Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Dopo la pioggia – 15 luglio 2012


Tutto inizia di buon’ora, prima delle sei e tutto sembra finire molto presto, dopo pochi minuti e una sbirciata fuori. Ma con ordine! L’idea di anticipare ancor più l’orario dell’uscita, deriva sia dal desiderio di beneficiare del fresco mattutino, ma anche da quella sana vena, leggermente “goliardica”, che spinge sempre ad un piccolo passo più in là. Il tutto supportato dai discreti risultati dell’ultima uscita. Ma aperte le persiane, dapprima qualche dubbio alzando gli occhi al cielo più che plumbeo, poi i primi goccioloni che bloccano anche la micia che, attratta dai merli, è prontamente schizzata dalla finestra spalancata, spingono al ritorno sotto… le coperte.
Fuori intanto si scatena, per una buona mezz’ora, l’intenso lavaggio di questo lembo di Brianza. Con buona pace dei programmi fatti. Ma passata la buriana, trascorso il tempo pensando cosa fare, non resta che riaprire la finestra.
Questa volta lo scenario è assolutamente diverso: altro che la “quiete dopo la tempesta”, qui appare tutto fulgido.
L’attrezzatura è ovviamente pronta e i preparativi vengono accelerati. Alla Colombina il sole già risplende sulle giovani piantine del campo, che rinnovano le geometrie dei solchi marcati dalle file gocciolanti.


Sono le sette appena passate e tutto sembra svegliarsi in questo momento, con la frenesia di recuperare il tempo perso per il forte acquazzone. I balestrucci, anche con alcuni giovani, punteggiano il cielo azzurro mentre i colombacci eseguono le loro famose planate, dopo aver preso quota in modo deciso. Un paio di giovani merli “chioccolano” incuriositi. In cielo c’è ancora qualche nuvola, ma di quelle “ben delimitate” che sottolineano ancor più quanto il tutto sia terso. L’unico problema, nel bosco, potrebbe essere lo sgocciolare delle fronde, ma anche questo fenomeno è sopportabile. Era da diversi giorni che le alte temperature e il secco spadroneggiavano, quindi questa risciacquata è stata accolta con piacere dai vegetali, ma anche dagli uccelli che sanno di poter sfruttare la fuoriuscita dalle tane di insetti e lombrichi.
Anche la Roggia Nava, ha assolto in pieno il suo compito, raccogliendo l’acqua in eccesso, che ora scorre anche in tratti che da molto tempo erano in secca. In questi casi i sentieri diventano dei rigagnoli e giocando coi riflessi della luce che filtra tra le foglie, danno l’impressione di nastri argentati. Il tocco di colore è dato dal verde delle chiome.


In lontananza si coglie la macchia rosata di un cespuglio di buddleia. Visto che è conosciuta col nome di “albero delle farfalle”, data la sua capacità di attrarre i lepidotteri, un’ispezione più ravvicinata appare inevitabile. Mai scelta si è rivelata così azzeccata: da una spiga in fiore pende un podalirio, tutto imperlato di goccioline d’acqua. Alcuni sottili fili di ragnatela, che dai fiori arrivano alle sue “code”, indicano che in quella posizione ha passato la notte, per poi essere sorpreso dall’acquazzone. Il primo pensiero è di commiserazione per il “povero” podalirio, ma anche questo si rivela un errore: la farfalla è ben viva, anche se mostra le vicissitudini sopportate. Inoltre il fascino della sua bellezza appare integro, ancor più quando decide di aprire le ali, per farle asciugare al calore del sole sempre più intenso.


E’ come il guerriero che mostra con orgoglio le ferite della battaglia vinta: certo le ali sono sfrangiate e in buona parte decolorate, ma la posizione e l’azione stessa di spiegarle, destano la consueta ammirazione. Poi la scena non è che si presenti tutti i giorni… L’augurio è che una volta asciugato, possa riprendere le sue danze volanti.
In cielo, ali ben più grandi, compiono evoluzioni grazie all’abilità di chi le possiede, di sfruttare le correnti ascensionali.


E’ un falco pecchiaiolo, il mitico “adorno”, storicamente bistrattato nella sua migrazione attraverso lo Stretto di Messina.
Simile alla poiana, se ne distingue per il collo allungato che supporta una testa molto più cuneiforme, di colore chiaro, tendenzialmente grigia. Anche la barratura delle ali e della coda è caratteristica, mentre quella del corpo è più fitta.
Da qualche anno una coppia nidifica nella Valle del Pegorino, e spesso adulti e giovani, si spingono sulla Nava e sui terreni del missagliese. All’inizio dell’autunno ritorna in Africa, ma prima deve superare quella “dannata” traversata, dove ancor oggi, nonostante la vigilanza dei volontari, qualche imbecille, rischiando pene salate (almeno sulla carta), tenta di abbatterne un esemplare. Il tutto per evitare di essere “fatto cornuto”, secondo la tradizione.
Non sapremo mai se “questi imbecilli” saranno cornuti oppure no, ma ci si può augurare che le loro compagne ne approfittino per “divertirsi”, proprio mentre loro stanno là nascosti col fucile in mano…
Ogni tanto bisogna pur dire (o scrivere) quello che si pensa.

Alfio Sala

Gruppo Valle Nava

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

2 commenti su “#Dopo la pioggia – 15 luglio 2012

  1. filippo galbiati
    luglio 31, 2012

    Al Presidente del Gruppo Valle Nava
    Ieri ho avuto modo di leggere un intervento di Sala Alfio riportato sul vostro sito relativo a riporti di terra nella Valle della Nava. Apprezzando, come sempre, l’attenzione al territorio della vostra Associazione, vi faccio tuttavia presente che:
    – Non è pervenuta all’Amministrazione alcuna richiesta di autorizzazione in merito
    – Nessun Ufficio/Commissione dell’Amministrazione comunale ha rilasciato alcuna autorizzazione
    – Sono già stati attivati i dovuti controlli, come per ogni segnalazione analoga, al fine di assumere gli eventuali provvedimenti di competenza.
    Con questo significa che il problema domani è risolto ? No, in quanto bisogna tutti essere consapevoli che non sempre, con i poteri propri dell’Amministrazione, si riesce ad ottenere una soluzione in tempi brevi, non essendo indifferente il tema dell’individuazione delle responsabilità; ma laddove siano individuati abusi, l’Amministrazione non manca mai, senza fare clamore, di coinvolgere le autorità provinciali e giudiziarie eventualmente competenti, nella consapevolezza che i tempi non sono brevi.
    Colgo l’occasione per segnalare che espressioni quali “i soliti tecnici”, “il Palazzo” e insinuazioni varie riferite a collaboratori (volontari) e/o dipendenti comunali, non ritengo siano in linea con il rapporto di collaborazione che l’Amministrazione ripetutamente e con fatica persegue con le Associazioni casatesi (anche nella fase di redazione del PGT citato, nel quale peraltro verranno assunte diverse indicazioni proposte dalle Associazioni relative alla Valle della Nava).
    Per proseguire un confronto sereno e penso positivo, è questa una doverosa puntualizzazione che non riguarda certo la mia persona ma professionisti la cui competenza, attenzione e passione specie per i temi della promozione del Paesaggio di Casatenovo molti cittadini, e son certo anche voi, avete avuto modo di apprezzare in questo periodo.
    Le porte del “Palazzo”, per quanto mi riguarda, sono sempre aperte.
    Cordiali saluti
    Filippo Galbiati

  2. SALA ALFIO
    luglio 31, 2012

    Doverosa una mia replica, visto l’apprezzamento che comunque porto al lavoro degli attuali Amministratori di Casatenovo.
    Io ho solo messo su carta quello che in molti hanno visto, hanno bisbigliato o semplicemente hanno preferito seppellire sotto l’omertà ( mi assumo la responsabilità del termine) che noi Brianzoli attribuiamo a Popolazioni di altre lande dell’Italia.
    Non mi pento certo dell’aver documentato la realtà ( non sono così in gamba nell’uso di photoshop per creare cumuli di terra e schifezze a camionate ).

    Dato l’intervento di Filippo Galbiati, forse avvenuto prima di sapere che ho pure inviato il tutto all’Ufficio Protocollo, a questo punto debbo anche confessare che ho saputo del “misfatto” da altri. Ribadisco il concetto: sono convinto del mio intervento, e non intendo sminuirlo. Uno si sente di fare una cosa, altri no. Non per questo uno è un “fenomeno” e gli altri dei “nessuno”.

    Mi spiace invece riguardo a quanto espresso nell’ultima parte dell’intervento di Filippo Galbiati: probabilmente non sono stato in grado neppure col virgolettato di trasmettere il senso di “Palazzo” e “soliti Tecnici”.
    Ho semplicemente usato il lessico di “quelli” che hanno visto, ma non hanno ritenuto di intervenire. Tutto qui.

    Ma un piccolo dubbio, Filippo ( scusa se mi rivolgo in prima persona ) mi resta. Io non ho proprio “insinuato” nulla: ho chiesto chiaramente delle spiegazioni, vedi anche l’invio al Protocollo. Quindi perchè forzare la risposta con questo termine ? Perchè tirare in ballo i “volontari”, non capisco cosa c’entrino ? Secondo Te è normale che si facciano dei lavori ( in questo caso, parrebbe, pubblici ) e si scarichino terra e detriti su un terreno di qualcuno magari compiacente, in barba tra l’altro alla (speriamo) futura destinazione protetta del medesimo terreno?
    Sai quale messaggio se ne trae ? Il più sprezzante possibile, anche per il Vostro lavoro col PGT: decidete quello che volete, tanto Voi passate, noi “speculatori” restiamo. E la gente questo, PURTROPPO, lo recepisce immediatamente.
    Non so …. forse sbaglio, ma senza passare per “eroe” ( ripeto il concetto ), un’ Amministrazione, secondo me, dovrebbe essere grata ai pochi (ahimè) che quando “il Re è nudo, lo dicono”, fornendo alla Stessa, l’opportunità, se vogliamo la “scusa”, per far rispettare le regole.

    Io credo che si debba essere dalla stessa parte della barricata.

    Mi ripeto ancora: forse sono io che sbaglio, ma resto convinto del mio pensare e agire. Scusa la presunzione.

    Senza nessun rancore …. anzi

    Saluti e buon lavoro

    Sala Alfio

    ps. la versione originale, completa, di mio pugno è quella di questo Sito , la medesima inviata al Protocollo, spero di essere stato chiaro.

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 23, 2012 da in Appunti dalla Valle della Nava.

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