Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Santo Stefano – 26 dicembre 2011

Imperativo di questi giorni, ripetuto in continuazione: “Bisogna smaltire gran parte del frutto (leggi kg) dell’abbuffata Natalizia !”
Bene, dove farlo se non alla Nava? La scadenza poi, della consueta uscita quindicinale, cade giusto a proposito. La giornata luminosa, aiuta a “buttare giù le gambe dal letto”. Sembra una di quelle giornate di fine gennaio con luce tersa, forse la luce migliore dell’intero anno, per chi ama la foto naturalistica. Ma alla Colombina, le lunghissime lame dorate che marcano i campi, indicano un sole ancora molto basso, di dicembre… appunto! Inoltre il freddo è decisamente contenuto, sebbene l’aria risulti frizzante.


Situazione differente in Valle, soprattutto sotto la Colombina dove il solco del territorio è meno ampio: questa caratteristica morfologica, sommata alla scarsa incidenza dei raggi e all’orlatura del bosco che si frappone ai medesimi come una barriera, provoca una brusca caduta della temperatura. Conseguenza logica è la molta umidità… raggruppata, lavorata e trasformata in granelli di ghiaccio, depositati ovunque, quasi in modo ordinato, seguendo bordi, nervature, rugosità: fenomeno assai evidente sulle foglie.


Oggi, fin dalle prime avvisaglie, si capisce che i protagonisti alati dell’uscita saranno i picchi, sperando di non rinvenirne di morti, come accaduto nell’ultima visita, quando il corpo di un picchio verde giaceva inerme sotto un carpino. Si ode il tamburellare insistito del picchio rosso, accompagnato dal richiamo secco, quasi metallico. Spesso, quasi a fargli eco in una gara canora, la risata del picchio verde rimbalza dai due lati della Nava. Soffermandosi nel bosco, si può scorgerli in alto: effettivamente un picchio rosso sta sondando la consistenza dei rami meno sani delle robinie e diventa più deciso quando “coglie” del vuoto sotto il primo strato di legno. Nello stesso momento un paio di picchi verdi si rincorrono in uno slalom tra gli alberi: il loro volo accomuna velocità e leggerezza, come farfalle lanciate all’impazzata.
Seguendo le loro evoluzioni, si scoprono anche i nidi preparati per nidificazioni più o meno recenti.


Tornando nella radura, il contrasto tra il terreno baciato dal sole e quello ancora in ombra, è sempre evidente: in pochi metri si passa dalla notte al giorno.
Ma la sorpresa deve ancora arrivare. Qui sotto Quattrovalli il letto della Nava è completamente asciutto, come del resto accade da diverso tempo, ma allorchè si giunge all’altezza di Cacciabuoi, l’acqua, per la verità non eccessiva ma comunque sempre presente, oggi è ghiacciata!


Certo che stupisce non poco vedere un piccolo fiume di ghiaccio, ora, in mezzo al sole.
Mentre. ancora una volta, un terzetto di picchi rossi, attira lo sguardo verso le cime spoglie dei castani, un battito consistente di ali solca il cielo azzurro. La fantasia e la memoria di esperienze, ormai lontane negli anni, portano alla mente i voli decisi delle anatre selvatiche: loro è il caratteristico rumore di “aria tagliata”. Ma anche altri volatili, decisamente più nostrani, emettono lo stesso rumore: i piccioni.
Riportati bruscamente alla realtà, comunque non si può restare indifferenti davanti al cielo attraversato da gruppi imponenti, che in un primo tempo sembrano incrociarsi incuranti gli uni degli altri, ma poi improvvisamente si riuniscono in un solo numerosissimo stormo.


Basta percorrere poche centinaia di metri e si scopre sotto Cascina Bracchi il grande campo dove si sono radunati. Forse resi spavaldi dalla forza del gruppo, non danno segno di preoccupazione per la presenza umana, anzi si lanciano in continue evoluzioni, fatte di atterraggi e subitanee ripartenze, arrivando a pochissimi metri di distanza.


Ovviamente non c’è traccia di aggressività, ma l’immaginazione non può evitare di accostare il momento alle scene del famoso film di Hitchcock.
Quello che non riesce ad un essere umano, spaventarli, invece riesce benissimo ad un cagnolino che accompagna un visitatore della Nava. La bestiola, notandoli da lontano, si lancia in una corsa sfrenata, e come un surfista che viaggia sotto la cresta dell’onda, se li vede sfilare, man mano che si avvicina, sopra la testa. Ora sì, sembra proprio che se ne vanno, ma torneranno non c’è da dubitare. Infatti qualcun altro aveva già notato la presenza dei volatili e forse contagiato dallo spirito natalizio, ha deciso di portare loro del cibo, sotto forma di un paio di sacchi di pane raffermo.


Onestamente, non è cosa di tutti i giorni assistere alla distribuzione in mezzo ad un campo di una tale quantità di pane, da richiedere l’uso di una carriola per trasportarlo!
La situazione è veramente molto particolare… ma, dato il periodo, bisogna per forza credere ad un gesto dettato dalle migliori intenzioni.


Sala Alfio

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 5, 2012 da in Appunti dalla Valle della Nava con tag , , .

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