Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Stranezze – 7 ottobre 2012

L’ultima uscita era stata intitolata “AUTUNNO”, visto che tutto in natura si era adeguato ai dettami di questa stagione. Anche l’arrivo odierno pare confermare quelle osservazioni, con la Colombina che, sotto un cielo non esaltante, si prepara a celebrare le mega-zucche poggiate sui bancali, indispensabili per poterle trasportare, che allineate su un lato del piazzale, attendono l’ora della pesatura e della premiazione col marengo d’oro.
Il cielo è attraversato da numerosi gruppetti di fringuelli, propri del periodo, ma che smentiscono in parte quello che è avvenuto fino a ieri, sottolineato anche dal ragazzo che sta seguendo l’attività del Roccolo del Monte Barro. Giusto nel pomeriggio di ieri, visitandolo e scambiando qualche impressione, lui affermava che tutto era fermo, riferendosi al passo migratorio. Sì, qualche tordo bottaccio, ma niente altro. “Troppo caldo”, sentenziava.
Infatti… in pochi minuti, la luce solare prende il sopravvento e con essa la temperatura cresce di pari passo.
Ci si accorge, allora, che accanto ad alcune piante che cominciano ad ingiallire, altre sono in fioritura!


E la sorpresa maggiore è data dal fatto che sono i ciliegi, gli stessi che a maggio avevano allietato coi loro frutti uomini e storni. Certo non ci saranno ciliegie per Natale, ai primi freddi i fiori saranno “bruciati”, ma resta l’anomalia delle piante ingannate dal clima. E poi, ricci con castagne e ciliegi in fiore: due mondi agli antipodi nell’immaginario collettivo, uno ricorda camini e vino, l’altro la freschezza della primavera e l’insalata novella.
I pensieri si fanno un po’ confusi, la vista dei campi dove il mais è stato raccolto, li riporta alla realtà.


Chissà quanti animali, soprattutto i nati nell’anno che sono sempre vissuti sotto la copertura di quei folti filari alti oltre due metri, si sono sentiti di colpo senza “casa”, nudi davanti al mondo che non pensavano fosse così esteso.
Se vogliamo, allargando a dismisura il concetto, anche le gestioni agricole contribuiscono alla selezione naturale.
Stranamente anche il cielo è arricchito di uccelli, quali le ghiandaie, prettamente boschivi: loro non hanno di che lamentarsi, visto che i boschi “reggono” bene, eppure oggi in diversi casi si avventurano sfarfallando in piena luce.
I funghi, di questi tempi, sono gli organismi che più caratterizzano il sottobosco e già la Nava si vede percorsa da persone armate di.. cestini. I chiodini per alcuni restano ancora un desiderio da realizzare, magari nelle prossime uscite, ma all’occhio più attento non può sfuggire qualche ciuffo che fa bella mostra su vecchi ceppi di castagno.


La concentrazione rivolta a scrutare il suolo, viene attratta improvvisamente in alto, dove tra le chiome si ode il verso eccitato di cinciallegre e cinciarelle: poi tra i rami che si fanno sempre più radi mentre lo sguardo scende, inizia a precipitare, no, non proprio, piuttosto a planare roteando su se stesso, come fosse un seme di acero, un batuffolo consistente azzurro e giallo. A questo punto i colori e la lievità della “caduta” ricordano le movenze di una grossa farfalla, intontita o …. ubriaca. Il primo pensiero è tragico: una cinciallegra ferita sta cadendo da una quindicina o più metri di altezza. Non è così fortunatamente, a terra si scopre l’arcano: due litigiosissime cinciarelle, si sono tanto avvinghiate, da perdere ogni controllo e lascarsi cadere, in quell’abbraccio pazzesco, fino a sedersi lievemente sul tappeto di foglie secche. Ora, improvvisamente, sedute una difronte all’altra, si risvegliano dall’insana frenesia che si era impadronita dei loro istinti, uno sguardo stupito e volano via.
La scena è durata una manciata di secondi, ma l’intensità è stata così coinvolgente, che resterà a lungo impressa.
Ma quando ci si mettono, anche gli umani riescono a stupire. Così accade che mentre si contano i componenti dell’ennesimo gruppo di fringuelli, lungo il sentiero che attraversa il prato in fondo alla Valle, fa la sua comparsa una simpatica coppia intenta a passeggiare. Niente di speciale, a parte la simpatia immediata e il fatto che sono a.. piedi nudi. L’innato rispetto per le scelte altrui, impedisce di scattare delle foto e permette solo di proferire, al riguardo, poche parole: ” …. più avanti ci sono i ricci…..”. “Lo sappiamo, siamo stati qui anche settimana scorsa”, la risposta tranquilla. Si percorre un tratto insieme, parlando della Nava e dei funghi, nella più assoluta normalità.
Io con gli stivali, loro col… massimo contatto con la natura.

Alfio Sala
 Gruppo Valle Nava

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 12, 2012 da in Appunti dalla Valle della Nava.

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