Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Occasione persa – 20 maggio 2012

Altra mattinata di passione, dal punto di vista metereologico: pioverà? Il cielo dà poche garanzie, ma l’uscita “s’ha da fare”. La pioggerellina, nel bosco, di per sè è anche piacevole, dona un’atmosfera particolare e soprattutto “screma” le presenze dei bipedi: tutto questo lo si apprezza quando ci si va liberi da ogni scopo, oppure a cercar funghi. Risulta meno gradita quando si devono fare dei rilevamenti e si è zavorrati da attrezzature varie, anche delicate. Nel dubbio sull’esito dell’uscita, due certezze: i balestrucci sono finalmente tornati ai nidi della Colombina…


..e pioggia, sole o vento, le spighe del “nostro” campo si vanno riempiendo e assumono, viste da vicino, tonalità spesso sorprendenti, ancor lontane dalla maturazione e dal conseguente viraggio alla scala dei gialli.

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Una famiglia di storni, passa dal tetto di una palazzina all’altra, coi giovani che stanno prendendo confidenza con un fenomeno per noi spettacolare, ma per loro naturale: il volo. Già arrischiano le prime planate, il tutto a una dozzina di metri da terra. Altri probabili futuri padri, merli e colombacci, nell’attesa di essere risucchiati nel vorticoso periodo dell’allevamento dei piccoli, ingannano il tempo, chi cantando al cielo, chi osservando ciò che accade al di sotto, dalla cima di un pino. Già nella scorsa uscita si era parlato di funghi, spesso ritenuti legati in modo diretto alla stagione autunnale: la presenza di questi tre esemplari di mazza di tamburo (Macrolepiota procera) sul sentiero che scende in Valle, non fa altro che ribadire il concetto che questi organismi, a patto di godere di condizioni favorevoli, coprono tutto l’arco dell’anno.

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Il ronzio continuo di sottofonfo segnala la maturazione dei fiori della robinia che oltre le api, attirano una miriade di piccoli insetti. Come è risaputo dove ci sono insetti, in una sorta di catena alimentare, ci sono gli uccelli: ecco dunque una famigliola di cinciallegre e una di cince bigie, intente a passare al setaccio i bianchi grappoli, con buone possibilità di sfamarsi senza troppa fatica e tutto sommato al riparo dai predatori. La stessa cosa non si può dire del giovane merlo, i cui resti segnalano la fine sfortunata della sua breve esistenza, caduto vittima degli artigli di un rapace, probabilmente anch’esso alle prese col problema di sfamare i nidiacei. L’uscita prosegue senza troppi sussulti, vivacizzata, si fa per dire, dall’indossare o togliersi il mantello impermeabile in base ai capricci del cielo, che alterna brevi piogge con pallidissime occhiate di sole. Gli spunti bisogna proprio cercarseli e una mosca scorpione sembra capitare apposta per concederne qualcuno. Oltretutto, il clima la rende abbastanza “intorpidita”, favorendo approcci ravvicinati.

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Ma in quanto ad approcci ravvicinati, quello che si verifica ad una decina di metri di distanza, allorchè sul sentiero appare in bella mostra una splendida lepre, non ammette paragoni. L’animale si ferma, certo attentissimo, ma soprattutto incuriosito. Passare dal 60 macro al 400, non è operazione di pochi secondi, anche perchè il tele è ben riposto in una custodia, all’interno dello zaino. I movimenti, ovviamente, devono essere misurati, ma la lepre sembra concedere l’inverosimile, forse perchè per entrambi questo incontro è l’unico della mattinata, in una Valle che oggi parrebbe sgombra da altre presenze umane. L’obbiettivo finalmente viene fissato al cavalletto, l’occhio di avvicina ma della lepre non c’è più traccia: al suo posto, sul sentiero fa la sua comparsa colui che risulterà alla fine l’unico podista della giornata. Il ragazzo si scusa “per averla fatta scappare”, scuse assolutamente non dovute, perchè non esiste nessuna “colpa”: così vanno le cose, frutto di coincidenze particolari, quale la presenza nello stesso momento di una lepre “matta”, uno pseudo-fotografo naturalista e un ragazzo che, nonostante il meteo e il fango, decide di correre su e giù per la Nava.

L’occasione sembrava davvero allettante… ora la Valle torna “deserta” e i passi riportano verso casa sotto il medesimo cielo plumbeo , attraversato dalla sagoma di un gheppio..

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..pure lui solitario: ma certe volte meno si è in un determinato posto e meglio si possono sfruttare le opportunità.

Sala Alfio

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Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 29, 2012 da in Appunti dalla Valle della Nava con tag , , , .

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