Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#La media è salva… o no? – 12 febbraio 2012

Slittamento di una settimana per il calendario delle uscite in Valle Nava, causa la programmata spedizione (infruttuosa) alla
ricerca degli Zigoli delle Nevi in quel della Lessinia, insieme all’amico Luca Fantoni. Si diceva dell’esito negativo: non sempre si ottiene il risultato sperato… il problema è che anche lo scorso anno accadde lo stesso. Ma questa è un’altra storia…
Oggi si torna alla Nava, accolti forse anche a braccia aperte, ma tutt’altro che calorose!
Comunque la neve, ma in fondo anche il freddo, hanno un qualcosa di stranamente accattivante. Sempre che non si esageri, come purtroppo dice la cronaca di altre lande italiane. Qui si può ancora pensare che il manto nevoso riesca a limitare i danni delle temperature molto rigide, alle giovani piantine dei terreni della Colombina.


Sono ben visibili le pieghe dei solchi: più marcate, ma meno comprensibili, le altre “violenze” inflitte alla compattezza del tappeto. Questi pensieri allentano l’attenzione, ma l’acrobazia che evita la caduta ricorda le insidie ghiacciate, che si nascondono appena sotto la leggerissima spolverata della sera precedente. Il percorso lungo la strada che porta all’imbocco del sentiero, richiede l’uso di tre gambe, quindi il cavalletto fotografico fa da bastone. Nel bosco il camminare, anche se leggermente pesante, si rivela meno insidioso, potendo sfruttare la presa delle suole sulla neve. Queste considerazioni, insieme al silenzio dell’ambiente, fanno chiaramente capire quali siano le difficoltà in questo periodo, per gli animali che, per scelta o per forza, continuano ad abitare la Valle.
Le fonti di cibo evidentemente scarseggiano, quindi qualsiasi potenziale alimento non viene trascurato…


…in quest’ottica si comprende come mai una pelle di coniglio, probabilmente portata da una cornacchia, giace ghiacciata nel prato. Il sole, per ora, appare come un piccolo cerchio di luce soffusa e il cielo smorto è attraversato solo da un paio di colombacci. Anche il battito del picchio rosso maggiore sul tronco, risuona meno metallico del solito, adattandosi all’atmosfera sospesa. La sensazione è che tutto sia ovattato: luci, suoni, forme. Certo le forme… spesso nei particolari, come le spine della robinia, avvolte, incapsulate quasi ad evitare angoli stonatamente troppo vivi.


Di pungente resta solo il freddo! Una cinciallegra ispeziona il sottobosco, che alla vista umana appare privo opportunità alimentari. Ma un conto è soppesare il mondo con una massa corporea di alcune decine di chili, altra cosa se visto da un essere di pochi grammi: ecco allora che sotto il ciuffo innevato può anche celarsi qualche seme o qualche frutticino appassito. Ovviamente i tempi della relativa abbondanza, di alcune settimane fa, sono solo un lontano ricordo e la conquista della razione alimentare giornaliera è un’impresa, vitale. Le prime presenze nel bosco coincidono col lento affermarsi del sole sulla velatura del cielo.


Di colpo il gracchiare della cornacchia, alle prese con l’immancabile dispetto alla poiana, sovrasta per alcuni secondi i primi allarmi dei merli e i sommessi richiami dei fringuelli. Questi ultimi sono i volatili che manifestano in modo più continuo la loro presenza, sia tra i rami che in volo. Mentre sotto i cespugli, lasciati liberi dagli scriccioli ormai trasferiti in prossimità delle costruzioni, fa la sua comparsa un uccelletto proveniente da quote più elevate: la passera scopaiola.
Il sole ora rischiara le radure, dove si possono osservare le impronte e gli spostamenti di animali elusivi, la cui presenza in Valle in questo modo viene “certificata”.


Se la lepre lascia le impronte appaiate delle zampe posteriori, precedute dalle due più piccole asimmetriche delle anteriori, la volpe segna un percorso quasi retto, mettendo le zampe posteriori nella traccia lasciata dalle anteriori: ne deriva un disegno di due soli scavi, quasi si trattasse di un… bipede. Solo ai bordi delle radure, si possono osservare, le piccole impronte dei roditori: avventurarsi troppo allo scoperto, in queste situazioni, sarebbe un rischio mortale.
Queste osservazioni, danno l’idea che la vita scorre comunque, anzi si immaginano movimenti, alla bisogna, più lievi o più nervosi di prede e predatori, in modo da limitare il naturale ostacolo del manto nevoso.
Una domanda curiosa accarezza la mente: questo inverno come sarà ricordato? Tra i più caldi, come fino a tre settimane fa o tra i più freddi, visto gli ultimi 20 giorni? Bel dilemma… qualche buontempone potrebbe mettere insieme i due periodi e concludere con una bella media.


L’immagine dell’antica carriola in mezzo alla “piana” evoca tutta la saggezza dei tempi andati, rispondendo indirettamente al quesito: è uno spartiacque, finchè il tempo lo ha consentito si è lavorato, ora tutto è sospeso, adeguandosi alle nuove condizioni.

Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 16, 2012 da in Appunti dalla Valle della Nava.

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