Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Segnali di Primavera – 26 febbraio 2012

Nel ciclo della natura, una settimana spesso marca cambiamenti notevoli, se il periodo è quello in cui una stagione inizia a cedere il passo alla seguente, talvolta si passa a situazioni antitetiche. In ambienti come quello della Nava, la conformazione stessa del territorio, riesce a mostrare contemporaneamente queste situazioni contrapposte. Le uscite quindicinali, poi, esaltano ancor più il tutto…
Accade così che avevamo lasciato la Valle e i suoi dintorni, nel clima ovattato della recente nevicata, consolidata dal grande freddo: ora si presenta con un cielo azzurro e col sole mattutino che fa luccicare le piantine imperlate di goccioline.


Anche il comportamento degli uccelli, già alla Colombina, è nettamente diverso, i maschi dei verdoni fanno a gara col loro canto, che dal tono quasi ripetitivo, improvvisamente esplode mentre i passeri iniziano i loro “spintonamenti” appena una femmina fa la sua apparizione. Su un’antenna uno storno sembra sovrastare tutti… ma sopra di lui, sono le rotonde evoluzioni di una coppia di colombacci che conquistano la scena.
Tutto cambia quando si scende in Valle, il nastro si riavvolge e sembra di ripiombare in pieno inverno. Il verde dell’erba, si può solo immaginare.


L’ambiente è stratificato: se si guarda in basso, appare inutile cercare qualsiasi movimento, alzando lo sguardo, il cielo è attraversato da un airone.
Ma è il senso del “sospeso”, di cui si parlava nell’ultima uscita, che è stato spazzato via: questa è la grande differenza. Prendendo il sentiero, anche la visione del vecchio nido, non porta ricordi, ma insinua domande sul futuro: la capinera sarà ancora così sfacciata da ripetere la nidificazione qui?


Poi c’è il “reuccio del bosco”, che sembra essere tornato nei suoi possedimenti. E se non bastasse il canto, la scelta del posatoio e il petto messo in mostra, fugano ogni dubbio sulle intenzioni di riprendere possesso di piante, anfratti, cespugli e vallette solo temporaneamente abbandonati.
Questo “reuccio” non è però il solo: altri come lui ambiscono ad avere un proprio territorio, per questo motivo si ode il canto dei pettirossi salire dai quattro lati, come se la spartizione fosse stata già fatta ed ora diventa una questione di presidio dei confini.


In questa continua alternanza di “stagioni”, tocca alla Nava ricordare che manca più di un mese alla primavera. Lo fa con la pochissima acqua che riempie solo alcune buche o piccoli tratti e che si conserva ancora ghiacciata. I 20 gradi toccati ieri, non hanno scalfito il gelo di un mese.


L’innalzamento della temperatura, crea qualche disagio lungo il sentiero, che diventa fangoso e appiccicoso: ne sanno qualcosa i ciclisti che lo percorrono, vedendo le ruote aumentare di volume e di peso. Anche i più rari podisti, cercano vie alternative sui lati meno battuti.
Chi sembra risentire meno… anche perché non viene a contatto direttamente col suolo, sono i simpatici cavalieri, presenza ormai immancabile nel paesaggio della Nava.


Qui la Valle si allarga, la mattinata è nel pieno e la “futura” primavera prende il sopravvento: una cornacchia grigia, volatile tanto vituperato, solca il cielo con un ramo nel becco, andando a consolidare il nido. E fa quasi tenerezza …. chi l’avrebbe mai detto?
La vista di una passera scopaiola, che indugia a svernare da noi, ricorda che per molti altri uccelli c’è ancora un lungo percorso da compiere.
Nel bosco spuntano i primi campanellini e qualche rara primula. L’immagine, in qualche modo, aiuta a capire come la conformazione dello stelo del campanellino sia un adattamento evolutivo che favorisce la sua crescita. Praticamente la parte superiore dello stelo, funge da sperone che in questo caso ha perforato lo strato di foglie, ma che allo stesso modo può aprire la strada in caso di terreno innevato.


E’ giunta l’ora di voltare le spalle al campanile di Maresso, ma sulla via del ritorno c’è ancora tempo per un incontro, quasi preannunciato: bisogna lasciare strada ad un gruppo di pecore con molti agnelli, che stanno per ricongiungersi al resto del gregge. Come spiega uno dei due pastori, erano isolate proprio per dar modo a piccoli di irrobustirsi. A vedere così tanti agnelli… viene in mente la Pasqua. Ma qui si corre veramente troppo, regna ancora confusione tra inverno e primavera!
In fondo è tutta una questione di segnali: dipende dal peso che gli si vuole assegnare.
Matteo, per esempio, fa coincidere l’inizio della nuova stagione col primo canto del fringuello maschio… e oggi ha cantato più volte.

Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

2 commenti su “#Segnali di Primavera – 26 febbraio 2012

  1. renzo riva
    marzo 2, 2012

    Grande Alfio, mi dispiace non averti incontrato come già successo altre volte
    il 26 Febbraio è il mio compleanno e la giornata era magnifica……

  2. alfio sala
    marzo 3, 2012

    …. allora il fringuello cantava per Te, non per annunciare a Matteo l’inizio della Primavera !

    ciao,

    alfio sala

    ps. visto che siete (con la tua Signora) dei frequentatori assidui, perchè non mandate qualche vostra impressione ?

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 1, 2012 da in Appunti dalla Valle della Nava con tag , , .

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