Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Metà… marzo

La primavera, stagione come da calendario non ancora iniziata, per molti animali ha già preso consistenza. Tra questi in prima
linea gli uccelli, che da giorni manifestano il rinnovato vigore, soprattutto col canto. Non fanno eccezione gli “abitanti” della Colombina, dove verdoni, storni, pettirossi danno vita ad un variegato concerto canoro. Difficile stabilire a chi assegnare la palma del migliore: sarebbe come paragonare rock e musica classica, jazz e melodico, tanto sono diverse le note che fuoriescono, quasi miracolosamente, da quelle piccole gole. Più facile è il titolo di “mattiniero”: già da alcune ore, ancora nel buio, i maschi di merlo hanno aperto la kermesse, attirandosi forse in qualche caso, le imprecazioni di chi vorrebbe dormire un po’ più a lungo, vista la giornata festiva. Capitolo a parte spetta ai passeri. Un tempo diffusissimi, tanto da essere talvolta snobbati a livello ornitologico, negli ultimi anni, soprattutto in Brianza ma anche altrove, hanno registrato una marcata contrazione nel loro numero, dovuta alle mutate condizioni ambientali. Da sempre legati alla presenza di seminativi nei pressi delle abitazioni, luogo eletto sia come rifugio che per la nidificazione, hanno fortemente subito il contraccolpo di un’urbanizzazione che ha estromesso le coltivazioni dai sobborghi abitati. Come spesso accade nello spirito umano, quando qualcosa ( in questo caso esseri viventi ) inizia a rarefarsi, viene riscoperto. Accade così che il cinguettio dei passeri, ora comincia ad essere apprezzato come il canto più ricco di note, di molti altri uccelli.
Non sembra avere impennate, invece, il ritmo di crescita nei campi: il riempimento dei solchi avviene in modo costante, e l’intervallo di due settimane tra un’uscita e l’altra, sembra essere quello giusto per misurarne la consistenza, dal punto di vista puramente visivo.


La giornata è classicamente di primavera alle porte, con una temperatura frizzantina in queste prime ore di luce e con qualche nuvola in cielo, di quelle però che danno l’impressione di togliere il disturbo, appena il sole sarà più deciso. Ma questi anni di frequenza hanno anche insegnato che il primo approccio con la Valle solitamente si rivela uno schiaffo salutare, che aiuta a dare la sveglia definitiva.
Infatti non è una sorpresa il sottile strato di ghiaccio che avvolge la vegetazione nel prato, appena sotto la Colombina. Allo stesso modo l’airone cenerino che attraversa il cielo, non stupisce più di tanto, data la frequenza delle sue apparizioni in questo tratto della Nava.
Nel bosco, lungo il sentiero, il recente taglio di un certo numero di robinie ha aperto la strada ad un più veloce propagarsi della luce del sole, per altro ancora insufficiente a stimolare l’apertura delle corolle degli anemoni.


Altre essenze, che hanno retto per tutto l’inverno il peso di dare un tono di verde al sottobosco, ormai sono alle corde, ma in attesa di “giovani rincalzi”, regalano un “fine carriera” a tinte caldamente vivaci. Si tratta del tanto bistrattato rovo…


Dove la Valle si allarga, la temperatura marca qualche grado in più, e i fiori primaverili cominciano a diventare più numerosi: sta per iniziare il loro periodi di gloria, favorito dalla luce che arriva fino al suolo non trovando ostacolo nelle chiome delle piante.


La mancanza delle foglie sulle piante, come già detto in altre occasioni, favorisce delle osservazioni che nella piena stagione vegetativa saranno precluse. Come quella del foro praticato dal picchio rosso in un maturo castagno. Ora sembra esposto alla vista di chiunque, ma quando i rami si riempiranno di foglie, risulterà quasi invisibile e non è detto che non venga riutilizzato sia dallo stesso picchio rosso come da altri uccelli, quali lo storno o il torcicollo.


Poi un canto forte, prolungato e apprezzato da molti, anche se piuttosto inconsueto per i nostri boschi, sovrasta ogni altro suono.
Avendone riconosciuto la fonte, benchè provenga da una farnia che si erge al bordo del sentiero, già si è rassegnati alla difficoltà di poterla individuare visivamente: troppo mimetico è il piumaggio del tordo bottaccio ! Ma quello che risulta assai difficile per l’occhio umano, non accade per l’uccello, che dopo diversi minuti di suoni metallicamente melodiosi, probabilmente infastidito dalla troppa attenzione ricevuta, spicca il volo, rivelandosi anche alla vista.
Questo incontro, nei suoi termini, sintetizza pienamente il periodo: siamo ancora in inverno ma con un piede in primavera. Così come il tordo che già riempie l’aria col suo canto primaverile, in un ambiente che sta per abbandonare.
Basta lasciar trascorrere qualche giorno e tutto dovrebbe sincronizzarsi: calendario e natura, tordo e ambiente.

Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 18, 2012 da in Appunti dalla Valle della Nava con tag , , , .

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