tracce che possano dare spunto ad ulteriori considerazioni.
L’occhio scruta tronchi, foglie, radure quasi con avidità: qualche segnale prima o poi svelerà presenze o fatti legati agli abitanti della Valle.
Anche questa volta la sensazione, forse acquisita inconsciamente in anni di frequentazioni di boschi e prati, si materializza: in fondo, dove solitamente si guada la Nava (verbo, nella circostanza odierna, fuori luogo, visto la “secca”), tra il manto di foglie dei carpini, alcuni piumini sono posati leggeri. Le caratteristiche danno già una prima risposta, si tratta di picchio verde. Compaiono, allargando lo sguardo, dei piccoli ciuffi, ma non si vedono penne: fatto strano, perchè la predazione implica sempre la perdita di qualche remigante o timoniera. La spiumata ad un certo punto si fa consistente, ma ancora nessuna penna. Poi appena più su, ecco il corpo di quello che è stato uno splendido uccello.


La visione completa dell’animale non aiuta a dare risposta alla madre di tutte le domande: quali sono le cause della morte?
La rimozione dei resti scopre la presenza ormai di molte larve, fatto che sconsiglia ogni ulteriore manipolazione. Purtroppo resterà senza soluzione la curiosità di sapere cosa sia accaduto all’animale e allo stesso tempo si insinua un velo di leggera malinconia al pensiero che una “risata” in meno riecheggerà nei boschi della Nava.


Sala Alfio

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 16, 2011 da in Appunti dalla Valle della Nava, Casatenovo con tag , , , .

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