Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#La Nava di Sabato – 5 maggio 2012

Uscita anticipata al sabato, viste le previsioni metereologiche, poco confortanti, per la giornata festiva: la scelta comunque non eviterà di incappare in qualche goccia di pioggia. Alla Colombina si arriva, dopo aver assistito in pieno centro di Casatenovo alla scenetta di uno scoiattolo rosso che ha attraversato la Provinciale… sulle strisce pedonali, fermandosi poi sul muretto di un giardino ad osservare quel via vai di persone e “cose metalliche” quasi con superiorità, fino a quando si è ricordato di avere cose più importanti da fare. Beh, non sempre le cose vanno così bene (per gli incauti scoiattoli), ma il nostro lo saprà?


Il campo, oggetto fin dall’aratura delle osservazioni iniziali di ogni uscita, si presenta rigogliosamente verde, con le spighette già ben formate.
Guardando in modo radente, si intuisce ancora la geometria delle file della semina nei solchi e non si può non notare come l’altezza delle piantine e il grado di maturazione siano assolutamente omogenee. Quando si parla di natura modellata dall’uomo, spesso si prendono esempi eclatanti: un campo di cereali, nella sua semplicità, ne è l’esempio più diffuso. Ma l’opera umana, non è mai perfetta e il mare verde si tinge improvvisamente di una macchia rossa..


…inutile dire che questo papavero “ribelle” si conquista tutta la simpatia, come sempre accade agli eroi solitari.
Gli storni e i merli sono divisi tra la ricerca del cibo per i piccoli nati e le esibizioni canore, dall’alto di antenne o da posatoi naturali. Una coppia di colombacci è impegnata ancora nelle fasi di corteggiamento. I nidi dei balestrucci, posti sotto la grondaia della palazzina sulla sinistra, sono ancora disabitati, speriamo per poco.
La discesa alla Nava è accompagnata dal profumo del sambuco, che ha sostituito quello del biancospino, i cui fiori ormai si stanno trasformando i migliaia di minuscoli frutti. Improvvisamente le narici colgono un odore acre, quasi penetrante: il maschio della volpe, evidentemente, ha marcato il territorio. Come già in altre occasioni, risulta vano ripercorrere gli ultimi metri per coglierlo di nuovo, l’averlo captato è stato il frutto di un refolo d’aria spirato nella giusta direzione e con la giusta intensità. Condizioni non sempre ripetibili.


La primavera, nonostante gli sbalzi del meteo, è nel suo pieno, con vegetali che hanno già concluso il loro ciclo, vedi i fiori del sottobosco, altri che sono impegnati nella fioritura e altri ancora che, con grandissima forza di volontà, stanno ripartendo da zero, dopo la brusca interruzione subita.
I ceppi delle robinie tagliate, portano tutti questi giovani ricacci, indicando che sottoterra la vita non è mai cessata.
Il cielo resta plumbeo, raramente solcato da qualche colombaccio. Anche le onnipresenti cornacchie oggi latitano.
Fortunatamente i picchi rossi si presentano piuttosto attivi, garantendo un minimo di vivacità al bosco.
Si diceva del cielo velato, la scarsa luminosità che raggiunge il suolo non favorisce la completa apertura delle corolle dei fiori dell’Ornithogalum, il comune Latte di Gallina.


In queste situazioni, cioè quando gli spunti scarseggiano, di solito si cercano alternative, rappresentate dalle sortite dal percorso abituale. Il prato con l’erba altissima e folta potrebbe regalare qualcosa, oltre la sicura lavata delle ginocchia non coperte dagli stivali. Nell’erba così alta, solo i ranuncoli gialli riescono a svettare, dando una nota di colore. Ai margini, in alcuni punti, le ortiche formano delle chiazze di una certa grandezza: proprio su un gruppo di ortiche, una numerosa colonia di bruchi neri sta defogliando alcune piantine. Si tratta delle future Vanesse dell’ortica, che si stanno rimpinzando prima di impuparsi.


Il numero è veramente elevato, ma pochissime farfalle prenderanno il volo da questi piccoli “mostri” neri.
I calzoni, benchè parzialmente impermeabili, ormai sono inzuppati, fatto che spinge a riprendere il solito percorso. Qualche goccia scende dalle fronde, lasciando il dubbio se si tratti di acqua trattenuta dalle foglie, o di nuova pioggia: sofisma che non cambia gli effetti per chi sta sotto. Sarà per evitare la doccia, per vedere se piove veramente o per far asciugare con un po’ d’aria i calzoni, che il passo porta a costeggiare un campo arato, ma ancor privo di vegetazione. Lo sguardo è attratto da alcune macchie più chiare che troneggiano nel deserto di terra: sono dei grossi funghi, piuttosto datati, a parte un esemplare che sembra degno di un paio di scatti.


Basterà questa immagine per dargli un nome? Stropharia rugosoannulata forma lutea, sentenziano gli Amici
di AMB di Missaglia, con la loro consueta precisione. A Loro un grazie.

Alfio Sala

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 12, 2012 da in Appunti dalla Valle della Nava con tag , , , , , , .

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