Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Quasi si galleggia – 22 aprile 2012

Beh, di acqua ora ne è venuta e.. non è ancora finita! Torna alla mente il proverbietto che si sentiva dire da piccoli, dai nonni, dai genitori, a scuola : “Aprile ogni goccia, un barile”. Un mese con precipitazioni quasi assenti l’aveva fatto dimenticare o, più spesso, ritenere anacronistico: ora si prende la sua rivincita, in grande stile. Inutile dire che la vegetazione assetata ne ha beneficiato fortemente, sia quella selvatica che i seminativi.


Se l’acqua era attesa un po’ da tutti, uomini e piante, ma anche dagli animali, con gli uccelli in prima fila, che trovavano sempre maggiori difficoltà a cercare ed estrarre insetti e vermi dal terreno indurito, l’annesso brusco calo delle temperature, testimoniato dalla neve alle quote medie, ha un po’ spiazzato. Sicuramente qualche danno, le piante da frutto sorprese nella delicata fase dell’allegagione, l’avranno riportato, manifestandolo magari nel prosieguo della fruttificazione: ma i ciliegi alla Colombina, all’apparenza, sembrano esserne passati indenni, portando avanti in modo deciso l’ingrossamento dei frutti.


Scrutando in continuazione il cielo, infidamente plumbeo, ravvivato solo da una coppia di colombacci, che incuranti eseguono i loro loops nunziali, si imbocca il sentiero giù per la Valle. Ora l’attenzione è duplice: in alto per evitare le docce garantite dalle fronde intrise di goccioline e a terra per non incorrere in rovinose scivolate. Il bosco è profondamente lavato e non si colgono quegli odori caratteristici e gradevoli, che si sollevano alla prime gocce di pioggia, eppure un profumo pervade questo tratto della Nava. E’ quello dei biancospini, incontrastati signori di questa fase vegetativa. Questo è un profumo piuttosto deciso, di quelli che impattano senza mezze misure: o piace o non piace, ed è generato dalle migliaia di piccoli fiori presenti sui rami.


Il sentiero è diventato, nei suoi tratti più larghi, un’autostrada fangosa, che sembra voler trattenere gli stivali ad ogni passo, per poi mollare la presa improvvisamente, creando sempre una sensazione di equilibrio incerto. Tutti questi disagi, in assenza dell’attrezzatura fotografica, possibilmente sostituita da un buon bastone, sarebbero ridotti al minimo, ma tant’è…


In questo quadro che, per quanto riguarda la definizione di “bella stagione”, ha pochissimo da rappresentare, il canto di un usignolo, appena arrivato dai suoi quartieri di svenamento a sud del Sahara, se da un lato porta un misto tra sorpresa e certezza nel futuro, dall’altro appare come un qualcosa di estraneo, fuori luogo. Forse lo stacco è troppo marcato, ci vorrebbe un anello di congiunzione tra l’ambiente come appare ora e il simbolo del bosco estivo: questo anello si materializza sotto forma di una coppia di cince bigie, che irritate per la presenza di un intruso, tardano a portare ai piccoli, gli insetti e i minuscoli vermi che riempiono il loro becco. Urge togliere il disturbo, affinchè i nidiacei non debbano aspettare troppo a lungo l’arrivo dei premurosi genitori.
Poche decine di metri e un’altra presenza sorprende e suscita una curiosità irrefrenabile: per indole personale, quasi mai pongo domande dirette, ma questa volta gli “attrezzi” di cui sono armati questi Signori ( che presto si rivelano degli squisiti interlocutori ), spingono ad abbandonare ogni remora.

Si tratta di “localizzatori di metalli”, che possono individuare “..dal ferro in su, fino all’argento e all’oro…”, come specifica Enzo (a destra nella fotografia). Insomma dei metal detector, termine più famigliare, spesso quando si parla di sistemi di sicurezza. E Loro fanno parte di un’Associazione, la Metal Detector Italia, che raggruppa molti appassionati che girano per terreni e boschi, in cerca di tutto quanto di metallico possa nascondersi sotto il primo strato di terra. Una volta rivelatane la presenza, grazie allo strumento, si può ben immaginare con quale “carica” si mettono a scavare con la zappettina. Cosa trovano? Beh, forse è meglio fare un giro nel loro sito, le sorprese non mancano. Per ora mi hanno confidato che hanno dovuto lasciar perdere l’ispezione del letto della Nava: gli strumenti impazzivano letteralmente!


Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 2, 2012 da in Appunti dalla Valle della Nava con tag , , , , , .

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